Archivi tag: breve saggio

Sul concetto di scrittofigurazione nell’opera di Yves Bergeret

C’è un aspetto da non trascurare, ma, invece, da sottolineare e studiare nell’opera di Yves Bergeret, vale a dire il fatto che scrittura e pittura formino un tutto inscindibile – darei a questo aspetto il nome di scrittofigurazione e vado subito a spiegare che cosa intendo. Continua a leggere Sul concetto di scrittofigurazione nell’opera di Yves Bergeret

Breve saggio sulle terrazze salentine

Ernst Haeckel: lichenes.

Penso alle terrazze dei centri storici salentini, a quel mosaico di chianche, rialzi, muretti e parapetti, tettoie avventizie (dette suppinne), comignoli, fili tesi per stendervi il bucato, vasi di terracotta, pile e pileddhe di pietra escavata, bidoni e bidoncini per raccogliere l’acqua piovana o per farvi crescere erbe aromatiche e geranei, scalini di tufo o scale a pioli di legno, mucchi di sarmenti d’ulivo o di vite.

Le chianche sono le lastre di pietra calcarea che costituiscono la copertura esterna del tetto (lu chiamentu), dunque il pavimento della terrazza e che sono bordate da strisce di materiale impermeabilizzante che le salda insieme e impedisce all’acqua piovana d’infiltrarsi nelle intermessure – talvolta la terrazza ha al centro una lieve elevazione che corrisponde al punto più alto del soffitto a volta sottostante.
Le pile (o pileddhe, “piccole pile”) sono blocchi di pietra scavati per potervi lavare i panni o altro. Continua a leggere Breve saggio sulle terrazze salentine

Breve saggio su di una bottiglia blu (per un omaggio ad Avigdor Arikha)

Osservando i dipinti e i disegni di Avigdor Arikha si affacciano alla mente la parola preservare e l’espressione avere cura: prima ancora che analitico (o realista) lo sguardo dell’artista è pietoso e amorevole.

Nello studio dell’appartamento parigino di Samuel Beckett (Boulevard Saint Jacques, 38) una bottiglia blu piena di acqua minerale, oppure di pigmento blu, oppure semplicemente vuota o di piccole dimensioni e colma d’inchiostro stilografico non sarebbe stata incongrua: Beckett e Arikha che conversano, Beckett che osserva, concentratissimo, i disegni dell’amico, Arikha che gli parla di Velázquez.

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Breve saggio su Monsieur de Montaigne

Come dedicare, senza arrossire di vergogna, un breve saggio proprio al padre del saggio moderno? Tacendo, evidentemente e continuando a studiare.
Ma, d’altro canto, il frutto dello studio dovrebb’essere anche esplicitato e, come minimo, reso palese il debito di riconoscenza nei confronti di un Maestro.
In realtà desideravo scrivere perché meditavo intorno alla torre di Monsieur de Montaigne, incarnazione visibile del silenzio e della solitudine coltivati e fecondi di pensiero. E altri luoghi del silenzio mi si affacciavano alla mente: la casa di Francesco Petrarca ad Arquà, la riva del Sorga a L’Île sur la Sorgue, il paese di Char, la villa di Capo d’Orlando di Lucio Piccolo di Calanovella…

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Breve saggio sul lettore silenzioso

All’interno della fenomenologia dell’essere lettori di un blog “letterario” esiste una categoria (ristrettissima) che definirei del lettore silenzioso e che è caratterizzata da un’attenzione costante per le pubblicazioni del blog (o di più blog), ma senza che tale attenzione si manifesti tramite i mi piace, i commenti o la condivisione a mezzo dei cosiddetti social.

Il lettore silenzioso non solo legge, ma distingue e comprende intenzioni e strategie sottese alle diverse pubblicazioni, prende appunti di quello che legge, salva in forma di file personali o stampa gli articoli che più lo interessano.

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