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Fuga

Sopra il ferro dimenticato sfioriscono le viole.
E sopra il ferro crescono sospiri e addii,
le orme musicali del cuore del vento
che cerca lontananze per scordare i suoi boschi.

Un cervo trasparente sogna squarci di fuga.
Ma il sogno s’infrange contro sentori di morte.
Non basta il profumo del nardo a placare
la fronte dove gemono smeraldi e addii.

Dove ha sepolto il sole il suo cerchio splendente,
la sua corolla ardente, in quale sabbia, in quale notte,
se tutto rimane in silenzio: vento, fiore e battito,
se tutto è ormai immobile tra le alte torri?

Il cervo trasparente giace sotto la nebbia.
Gli occhi morenti nell’umidità salmastra
guardano tra le ombre del fumo e della lama
il suo sangue che si rapprende nella notte.

(Versione libera da “Huida
di Augusto Roa Bastos, 1947)

Silenziario

Augusto Roa Bastos

Silenziario

nell’ombra del silenzio
si sente il sussurro delle origini
la curvatura del desiderio

simile al suono del fumo
si sente nella nebbia
il muto vociare dei morti

gli assenti ritornano senza rumore
girano l’angolo dei venti
appaiono coperti di polvere

con la potenza dell’erba
crescono sotto il suolo di pietra
sotto suole di pietra

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