Archivi tag: de profundis

Salmo 129 (ter)

Questione di civiltà

Coro dei morti – Maestro, alcuni accademichi e accademichesse (quest’ultime poi, dio ce ne scampi!), palesemente in malafede e incivili, hanno osato criticare la sua ultima (magnifica, nevvèro!) opera… Perché non gli risponde e li mette a tacere? Vuole che lo facciamo noi?
B – Grazie per la premura, miei cari, ma non ne vale proprio la pena, rispondere agli ignoranti equivale ad abbassarsi al loro infimo livello. State tranquilli, mi raccomando, e soprattutto continuate a perlustrare e a studiare con anore e scrupolo filologico il vasto corpus dei miei scritti. All’occorrenza, non si sa mai, tenete sempre a portata di mano, con citazioni pronte all’uso, l’unica bibliografia che conta veramente e che fa la differenza: quella che vi ho suggerito quando siete diventati miei discepoli diletti. Aggiornata, sia chiaro: la civiltà, come la natura, segue il suo corso sine requie et mensura.

“Nessuno a cui poter dire
che non abbiamo niente da dire
e che il niente che ci diciamo
continuamente
ce lo diciamo
come se non ci dicessimo niente
come se nessuno ci dicesse
nemmeno noi stessi
che non abbiamo niente da dire
nessuno
a cui poterlo dire
nemmeno a noi stessi”

Salmo 129 (bis)

Questione di lingua/e

A – Ho letto il suo articolo. Lei scrive in un italiano raccapricciante…
B – Guardi, prima di pubblicarlo, mi sono consultat* con uno scrittore, con un intellettuale (che è sempre lo scrittore di prima, ma preferisce tenere distinte le professioni), con tre pisicologhe e, savà sandìr, con i rispettivi mariti, chiaramente tre pisicologhi…

“Nessuno a cui poter dire
che non abbiamo niente da dire
e che il niente che ci diciamo
continuamente
ce lo diciamo
come se non ci dicessimo niente
come se nessuno ci dicesse
nemmeno noi stessi
che non abbiamo niente da dire
nessuno
a cui poterlo dire
nemmeno a noi stessi”