Il fegato di dio

Mario Benedetti

Il fegato di Dio

Venne scomunicato per aver difeso
il fegato di Dio

Roque Dalton

Dio padre / gioviale
nello stile di Giovanni ventitré
disse / lasciate che gli scomunicati
vengano a me / lasciateli

abortisti / eretici
adulteri o gay
marxisti / sacerdoti sposati
guerriglieri
venite a me / liberissimi
che è vostro il regno
dei miei cieli

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Breve saggio sui trenini elettrici

La fascinazione che proviene dal trenino elettrico (limitata ai “maschi”?) non è soltanto un richiamo dall’infanzia né soltanto una nostalgia, ma il persistere dell’incanto esercitato da quello che, miniaturizzato, allude nello spazio di una stanza o di un tavolo alle dimensioni eccessive d’interi paesaggi – ché, foss’anche solo il cerchio dei binari e un solo passaggio a livello, il giuoco del trenino elettrico dona l’illusione di dominare rotaie, vagoni e locomotive che, nella realtà, eccedono grandemente le forze di ognuno.  Continua a leggere Breve saggio sui trenini elettrici

(La Foce e la Sorgente seconda serie) / Quaderno n. 2: Maria Grazia Insinga

Pubblichiamo oggi il secondo dei “Quaderni” che anticipano l’uscita della rivista La Foce e la Sorgente (nuova serie) prevista per il giugno 2019:

Maria Grazia Insinga: L’acetosella il baro e l’evoluzione dell’anima; Il sonno

I “quaderni della Foce e la Sorgente” sono a cura di Marco Ercolani, Lucetta Frisa, Antonio Devicienti.

Domino e giochi a carte

Yves Bergeret

“Tremble la terre
tremble la strate blanche
tremble la strate noire
seul compte le tremblement
tandis qu’à reculons le volcan
retourne ricaner
même pas dans une radicelle
du cacaoyer togolais.”

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Breve saggio su Parigi (ovvero: una flânerie di Julio Cortázar)

(o anche: Hommage à la France)

Quante città sanno essere anche una biblioteca, anche una macchina delle storie, anche un collidere e mescidarsi d’innumeri universi? Non molte, a ben pensarci. E Parigi sembra possedere in grado supremo tale capacità.

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Omaggio a Domenico Cara

Elio Grasso

Per un omaggio a Domenico Cara
L’utopia gioiosa
Edizioni Fin de siècle, 1995

L’utopia gioiosa di Domenico Cara si snoda come un dramma dell’occhio, come un avvicinamento al bordo pericoloso del mondo. Queste poesie lasciano che i ricordi, gli smarrimenti, il serpente annodato degli anni, trovino lo spazio di cui hanno bisogno, trovino il tempo di un’epoca – per certi aspetti – folgorante. Più che in altri libri, il dire continuo e la forte avventura della parola s’innestano nel gioco delle stagioni e della storia senza apparenti debolezze, senza accordare spiegazioni immediate. Un verso dopo l’altro, una pagina dopo l’altra, la sorpresa non viene meno e matura quasi sempre in un canto civile e variegato, viaggiante e non disperso nella vastità delle cose. Perdutamente umano dove non è umano il tempo geologico di cui siamo testimoni. Non grazie alla terra dobbiamo difenderci anche con la poesia, non senza scintille di una fede laica potremo giungere al domani. Continua a leggere Omaggio a Domenico Cara

Itinerari / Ute Mahler, fotografa

Alla Galerie Springer di Berlino è in corso fino al 26 gennaio 2019 una mostra dedicata ai due fotografi tedesco-orientali Ute e Werner Mahler e alla loro opera di “quattro decadi”, a cavallo, quindi, tra l’ultimo decennio della DDR e i primi tre della Germania riunificata; in quest’articolo mi fermo brevemente a riflettere in particolare su due serie fotografiche di Ute Mahler, l’una creata mentre ancora esisteva la DDR e l’altra negli anni immediatamente seguenti la Wende, la “svolta” che portò alla fine della Germania comunista e alla riunificazione tedesca.  Continua a leggere Itinerari / Ute Mahler, fotografa

Nell’esilio / Su “Lenta strana cosa” di Alessandro Ghignoli

Premetto che quello che segue non è né una nota di lettura, né una recensione, ma un atto di riconoscenza rivolto ad Alessandro Ghignoli per aver scritto un libro che a mio parere spicca in maniera indiscutibile per qualità e originalità. Non nascondo che complice d’un tale sbilanciatissimo giudizio possa essere anche il mio personale desiderio di opere capaci di superare le frontiere tra i generi e, soprattutto, d’imporsi perché frutto di una ricerca insonne sul linguaggio e sulla struttura, facendo piazza pulita di approssimazioni, dilettantismi, obsolete ripetitività di certi stili o temi. Continua a leggere Nell’esilio / Su “Lenta strana cosa” di Alessandro Ghignoli

Nell’esilio / Su “Mal di fuoco” di Jonny Costantino

Forse ben pochi elementi naturali posseggono un’identità così contraddittoria e doppia come il fuoco: esso riscalda, anima la vita, cuoce i cibi, forgia i metalli, la cultura umana ne ha fatto anche simbolo del pensiero ardente, appunto, e appassionato, immagine della luce stessa e, pure, il fuoco distrugge, uccide, nel suo estinguersi può far sovvenire il gelo e la morte, stavolta, per glaciazione e buio. Il libro di Jonny Costantino Mal di fuoco (Effigie Edizioni, Milano, 2016) mette in scena questa duplice natura del fuoco, ma, prima di avviare qualche riflessione, mi soffermerò brevemente a considerare Mal di fuoco dal punto di vista puramente letterario.  Continua a leggere Nell’esilio / Su “Mal di fuoco” di Jonny Costantino

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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