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Come salvarsi la pelle (II)

Massimo Rizzante
Roberto Bolaño

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Poesia e crimini

In Bolaño la geografia della poesia è molto vasta. L’enigma, tuttavia, che si trova al centro della sua opera consiste in questo: che la poesia possa coesistere con la Storia; o meglio, che i crimini della Storia possano coesistere con la poesia; che i poeti possano, in particolari condizioni storiche, trasformarsi in criminali; che la poesia, oscurata dai crimini della Storia, possa essere interpretata come un crimine, cioè come qualcosa di non necessario alla sopravvivenza umana. Continua a leggere Come salvarsi la pelle (II)

Come salvarsi la pelle (I)

Massimo Rizzante
Roberto Bolaño

 

 

Come salvarsi la pelle
senza rinunciare alla poesia

Bisogna partire dal fatto che Roberto Bolaño si considerava un poeta. Aveva pubblicato cinque invisibili plaquettes prima del 1993, prima cioè che, a quarant’anni, cominciasse la sua vera storia di romanziere. Nel 1979 era uscita in Messico, dove l’autore cileno aveva vissuto tra la fine degli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta, un’antologia dal titolo Muchachos desnudos bajo al arcoiris de fuego nella quale aveva riunito un gruppo di giovani poeti d’avanguardia dell’America Latina. L’avanguardia in questione era l’«infrarealismo» o «realvisceralismo», una sorta di “Dada alla messicana” le cui radici s’inabissavano in Francia. Continua a leggere Come salvarsi la pelle (I)