Archivi tag: cronache da vaticalia

Epistola adversus oclocraticos

Dopo aver completamente colonizzato la rete letteraria, le truppe cammellate dell’invasione accademico-editoriale sono finalmente passate alla bonifica del territorio, che viene ormai battuto palmo a palmo per sgominare le ultime sacche di resistenza e distruggere definitivamente i santuari dai quali pochi fanatici irriducibili continuano a lanciare i loro deliranti proclami inneggianti alla libertà di pensiero e di critica.

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Le braccia, lo stomaco, lo sfintere

Sergio Baratto

Le braccia, lo stomaco, lo sfintere
Ovvero un nuovo apologo di Menenio Agrippa.

Le braccia

Una cosa che il governo Monti ha messo in luce è la sostanza di ciò che in Italia si concepisce come “destra”.
Mi spiego meglio: per la prima volta da tempo abbiamo in Italia un governo – quello guidato da Monti, per l’appunto – che tenta di applicare una politica di centrodestra, liberale e liberista, così come la si intenderebbe in un qualsiasi paese democratico dell’Europa civilizzata.
Ebbene, in Italia succede che la parte di opinione pubblica che si autodefinisce (è) di destra reagisca rabbiosamente proprio a questa politica di destra. Perché evidentemente in Italia la “destra” si identifica non con il liberalismo conservatore, ma con la sempiterna poltiglia ideologica populista, demagogica, pataccara, violenta che in altra epoca ha prodotto il fascismo storico e nell’ultimo ventennio ha originato fenomeni politici e sociali come il berlusconismo e movimenti neofascisti come la Lega.

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Non mi uccise la morte

Luca Moretti
Toni Bruno
Cristiano Armati

Nel “paese dell’amore“, la tortura e l’omicidio di stato stanno diventando la norma – una regola non scritta ma ampiamente e ferocemente praticata nel silenzio dei molti e nella quasi totale impunità del “braccio armato” e degli esecutori materiali di turno. Gli allarmi di Amnesty International e di altre organizzazioni umanitarie sulla salute e il rispetto dei diritti individuali in Italia, trovano ogni giorno di più tragica conferma. Il libro di Luca Moretti e Toni Bruno (Non mi uccise la morte, Castelvecchi Editore, 2010, ora liberamente scaricabile dalla rete), partendo dalla ricostruzione delle vicende relative all’assassinio di Stefano Cucchi, getta luce su un intero panorama sempre più pervasivamente caratterizzato dalla prassi del sopruso istituzionale a danno dei soggetti individuati come deboli, come portatori di disagio e di presunte devianze. Ricordate? Per il prode e solerte Ministro della Giustizia, il dott. Angelino Alfano, Stefano Cucchi è morto per una “caduta accidentale dalle scale”; mentre per l’integerrimo, cattolicissimo Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, dott. Carlo Giovanardi, “è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo”. Non un barlume di umana pietà in queste parole, né, successivamente, a verità acclarata, un ben che minimo accenno di scuse ai familiari e all’opinione pubblica: un silenzio assordante che la dice lunga sul sentire morale dei dirigenti del partito dell’amore. Continua a leggere Non mi uccise la morte

Taci, il governo ti ascolta (V)

SCIOPERO!

Siamo tutti d’accordo, va da sé, è importante mandare segnali, creare momenti condivisi e alimentare sacche di resistenza. E, del resto, chi non lo sarebbe quando ci si ritrova (così, improvvisamente?) “sotto assedio“? La gravità del problema, però, non può far passare sotto silenzio, tanto meno rimuovere, tutta una serie di considerazioni che andrebbero fatte, insieme a un bel po’ di domande che bussano sempre più insistentemente, e non da oggi, investendo il ruolo e la funzione della stampa e della comunicazione in questo paese.

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Per il solo fatto che mi sono ribellata al silenzio

Patrizia Moretti Aldrovandi

Alla vigilia della manifestazione per la libertà di stampa

oggi, mentre stavo riposando a casa, è suonato il campanello. sono andata ad aprire stanca per il caldo e per una giornata di lavoro appena terminata.
la stanchezza per me è pericolosa perchè la stanchezza uccide l’adrenalina e l’adrenalina è quella che ti fa vivere giorno per giorno cercando di dimenticare il fatto che Federico non c’è più.
la stanchezza è la mia vera nemica. e purtroppo sono molto stanca.
ho aperto la porta e c’erano due ufficiali di polizia che si sono subito qualificati e mi hanno “identificata”.
tanto ormai tutti sanno chi sono.
ma quando mi identificano capisco che sono sottoposta a procedimento penale, ormai sono esperta in materia per tutte le querele che mi hanno fatto per il solo fatto che mi sono ribellata al silenzio, alla mistificazione, agli insulti e alle intimidazioni.

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SOLIDARIETA’ A PATRIZIA MORETTI
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Taci, il governo ti ascolta (IV)

Mila Spicola

Lettera al ministro Tremonti
(“il fatto quotidiano
15-06-2010)

Ministro Tremonti,

lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. È esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un’aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.

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Taci, il governo ti ascolta (II)


 

IL REGIME E’ SERVITO!

La cosa più sconvolgente del disegno di legge sulle intercettazioni approvato dalla Commissione Giustizia del Senato è che più si va avanti nell’iter legislativo e più viene peggiorato. Ciascun esponente della maggioranza vuole aggiungerci qualcosa di suo per lasciare il suo segno indelebile di censore e far piacere al capo.

Al centro della censura sarà soprattutto chi – come molti di voi – scrive notizie in rete. Perché con queste nuove norme tutti i siti (anche quelli amatoriali e non registrati come testate giornalistiche) diventano come i giornali, soggetti quindi all’obbligo di rettifica regolato dalla “Legge sulla stampa”.

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(La sostanza è sempre la stessa…)
(La fonte anche…)

 

Lettere pasquali

Paolo Farinella

Se oggi io iniziassi la Messa con le parole «Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» e andassi avanti, in modo asettico, spiritualista, facendo finta che ieri non è successo nulla, che in questi giorni non sta accadendo nulla, che la crisi non c’è, che ognuno ha il suo lavoro, che la scuola funziona, che … insomma «va tutto bene, madama la marchesa!» … «sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita» (1 Cor 13,1). Se i cristiani devono essere sale della terra (cfr., Mt 5,13) come fanno ad adempiere questo mandato se sono assenti dalla terra o se fuggono sulle nuvole e se si rifugiano nello sterile spiritualismo d’occasione?

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Il bavaglio e l’immor(t)alità dell’anima

Si è discusso molto ultimamente, soprattutto in relazione alla “mancata” visita del papa all’università di Roma (con annessa lectio magistralis, totalmente ignorata dalla stampa e da tutti gli organi di informazione nei giorni successivi!), del clima di intollerante ostracismo e di totale negazione del diritto di parola (sic!) che in questo paese è riservato alla chiesa e ai suoi rappresentanti.

E, in effetti, le cose stanno proprio così. Anzi, a ben riflettere, la realtà è ancora più cupa di quello che all’apparenza, già di per sé inquietante, può sembrare!

E’ quanto ci attestano, inequivocabilmente, i dati pubblicati in una conferenza stampa del 19 gennaio scorso dal partito radicale.
Proviamo a guardarli da vicino…

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