Archivi tag: crimini contro l’umanità

Sabha, Europa

Solo una “civiltà superiore” come quella europea, culla e baluardo dei diritti umani, poteva strappare alla morte in mare migliaia di profughi e migranti. In che modo? Creando corridoi umanitari protetti? Stroncando all’origine il commercio di armi che alimenta sanguinose guerre civili? Investendo nei paesi di provenienza per arrestare desertificazione, carestie e fame? No, niente di tutto questo, troppo dispendioso. Ha elaborato un metodo che elimina il problema alla radice: consegnare i migranti nelle mani dei macellai libici: quelli che sopravvivono a soprusi e vessazioni disumani, avranno sempre la possibilità di essere venduti come schiavi.

Trafficanti di uomini
Il mercato degli schiavi

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Il boia dei Balcani

“Alla memoria di Maram D.,
che oggi avrebbe compiuto trentaquattro anni”.

Azra Nuhefendić

Mi ha preso per mano, ha parlato di sé, dei suoi nipoti, delle cose ordinarie, mi ha chiesto di Sarajevo, di come vanno le cose là”. Così l’ambasciatrice bosniaca in Olanda descrive l’incontro all’Aja con il generale serbo Ratko Mladić, appena trasferito in Tribunale.
Dunque, è così! I super criminali, in effetti, sono persone comuni, piccoli uomini, quelli che parlano del tempo e del cibo, della famiglia. Il generale Mladić, che nelle prime immagini dopo la cattura è apparso come un nonno innocuo, un paesano qualsiasi, quell’uomo che oggi a sessantotto anni si fa i bisogni addosso, è il responsabile dei peggiori crimini compiuti in Europa dopo la seconda guerra mondiale.

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Gaza Freedom March

Si sono dati appuntamento per il 31 dicembre a Gaza 1400 attivisti (il numero dei palestinesi uccisi nell’operazione Piombo fuso) provenienti da tutto il mondo, fra cui 140 italiani (di Action for Peace e Forum Palestina). Dovevano partire dal Cairo il 27 ma il governo egiziano li ha bloccati. Action for peace ha chiesto di bombardare di mail l’ambasciata egiziana.

Hedy Epstein

Proteste in tutto il mondo, mentre Hedy Epstein, l’85enne scampata ai campi di concentramento nazisti, che partecipa alla marcia, fa lo sciopero della fame contro il rifiuto del governo egiziano di far passare i pacifisti.

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Mahmud Darwish: una voce contro l’orrore

Quando si è assediati, il tempo diventa spazio
Pietrificato nella sua eternità
Quando si è assediati, lo spazio diventa tempo
Che ha fallito il suo ieri e il suo domani.

(Mahmud Darwish)

blog1ph5
(Foto tratta dal blog di Vittorio Arrigoni)

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In den Wohnungen des Todes (III)

MIDEAST-PALESTINIAN-ISRAEL-CONFLICT-GAZA

Abbiamo visto tirare fuori dalle macerie i corpicini di sei sorelline. Cinque sono morte, una è gravissima. Hanno adagiato le bambine sull’asfalto carbonizzato, e sembravano bamboline rotte, buttate via perchè inservibili. Non è un errore, è volontario cinico orrore.

(Vittorio Arrigoni da Gaza)

Grazie, Vittorio.

E vergogna, sempre, sull’immonda (dis)informazione televisiva italiana, i cui rappresentanti, pagati coi soldi del canone (danaro pubblico: il nostro), si limitano nei loro osceni servizi a leggere le veline del governo israeliano.

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In den Wohnungen des Todes

Buon Natale e felice anno nuovo al popolo della Palestina.

Firmato da Israele e ratificato dal silenzio complice dell’Occidente, fautore ed esportatore di pace, civiltà, diritto e democrazia.

gaza-27-dicembre-2008

Fotogrammi di morte e devastazione dalla Striscia di Gaza, un immenso lager per un milione e mezzo di esseri umani privati di acqua, cibo, elettricità e speranza. Intanto le televisioni, unte dal signore come il loro padrone, continuano a mostrarci solo sguardi che trasudano grasso, merda e lacrime di bontà natalizia…

Qui altre notizie e riferimenti sulle stragi di oggi.

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In Palestina non crescono abeti…

“BLESSED ARE THE PERSECUTED
AND BLESSED ARE THE ONES WHO MOURN”

muroinviatodadoriana03qn5
(Murales a Ramallah, immagine fotografica tratta da Georgiamada)

Natale, un altro

C’è una pecora riversa sul fianco da una settimana
ci sono due donne in coda davanti al forno
che ha una finta luce sempre accesa
ma il pane da mangiare non cuoce mai

abbiamo avuto poca cura nel fare il presepe quest’anno
e i nostri bambini hanno voluto mettere
i loro soldatini fra le statuine
adesso assomiglia di più alla Palestina di oggi
ci sono tre uomini con i fucili e il volto coperto
e dove finisce il muschio che imita l’erba
subito inizia il deserto

(F. Tomada, da A ogni cosa il suo nome, Le Voci della Luna, 2008)

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