‘Na scala vascia vascia

A Lina Frago e Gina Ciliè

la poesia, ti dicevo, è proprio così che va
– sì, ma po’, cumm’è che va, sta poesia? a mme me pare
na trottola ‘mpazzuta, na scala vascia vascia
mmiezo ‘a nu pullaro, sempe chiena ‘e mmerda e fetenzia
è na zoccola che manco giulietta capulecchia
sugli spalti la domenica a verona, è na purchiacca
‘e pezza, che spingi e spingi e spingi ma non viene mai

Frontaliere

“si spazza via la frontiera
come si fa con le briciole secche,
passando sulla tavola il palmo della mano”


Le piume dei quattro uccelli afgani
dispensano il loro blu alle montagne in lontananza,
il verde ai boschi dei dintorni.
Otto zampe incrociate, otto tratti bruni,
otto colpi di tamburo sul fondo del rustico vaso.
Gli uccelli dipinti sulla misteriosa ceramica di Kabul
hanno varcato cento confini
e sono venuti a sorreggere il moto
delle tre montagne che migrano lente
verso la frontiera a nord, a sostenere il lavoro di aratura
dei venti d’alta quota che rovesciano nell’altro senso
l’altissimo velo di brume.

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Aube / Alba

Montagna e aria si avvinghiano come giovani amanti
per fondersi nelle corde vocali del poeta,
per diventare insieme il suono che trascorre,
che entra e si allontana, passa e prosegue
modellando le valli nel cammino.

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Quaderni delle Officine (LXXVI)

Quaderni delle Officine
LXXVI. Maggio 2017

quaderno part_ b_n

Elisabetta Perissinotto

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L’enciclopedia greca del “Tiresia” di Giuliano Mesa (2016)
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Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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