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La scintilla inestinguibile – Ilaria Seclì nella lettura di Luigi Metropoli

[LUIGI METROPOLI]

La scintilla inestinguibile: Del pesce e dell’acquario di Ilaria Seclì

«Il fine ultimo della poesia è il paradiso», scriveva Zanzotto a proposito di Montale. Eppure non è a caso che Eden possa dare in prestito il proprio nome a una località di devastazioni psico-fisiche, come accade nell’ultimo film di Von Trier, Antichrist. Il paradiso non è mai solo una meta, ma comincia già col percorso accidentato che vi ci porta: ha più familiarità con una condizione liminale, una soglia in cui dannazione e benedizione si danno convegno. Il paradiso non è privo di peso: il corpo ne fa parte quanto la levità e la trasfigurazione. Il percorso fa penare anche le membra, non solo l’anima. Continua a leggere La scintilla inestinguibile – Ilaria Seclì nella lettura di Luigi Metropoli

Del pesce e dell’acquario – di Ilaria Seclì

l’opera maltradotta

per me – ora – solo la camicia
bianca. sempre più bianca
acqua insaponata bollente
merletto luciferino
un’onda corta di luce zolfina
una pioggia al continente per gli amori
clandestini.
sia spenta la luce e s’indori il silenzio
semplici le parole e profondo il respiro
il Nulla solo o la danza leggera
del mio uomo a riparare
l’opera maltradotta

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