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Lenta strana cosa

Alessandro Ghignoli

«Non credo nella storia, nel fluire lineare degli accadimenti, nel loro svolgersi naturale, nell’azione concatenata, nei gesti che nascono da altri gesti. Ho sempre pensato che il vivere non sia una narrativa, ma un susseguirsi di piani su piani su piani sovrapposti, forse così andrebbe letto Lenta strana cosa. Non è un romanzo su di me, non è me, è tutti gli altri me, i personaggi che abitano il personaggio, il loro discorrere, il loro scorrere tra pensieri e inciampi e parole lasciate al lettore, e quelle non scritte, mai dette, lasciate al lettore, lasciate tra ‘Prologo’ ed ‘Epilogo’; in quello spazio, che manca ed è, altri piani altri dire. Lì, c’è la scrittura, se di scrivere si tratta, se scrivere è ricostruire il mondo nei mondi, con le parole oltre ogni ancora».

Alessandro Ghignoli
Lenta strana cosa
Caltanissetta, Formebrevi Edizioni, 2018

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La trasmutanza

A. Ghignoli, La trasmutanza

Alessandro Ghignoli (Pesaro 1967), ha pubblicato di poesia: La prossima impronta (Gazebo, Firenze, 1999), Fabulosi parlari (ibid., 2006), Amarore (Kolibris, Bologna, 2009), vincitore del Premio Lorenzo Montano 2010; di prosa: Silenzio rosso (Via del Vento, Pistoia, 2003). Tra i lavori critici ricordiamo: Un diálogo transpoético. Confluencias entre poesía española e italiana (1939-1989) (Academia del Hispanismo, Vigo, 2009), Transmediazioni. Lingua e Poesia (Kolibris, Bologna, 2011), La comunicazione in poesia. Aspetti comparativi nel Novecento spagnolo (Fara, Rimini, 2013) e La palabra ilusa. Transcodificaciones de vanguardia en Italia (Comares, Granada, 2014). Con Llanos Gómez ha curato l’edizione Futurismo. La explosión de la vanguardia (Vaso Roto, Madrid, 2011). Ha inoltre curato e tradotto numerosi volumi di poeti spagnoli, ispanoamericani e portoghesi, fra cui Federico García Lorca, José Hierro, Luis García Montero, Juan Gelman, Hugo Mujica, Camilo Pessanha. Continua a leggere La trasmutanza

Frammenti di una poetica infelicità

Marco Ercolani
Marco Amendolara

“I piedi non indovinavano
la terra, e la tua mente
ti illuminava a intermittenza,
come un mirabile neon consumato.
Rovinando, formulavi
una domanda vana.
Rimorso o minaccia, lo sguardo
colpiva per annullare
papaveri, centocchi, serpilli.
Nessuna dolcezza,
e deserti i dintorni della persona.”

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L’ombra che scrive il mare

Juan Gelman
Alessandro Ghignoli

 

il tuo piede
calpesta la notte/lieve/
apre la pioggia/
apre il giorno/

la morte niente sa di te/
il tuo piede ha erba sotto
e un’ombra che scrive
il mare/

 

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Amaritudine – Alessandro Ghignoli

[ALESSANDRO GHIGNOLI]

Fin da un primo sguardo ai versi di Alessandro Ghignoli si avverte in essi il vibrare della voce del traduttore, del lettore, di chi non si rifà a un solo preciso modello o a una sola tradizione localizzata, bensì dimostra di trovarsi alla confluenza di diversi influssi; flussi linguistici e di pensiero che scorrono e s’intersecano, s’incontrano e scontrano e contaminano a vicenda.
Leggendo Amarore si ha l’impressione di un movimento che cambia di continuo in velocità e direzione, agglomerando, ri-modellando ciò che trova sulla sua strada. Continua a leggere Amaritudine – Alessandro Ghignoli

Chiusi in combinazioni di respiri – Alessandro GHIGNOLI

Da Fabulosi parlari, Firenze, Gazebo Libri, 2006

fosse somma cosa il fabulare fabuloso insieme de come li poeti
deono parlare de l’amistade de i viaggi andati si todo fuera la
vita vera del dire sfinita e todavía in questa curva via ancora
scriventi ancora cercando una sola una palabra mia
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