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Tre poesie tre di Carmine Vitale


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mi ricordo che una sera
stavo facendo i conti (in tutti i sensi si potrebbe dire)
e d’improvviso ho smesso
era stata una giornata lunga piovosa perfetta per ricordare il passato
avevo bevuto due caffè nel pomeriggio
e tentato la fortuna segnando i numeri

Però si è accesa un piccola luce sullo schermo
MV
(pensavo che spesso trabocchiamo di stupidi sensi e crediamo che tutte le parole messe in fila come un tram legato ai fili diventino poesie)
La metafisica il mammut most valuable player
Se deve piangere si accomodi da questa parte, prego.
E invece:

“immagina la primavera astrattamente:
bocca appena dischiusa
a febbraio inoltrato, che infiltra di ruggine
l’oro del cielo
come nelle icone della tenera età
in cui il nero e la doratura
segnavano i mondi polari.
Il Bene e il Male, come due flotte ostili,
conversero, mischiarono le navi
e terra non fu data al loro mare.”

Devo aggiungere altro?

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Qualche minuto prima di te

Leviathan

Carmine Vitale

L’aspetto di maggiore impatto nella poesia di Carmine Vitale è probabilmente la sua urgenza: forse per la fratturazione discontinua delle atmosfere e dei versi, forse per le immagini a volte dolcissime ed altre violente, la sua scrittura dà idea di un flusso che è difficile da contenere per il poeta e da incanalare per il lettore. Le parole, insomma, hanno spesso la forza degli spigoli e degli angoli acuti, il peso del rimorso e in qualche momento del rimpianto. Il Leviatano di Melville e altre poesie (L’Arcolaio, 2012) però possiede un valore intrinseco che va ben oltre alla potenza espressiva, in quanto l’autore è capace di mettere al loro posto le tessere di un mosaico che non solo nella scrittura, ma soprattutto nella nostra vita appaiono spesso disordinate. Continua a leggere Qualche minuto prima di te

Alcune cose

Francesco Tomada
Carmine Vitale

Carmine Vitale ci consegna con Alcune cose (L’Arcolaio) un libro di una vitalità umile e sorprendente, che merita di essere letto, lasciato sedimentare e riletto più volte per scoprirne le immagini ed i segreti che forse ci erano sfuggiti. “A volte nella gola mi resta un balbettio / che non saprei tirare fuori neanche con le mani – / e così per un po’ di tempo smetto di parlare”: sembra che da qui nasca la poesia di Vitale, da un senso che a volte è stupore e altre sgomento, dipanandosi in parole e pensieri che, apparentemente, non sempre trovano un filo preciso ma in realtà lo tengono ben saldo, ancorandone i capi in una tensione che ha per estremi opposti l’infinitamente grande e il piccolissimo quotidiano. Continua a leggere Alcune cose