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Oracoli (2)

Alfabeti

Ci sono segni, simboli, figure, interi alfabeti senza origine e senza sintassi, nello spazio dove l’ombra si raccoglie per farsi evento e sguardo: lo spazio dove la vita si immerge nella pienezza della sua libertà senza ragione, inavvertita, per vedersi rinascere a ogni alba nelle forme mobili, cangianti, che liberano nel giorno lampi ed echi del suo universo innominato, senza riposo. La scrittura del vivente segue i passi interminati di quella perpetua erranza: da una forma indefinibile al suo mistero rivelato, da ciò che apparentemente permane al vento che ne cancella il profilo, da quanto si richiude in bozzoli di pietra al lampo che spinge più lontano l’orizzonte. L’equilibrio è l’impronta che manca, l’immagine che nel cammino si lascia presentire come assenza. Perché è nelle cose, nella loro semplice, inafferrabile esistenza, che dimora la radice del canto: tutte, una ad una, lettere di un sillabario d’aria, d’acqua, di terra e di fiamma, sorgenti alle cui labbra la pupilla si offre come sete, si abbevera – per restituire alla lingua la misura inaccessibile della metamorfosi e del passaggio.

Scritto 16

Eduardo Chillida: Gravitación. Elogio del agua, 1987.

La materialità del segno alfabetico allo stato puro: si pensi soltanto ad alcune realizzazioni di Jaume Plensa: figure umane costituite da segni dei diversi alfabeti del mondo. E le figure sembrano raccolte in atteggiamenti di meditazione o nella postura dello scriba.
E si pensi a Ogijima’s soul, stazione d’arrivo del traghetto costruita sull’isola di Ogijima nel Mare interno di Seto: edificio dalle pareti trasparenti coperto da un tetto (simile a una nuvola) costituito dalle singole lettere dei molti alfabeti terrestri che il sole attraversa durante il giorno proiettandone al suolo e sull’acqua le ombre e che l’illuminazione notturna rende perspicue nel buio.
Per esempio: Le Nomade sul bastione Saint Jaume ad Antibes; Alchemist al Massachussetts Institute of Technology; Anima della Musica al Museo del Violino di Cremona; e i Set poetes nella Plaza Lidia Armengol Vila ad Andorra la Vella; e Conversation à Nice in Place Masséna a Nizza; Pacific Soul al Pacific Gate di San Diego…
Opere tutte che celebrano la scrittura e la parola, la conversazione e il pensiero.