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“Una storia dell’arte” a Piazza Armerina

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Sperare è camminare

Mosaici
(Murano, Chiesa di Santa Maria e San Donato)

Mille anni fa i mosaicisti hanno creato con tasselli
grandi e solidi un’enorme scacchiera.
Vi si può leggere qua e là un racconto biblico.
Vi si ammira un tripudio di pianeti, astri, carte da gioco,
specchi oscuri, il cielo sfavillante, l’intensa polifonia
delle stelle e delle pietre, dei quadrati e dei cerchi:
nasce dalle loro mani il mondo astratto-concreto
che assemblano a terra sul mobile suolo fangoso.
I mosaicisti hanno avuto ragione a farci calpestare
l’immagine del mondo. Dicono: «Sperare è camminare».
Calpestare, far risalire dai talloni, su per le gambe
la lunga storia dei morti,
la linfa che fa di ogni pietra il colore
di una sillaba del nostro interminabile racconto.

(Tratto da: Sol sauvage, poème IV,
in Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta.)

Sopra mucchi di giunchi e di fango

Battesimo di Cristo
(Chiesa di San Pietro martire, Murano)

Sopra mucchi di giunchi e di fango
Tintoretto ha issato una tela alta cinque metri.
Ha dipinto la penombra dappertutto
tranne un triplice debole chiarore,
in alto dietro l’oscuro dio padre,
al centro dietro la colomba,
in basso dietro il robusto corpo nudo del dio figlio.
Dal cielo Tintoretto fa discendere dei panni
stinti per ricoprire la sua bianca pelle.
Giovanni il battista è più cupo di una carena rovesciata.
Il dio in forma di figlio da sacrificare
per modellare la persona umana
non è altro che la linea scura
delle sue spalle, delle sue anche, del suo corpo pesante,
il tratto che lo designa in controluce, per contrasto.
Dietro di lui, Tintoretto dipinge l’acqua fangosa,
dei giunchi neri, l’argilla che non parla.

(Tratto da: Sol sauvage, poème III,
in Carnet de la langue-espace.
Traduzione di Francesco Marotta.)

René Char in Cina

[L’anno prossimo sarà pubblicato in Cina Fureur et Mystère di René Char tradotto da Zhang Bo in collaborazione con Yves Bergeret. Ecco la Prefazione che Yves Bergeret ha scritto per questa importante edizione.]

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Quaderni di traduzioni (XXXIIII)

Quaderni di Traduzioni
XXXIII. Ottobre 2017

Yves Bergeret

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Poèmes et proses de Naples (2017)
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Per il decennale di RebStein, 21

Yves Bergeret

Poèmes
(écrits à Catane en août 2017)

1
Des vieux immeubles délabrés tout alentour de la place
ils sortent tôt le matin
pour aérer et laver les rides de l’île
et ce qu’en son ventre elle pardonne à demi.
Ils sont vieux, ils ont le cal de la bêche
dans l’âme, crient par-dessus les fruits des étals,
haussent les épaules
et retombent sur les chaises de plastique rouge
où le barman étranger leur apporte à boire.

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Colui che passa

Yves Bergeret

Celui qui passe

à Piazza Armerina, 7 août 2017

Il est arrivé en pleine nuit.
En feu les forêts d’eucalyptus
allaient avaler la pleine lune et la ville.

Il aurait pu être une feuille calcinée
portée par le vent de minuit.
Sa nervure centrale : sa liberté aiguë.

Il est le vent
qui rappelle qu’il faut choisir
et qu’on ne se réfugie pas dans la face cachée du vent.

Il parle un peu,
salue, pleure, plante sa rame et son chant
en plein nuage,
en plein visage du monstre,
salue, écoute et s’en va
en ayant rehaussé la colline des hommes.

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Che cos’è Carène / Carena

“Sto parlando di stranieri dal cuore tenace e grande
che usciti dal mare verdeggiante di annegati
scalano il pendio
nella direzione opposta al possesso”.

[Presentiamo la parte iniziale del saggio di Antonio Devicienti su “Carène” di Yves Bergeret. Il lavoro sarà pubblicato domani in “Quaderni delle Officine”. Ve ne consigliamo vivamente la lettura. gem-rebstein]

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Lézard / Lucertola

“Poème, joyeux lézard, donne-nous tes écailles,
elles seront nos sceaux pour nous reconnaître.
Triste lézard, viens manger dans ma paume.”

“Poema, gioiosa lucertola, donaci le tue scaglie,
saranno i nostri sigilli per riconoscerci.
Triste lucertola, vieni a mangiare nel mio palmo.”

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