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Stammtisch – di Antonio Scavone

[ANTONIO SCAVONE]

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(Arturo Martini, L’attesa, 1931)

Stammtisch

     È un rituale, una liturgia laica, un’abitudine indifferibile. Anche stasera ci ritroviamo in questa riunione conviviale per celebrare l’appuntamento mensile che, ormai da anni, Carlo Schollmeier ha instaurato e rinnova secondo l’usanza tedesca della sua famiglia di riunirsi intorno a un tavolo di una trattoria per mangiare con gli amici, almanaccare, svagarsi. Continua a leggere Stammtisch – di Antonio Scavone

Il muratore interiore – di Antonio Scavone

[ANTONIO SCAVONE]

Il muratore interiore

     Guarda quanti chiodi sono stati abbandonati nel muro, ribattuti e infissi come scorie da nascondere, per risparmiare tempo e fatica ad estirparli e a pareggiare poi la parete… mi tocca tirarli fuori ma non è semplice: devo scalpellare un po’ l’intonaco, che ovviamente se ne viene giù come ricotta, trovare il punto più debole sul quale forzare col cacciavite la resistenza del chiodo che, ormai arrugginito, fa corpo unico col muro, sfruttare un appiglio per la tenaglia, afferrare il moncone di chiodo nell’incavo che il suo ancoraggio non protegge più ed estrarre un pezzo di ferro che si è attorcigliato su se stesso come per difendersi, come una preda senza scampo. Continua a leggere Il muratore interiore – di Antonio Scavone

Un mezzo rapporto – di Antonio Scavone

[ANTONIO SCAVONE]

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Quanto vorrei guardarmi in uno specchio, vedermi in faccia, scoprire o rilevare il più piccolo cambiamento – le labbra asciutte e tirate, un sopracciglio arruffato, un colore innaturale per il viso – ma non vedo nulla, non posso rintracciare nel mio volto e nel mio corpo niente che sia davvero plausibile, o che sia davvero mio, personale.

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Per Nico Orengo – di Antonio Scavone

                                Per Nico Orengo

     Inevitabilmente, la scomparsa di Nico Orengo fa pensare a quanta letteratura e a quanti scrittori abbiamo percepito nei luoghi, nelle storie e nelle atmosfere che il Piemonte e la Liguria hanno offerto, proposto o regalato al resto dell’Italia.
     Non possiamo, obiettivamente, dimenticare i letterati “finissimi”, i consulenti editoriali, i cronisti di costume o i giornalisti di sport che hanno dato corpo e vita ad un paradigma cospicuo di scrittori asciutti e immaginifici, a una vera e propria nomenclatura di autori schivi e riservati che si sono sempre più eclissati e nascosti dietro una letteratura “misurata”, anche quando esplodevano in fantasmagorie da scrittori sudamericani.

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L’infinito – di Antonio SCAVONE


(Immagine fotografica dal sito Natura Mediterraneo)

                   Antonio SCAVONE – L’infinito

     – Nino, tu non sai parlare! Tu parli come gli indiani!
– Perché “Come gli indiani”, papà?
– Perché nei film del West gli indiani parlano così!
– Ah, ma gli indiani pellirosse?!
– Certo! Quali altri indiani ci sono?
– Gli indiani dell’India…
– Che c’entrano gli indiani dell’India? Mica fanno i film sul West!
– Però gli indiani dell’India fare film comunque. Continua a leggere L’infinito – di Antonio SCAVONE

Filosofia dello scrivere (I) – di Antonio SCAVONE

              Antonio SCAVONE – Filosofia dello scrivere (I)

     Si scrive per comunicare, per informare, per narrare; si è sempre scritto per testimoniare di se stessi nell’ambito verbale-letterario che assumiamo come proprio e nel contesto socio-economico che ci definisce e ci condiziona. Continua a leggere Filosofia dello scrivere (I) – di Antonio SCAVONE

VuvuvupuntoDiopuntoorg – di Antonio SCAVONE

Antonio Scavone – VuvuvupuntoDiopuntoorg

     Ho deciso che sarà stanotte, quando i miei genitori si saranno addormentati. Domani è festa a scuola e non dovrò preoccuparmi di svegliarmi di buon’ora come tutte le mattine: potrò dormire tranquillamente senza destare il sospetto di aver passato la notte in bianco. A nove anni non si passano le notti in bianco, lo so, ma questa non è una notte come le altre e anche un bambino della mia età può permettersi il lusso di starsene sveglio, sfidando il sonno e qualche rimprovero. La posta in gioco è molto alta e vale la pena di prendersi le proprie responsabilità, come sento dire alla tivvù dai grandi della politica, perché, da quello che ho intuìto, una volta prese, queste responsabilità assicurano o assicureranno per il futuro serenità e consapevolezza nei propri mezzi e nelle proprie intenzioni.
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Cuore e anima – di Antonio SCAVONE

Gianluigi Catelli, Isola

Antonio Scavone

Cuore e anima

     Eccomi qua, seduto ad una scrivania sulla quale non devo scrivere niente, in questa biblioteca che non ha né librerie né libri, in un appartamento che non è il mio e che mi è stato dato come alloggio momentaneo, occasionale, prima che mi venga assegnata una casa come si deve, dove sistemarmi alla meglio, o almeno come vorrei essere sistemato. Continua a leggere Cuore e anima – di Antonio SCAVONE