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Controfigure 4 / Scheda-padre

Antonio Scavone

     Mio padre ha avuto un ictus, gli si è girata mezza faccia, parla a stento. La paralisi lo ha colpito sul lato destro del corpo e lo ha dimezzato, diviso in due parti vistosamente distinte, ma lui proprio non se la sente di passare per disabile e così si dà da fare, si industria, un po’ si illude.
     È tornato al lavoro – l’hanno sistemato a confezionare pacchi nel reparto “Magazzino” – e si è messo in testa di poter riprendere l’altra metà delle funzioni vitali, quelle che gli sono venute meno per quella metà del corpo, come si dice, “offesa”. Nei momenti di riposo non riposa mai: fa delle lunghe passeggiate per il quartiere, si ferma a parlare con tutti quelli che incontra, si rade tutti i giorni, si prende cura della sua persona e persino mia madre ci fa capire – a me e a mia sorella – che anche a letto vuole dimostrare di essere quello di una volta. Continua a leggere Controfigure 4 / Scheda-padre

Controfigure 3 / L’erede

Antonio Scavone

     Dovrei amarla questa casa, o amarla di più, ora che ho acquisito il diritto di spartirne il destino insieme con gli altri eredi ma non provo alcun sentimento né di tenerezza né di compiacimento. Semmai, nutrivo avversione dieci anni fa, quando zia Elena proibiva a tutti, ma a me principalmente, di venire a farle visita, forse per punire le velleità e i fallimenti che andavo accumulando in quegli anni, ma ora… Ora sono diventato come gli altri nipoti, tutti più grandi di me e già benestanti: come Giacomo, affermato professore all’Orientale, o Luisa, arredatrice in via Calabritto, o Roberto, procuratore d’affari della specie pù chiacchierata. Probabilmente sono rimasto il ragazzo che s’incantava ad osservarla da lontano, questa casa, dal mare per esempio, quando il rosso pompeiano della facciata si stagliava splendido nella cornice delle bouganville, tra Marechiaro e Posillipo. Continua a leggere Controfigure 3 / L’erede

Controfigure 2 / La casa al mare

Antonio Scavone

Il bagno è senza finestra, la cucina è piccola, le camere sono mal disposte, ci si arriva con una scala in pietra tortuosa e sdrucciolevole, la terrazza si affaccia sulla linea ferroviaria trafficatissima, il panorama è invitante ma il mare è lontano, ci vuole l’auto e tanta pazienza per trovare un posto libero sulla spiaggia libera: questa è la casa che ho comprato al mare. Gianni, mio marito, mi aveva pregato di riflettere, di ponderare bene la decisione e di considerare soprattutto i soldi che avremmo speso, che abbiamo poi speso, per comprare questa casa al mare sulla riviera bussentina ma io ero sicura di aver ponderato, di aver riflettuto, di aver considerato, solo che alla fine mi sono ritrovata incerta e indecisa. In pratica, non so se questa casa al mare mi soddisfa, se mi piace, se mi accontenta. Non lo so e sto cercando di capirlo. Continua a leggere Controfigure 2 / La casa al mare

Controfigure 1 / Un altro film

Antonio Scavone

     Quei due che vedete per questa strada assolata in un caldo pomeriggio di primavera tra i soffi rari ma pungenti di una brezza capricciosa siamo io e Daniele: la macchina da presa ci riprende mentre scendiamo lentamente lungo via Martucci come cavalli lipizzani imbolsiti all’improvviso: Daniele dinoccolato, smanioso, come un frenetico ballerino di paso doble, io compassato, le mani in tasca, gli occhi sui basoli del marciapiede, fischiettando in sordina, debolmente attirato dalle teorie che Daniele snocciola sugli investimenti remunerativi del breve periodo. Continua a leggere Controfigure 1 / Un altro film