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Quando la luna cade nei laghi

Helga M. Novak

QUANDO LA LUNA CADE NEI LAGHI
tra il calamo aromatico e il ratto d’acqua
anch’io cado

quando il nocciolo si china
greve sopra muschio e letti di aghi di pino
anch’io mi inginocchio

quando il capriolo dallo zoccolo dorato
sprizza scintille sui ciottoli di ghiaia
mi levo in piedi

quando l’azzurro piumaggio si disperde
su larici e corone di pini
mi alzo in volo

(da qui)
(Effigie Edizioni)

Post-Kult, 1

Londra, settembre 1940, Biblioteca di Holland Park

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Ognuno incatenato alla sua ora

Mariella Mehr

Ancora ti prospera il fogliame intorno
al cuore]
e una fresca presa di sale
impregna il tuo sguardo.

Di me nessuno vuol sapere,
di chi io sia la spezia
e di quale amore la durata.

Spesso canta il lupo nel mio sangue
e allora l’anima mia si apre
in una lingua straniera.

Luce, dico allora, luce di lupo,
dico, e che non venga nessuno
a tagliarmi i capelli.

Mi annido in briciole straniere
e sono a me parola sufficiente.
Effimero, mi dico,
perché presto cesserà ogni annidare,

e scorre via il resto di ogni ora.

E’ uscito in questi giorni nella Collana bianca dell’Einaudi Ognuno incatenato alla sua ora, antologia poetica tratta da alcune raccolte di Mariella Mehr, forte, straziante e alta poetessa zingara di etnia Jenisch, per la traduzione e la cura di Anna Ruchat. La sua è una poesia piena di violenza e dolcezza, drammatica, sghemba, esplosiva, pagata fino all’ultima goccia. Leggetela, amatela.

(Antonio Moresco
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Notizie dall’esilio – di Mariella MEHR

Mariella Mehr, Notizie dall'esilio

A me è rimasto un cantare,
una manciata di speranza alla vista
della verità, che conosce soltanto me e
non può essere la verità di nessun altro.
Un girasole forse, un regalo
alla vita del quale nessuna morte si avvicina
e nessun paese non scritto.

Un poeta che scrive una cosa simile va abbracciato quasi con passionale ferocia. Io la amo, questa donna.
Franz Krauspenhaar
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