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Insorgenze

Contro le guerre del capitale globale e dei suoi servi

In un universo dominato dalle logiche aberranti e spietate del capitale e dalla mercificazione avvilente di ogni aspetto dell’esistenza, piagata e umiliata dalla proliferazione dei conflitti, dalle derive genocidiarie, dai fanatismi religiosi, dall’odio razziale, dal rifiuto dello “straniero” e del “diverso”; in un mondo che guarda con crescente e sempre più violenta ostilità l’esodo di masse immense di esseri umani costretti a migrare dalla fame, dalla guerra, dalla povertà e dalle carestie, l’arte e la poesia impongono, oggi come non mai, scelte drastiche e irreversibili in direzione del “dialogo” e della condivisione, l’assunzione di un compito di natura etico-politica inderogabile: vestire i panni dell’insorgenza, minare con l’esercizio inesausto della “parola” le basi di ogni società e di ogni cultura votata all’odio, al rifiuto e all’esclusione: una parola “piena e integra”, “vigile e resistente”, matrice indomabile di libertà, testimone di ogni slancio generoso e di ogni volontà concreta e operante di attraversamento delle “tempeste” del presente verso un nuovo e diverso inizio, fondatrice dell’unico “legame umano” per il quale è giusto e necessario impegnare tutta quanta la propria esistenza, quello per mezzo del quale “si identifica l’altro” come orizzonte e destino comune. (fm – da qui)

Carena:
per una civiltà del dialogo, della parola
e dell’accoglienza.

(cfr. qui e qui)

Le voci di “Carena”

Questo pomeriggio a Catania, alle ore 18.00,
presso la Libreria Catania Libri di Piazza Giovanni Verga 2,
Yves Bergeret parlerà del suo libro “Carena“.
Presentazione dell’editore Alfio Grasso.
Introduzione di Antonio Devicienti.
Leggeranno in francese l’autore, in italiano Francesco Gennaro,
in altre lingue Elma Bandiera e qualche ospite.

Cantiere orale

“Uomini di parola, uomini della parola, non possiamo ridurci ad accettare questo abbrutimento. Non lo può un poeta, artigiano della parola etica, bene comune che è di tutti e non appartiene a nessuno.”

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L’uomo-spiga

L’uomo-spiga

Il vento fa girare la spiga in ogni direzione.
La allunga e la piega e la raddrizza.
Il vento fa girare in ogni direzione l’uomo-spiga
che ignora l’arroganza
e rinuncia a mettere le sue mani sul mondo.

Il vento trasporta il sale del mare
e il respiro di sollievo di chi migrò e non è annegato,
il vento trasporta la fame senza patria
e senza nome.

Il vento il vento,
il vento che oltrepassa senza vestimento
senza alberatura i confini del mare, il vento.

Il vento fa girare in ogni direzione la spiga. L’uomo-spiga
non lo immagina nemmeno ma prende dal seme
l’anima del grande racconto.