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Conversazioni private – di Simone LAGO

“E allora – se ti va – ti posso dire / che stasera, dopo il turno, so di un posto / – il Tempolibero mi pare – senza tavoli / né sedie né bicchieri, con le crepe alle pareti / dove vinci una sorpresa se riesci con un urlo / ad abbattere la scena, / ad impedire alla tua voce / di tornare alle tue orecchie e imprigionarti.”

Testi tratti da: Simone Lago, Conversazioni private, in Dall’Adige all’Isonzo. Poeti a Nord-Est, a cura di Alessandro Ramberti, prefazioni di Chiara De Luca e Massimo Sannelli, Rimini, Fara Editore, 2008.

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Dentro l’assedio – di Davide NOTA

L’annunciazione
(inedito, 2008)

                                                   ad Alice Rasetti

Colei che era scomparsa ora ritorna.
Non ho bisogno della vostra opinione.
La vita si apre come un bianco fiore.
Il vento dell’annunciazione chiude
le persiane, getta lacrime negli occhi.
Così feci ritorno all’adorazione
delle mie simili, al patto sacrale
della fratellanza.
Rinnego tutto e credo nei miracoli.
Non ho bisogno di una vita normale.
La luna nel corso fluviale
anticamente si contempla e tace.

[Tratto da: Davide Nota, DENTRO L’ASSEDIO. Antologia poetica (2002-2008). Continua a leggere qui. E’ possibile scaricare liberamente l’opera in formato pdf.]

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La convalescenza – Augusto AMABILI

Augusto Amabili, La convalescenza, prefazione di Davide Nota, Rimini, Fara Editore, 2008

Testi

ci si piega alla lentezza del senso
al compatto del tasto violato,
quanta letizia in una mente non lucida
quanta sozzura inveisce
al dipartito sorriso
bianco, ordinario, postumo.
lo strofinio scoraggiato è indicibile impotenza
ferisce l’estro il significato, l’umano.

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La Gru ritorna a volare

Ecco l’inizio dell’editoriale di Davide Nota col quale La Gru – Portale di Poesia e Realtà apre la sua nuova stagione. Alla redazione e ai collaboratori l’augurio più grande che il suo tempo sia lungo e ricco di raccolti.

Una nuova militanza?

L’arte è sempre legata a una determinata cultura o civiltà, e, lottando per riformare la cultura, si lavora a creare una nuova arte, perché si modifica tutto l’uomo» (Antonio Gramsci, Letteratura e vita nazionale). In un momento di tabula rasa della nostra storia e cultura nazionali, sarà senza dubbio importante cercare una via d’uscita da questa fase di permanente imbarazzo intellettuale, tornando, con senso di responsabilità ma non privi di un certo orgoglio sentimentale, sopra le due tradizioni che sono risultate sconfitte dal processo storico che chiamiamo post-moderno e che non è altro che la schiacciante vittoria delle alienazioni dello spettacolo neo-liberista sopra la popolazione mondiale (cfr. Guy Debord, La società dello spettacolo). Le due tradizioni sopra cui torneremo saranno la tradizione platonico-cristiana e la tradizione umanistico-marxiana (valga per l’Italia il compendio Gramsci-Pasolini).

(…)