Archivi tag: Aby Warburg

Fossili di luce

Francesca Woodman: Untitled, Rome, 1977-1978.
Marianne Breslauer: Défense d’afficher, Paris, ca. 1936.

Lightfossil. Sentimento del tempo in fotografia e letteratura di Beatrice Seligardi (Postmedia books, Milano 2020) è un libro bellissimo: per la sua strutturazione concettuale e il percorso sia conoscitivo che espositivo che segue, per il non lieve impegno di pensiero, per lo stile elegante e raffinato, per la bruciante passione che pur ben si riverbera attraverso il rigore e la precisione scientifica sia dello studio che delle fonti documentali di riferimento, per il tema scelto, per gli artisti di cui si discute.
Sono due citazioni a fare da viatico all’opera; la prima è di uno dei migliori intellettuali e studiosi europei viventi, Georges Didi-Huberman, che nell’Immagine insepolta scrive: «[…] l’abito, lo slancio, la passione e la forza sono in movimento. Ma tutto ciò rimane “latente”, come bloccato in una “semi-immobilità”, fissato nella pietra degli antichi bassorilievi»; il secondo esergo è di Deborah Levy (da The Cast of Living): «”We don’t need to tell the past through flashbacks”, I said, but when asked to explain how it might reveal the past in another way, I found myself stuck for words». Continua a leggere Fossili di luce

Warburg e Agamben

Viana Conti

Il canto di Mnemosyne
per una Ninfa danzante.
Warburg e Agamben

……Ninfa. È il piede nudo, sollevato nel lieve incedere della fanciulla di un bassorilievo marmoreo trovato a Roma, quello che eccita il delirio erotico di Norbert Hanold, il giovane archeologo che ne chiede un calco al museo. Non cessando di contemplarlo, mentre la giovane avanza da tempi remoti, trattenendo, con grazia, le pieghe dell’ampio peplo bianco, Norbert le attribuisce il nome di Gradiva, «colei che risplende nel camminare». La figura di quell’archeologo nymphóleptos, posseduto dalla Ninfa, colto in un delirio feticistico, è protagonista del racconto di Wilhelm Jensen del 1903 intitolato Gradiva. Continua a leggere Warburg e Agamben

Visioni d’Europa: “Mouvements de terrain – Artaud avec Warburg” di Sylvain Tanquerel

mnemosyneMi raggiunge, grazie all’amichevole, sempre troppo generoso adoprarsi di Yves Bergeret, un libriccino stampato in proprio e rilegato in pochissime, preziose ed eleganti copie, dall’autore stesso: Mouvements de terrain – sottotitolo: Artaud avec Warburg – di Sylvain Tanquerel, autore e studioso, mi spiega Yves, di grande valore e uomo estremamente schivo.
Ne scrivo qui perché l’opera, breve e densa, merita d’essere conosciuta e appropriatamente entra a far parte di una biblioteca ideale che cerca di sottoporre a critica l’idea di una cultura eurocentrica e suprematista, mentre l’Europa dovrebbe avere la serietà etica di confrontarsi con il suo lungo passato colonialista e razzista.

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