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Dois sonetos


Vinicius de Moraes


Soneto de separação

De repente do riso fez-se o pranto
Silencioso e branco como a bruma
E das bocas unidas fez-se a espuma
E das mãos espalmadas fez-se o espanto.

De repente da calma fez-se o vento
Que dos olhos desfez a última chama
E da paixão fez-se o pressentimento
E do momento imóvel fez-se o drama.

De repente, não mais que de repente
Fez-se de triste o que se fez amante
E de sozinho o que se fez contente.

Fez-se do amigo próximo o distante
Fez-se da vida uma aventura errante
De repente, não mais que de repente.

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Arnaldo Antunes


inferno

qui l’ala non esce dal bozzolo, il blu
non esce dal buio, la terra
non semina, il seme
non esce dallo scroto, lo scolo
non scorre, non sgorga
la fonte, il ponte
riporta allo stesso lato, il gallo
tace, non canta la serena, l’uccello
non cinguetta, il loglio
divora il grano, il verbo avvelena
il mito, il vento
non muove il velo, il tempo
non passa, ritarda,
la pace annoia, fermo
il mare, senza maremoto,
come una foto, la vita
senza uscita, qui,
si spegne la luna, termina
e continua.

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Haroldiana 00. Breve intro.

Haroldiana
Puntate: 00 / 01 / 02 / 03


L’educazione dei cinque sensi
Metauro Edizioni, 2005


Era da molto tempo che volevo tradurre alcune poesie di Haroldo de Campos (San Paolo 1929-2003). E così, per curiosità, sono andato a sbirciare nel web italiano per vedere se qualcuno se ne fosse occupato. Ho trovato qualcosa nell’archivio di Maurizio Spatola, il fratello di Adriano. Nessuna sorpresa che gli Spatola si siano occupati dei Campos, visto che sono stati fra gli “importatori” della poesia concreta in Italia e, soprattutto, fra i loro migliori “facitori”.

Grande sorpresa invece scoprire che nel 2005, a due anni dalla morte di Haroldo, uscì per la Metauro Edizioni di Pesaro un’antologia delle poesie del brasiliano: L’educazione dei cinque sensi, curata e fortemente voluta da Lello Voce, con le traduzioni di Daniela Ferioli, nome che, per chi si occupa di Brasile, è di riferimento. E infine, libro voluto da Massimo Rizzante, che dirige la biblioteca di poesia della Metauro, e il cui proponimento (leggo dal sito) è presentare “al lettore importanti poeti del XX secolo di cui non esiste ancora, nel mercato editoriale italiano, una raccolta significativa e tende a scoprire opere e valori estetici del XX secolo in grado di mettere in discussione le prospettive poetiche italiane in materia di creazione e interpretazione”. Buon lavoro. In Italia ne mancano moltissimi all’appello.

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Pedro Xisto 2 : Concretos

Pedro Xisto
01 < >03


Marcelo Tápia
Medusa, numero 9
marzo 2000


Le poesie grafico – visuali di “Logogrammi”, riunite in Cammino, sono fra i punti più alti della poesia sperimentale internazionale e, proprio per questo, o una o l’altra sono state incluse in quasi tutte le antologie di poesia concreta o sperimentale pubblicate in vari paesi.

Diversamente dalle sue poesie concrete – delle quali alcune sono pietre miliari del movimento – i “Logogrammi” si sono conquistati un’indipendenza e un’identità che risaltano: splendide realizzazioni della cosiddetta “poesia semiotica”, rivelano un’ideazione distinta e un procedimento proprio, come se la poesia si strutturasse quasi sempre a partire dal tratto, elemento articolatore della “parola-immagine” – progetto di linee che incorpora lettere alla raffigurazione d’un tema, in una sorta di dimora universale del senso; “ritrovati” che sembrano “uova di Colombo” e impongono all’ovvio una trascendentalità universale e temporale. Si veda la poesia – più volte riprodotta con diverse tecniche, e addirittura stampata su maglietta in Giappone – “Zen” del 1966.

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Pedro Xisto 1 : Haikais

Pedro Xisto
> 02 > 03


Questo è il primo di 3 articoli su Pedro Xisto (1901-1987. Si pronuncia “Scistu”). Il nome di questo poeta brasiliano non dice granché al di fuori del Brasile e di chi conosce la poesia concreta. Xisto è stato parte integrante del gruppo “Noigandres” e, forse, fra i creatori di poesia più innovativi di sempre.

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