Archivi tag: dieter schlesak

Carlo Michelstaedter (II)

Dieter Schlesak

Poeta e suicida.
Carlo Michelstaedter

     Egli si esprime come se si rivolgesse alla posterità, come se fosse già morto. Così desta quell’impressione di distanza; lo stile appare nello stesso tempo preciso e lirico, ed è nello scrivere che egli si è superato, che ha estinto se stesso: nell’arte, e specialmente nella musica; qui si trovano i suoi attimi mistici – una specie di mistica negativa che ricorda esperienze di meditazione ebraiche, cristiane o buddhiste.
E’ la debolezza il punto di partenza di Michelstaedter, non la forza, è la debolezza della coscienza infelice che è stata estromessa dal suo più ampio contesto e che proprio in questo preciso punto in cui si viene a trovare riesce a spezzare la catena delle successioni e dei trascorsi della storia, poiché qui si spezza la difesa protettiva dell’Io animalesco e anche di quello sociale. Continua a leggere Carlo Michelstaedter (II)

Carlo Michelstaedter (I)

Dieter Schlesak

Poeta e suicida.
Carlo Michelstaedter

     Il fascino che avverto in lui è quello di uno sparo la cui eco si spegne sopra un mare smisurato, è questa sua spregiudicatezza per cui «ognuno è il primo e l’ultimo»(1) uomo. Come se non ci fosse stato niente prima di lui. Dimostrare qualcosa, dimostrarlo tramite se stessi e pagarlo con la propria vita, l’impossibile, cioè che l’uomo rappresenta un caso limite, e che la sua esistenza altro non è che una via crucis contro la natura…
Una religione senza dio, l’uomo, un dio al di sopra dell’abisso… pensieri questi che sorgono leggendo gli scritti di Carlo Michelstaedter: un sentimento di confidenza e insieme di paura affiora spontaneo per la sua morte volontaria, una morte che imprime il giovane autore nella nostra memoria, poiché fu scrivendo che egli si preparava a questa fine e fu così che mise in atto quanto aveva pensato e vissuto. E nessuna tranquillità può sopraggiungere, niente può tranquillizzarci se pensiamo a lui. In ciò consiste la sua vendetta permanente nei confronti di quella civiltà a cui tutti apparteniamo e che lo ha ucciso. Continua a leggere Carlo Michelstaedter (I)

Il farmacista di Auschwitz – di Dieter Schlesak

Schlesak-Il%20farmacista

«Sì, io preferisco chiamarlo l’Uno-Tutto, sempre giovane … Lui lo ha voluto, senza quest’Uno non può accadere assolutamente nulla e, se noi ne parliamo con il nostro linguaggio umano e la nostra miopia, diciamo sempre cose inadeguate … oltrepassa di gran lunga la nostra comprensione. Io ho udito là, nel campo di concentraamento, i sopravvissuti alla loro morte e loro hanno vissuto “la tomba nell’aria” e la luce infinitamente chiara al di là del corpo e della storia cruenta, come i molti che ritornano oggi da casi di morte apparente, anche quelli sui campi di battaglia, persino i morti di Hiroshima, di cui sappiamo che hanno udito un messaggio fantastico, bello, inafferrabile: la morte è solo un transito, una liberazione per un mondo luminoso pieno d’amore, proprio come gli antichi saggi Continua a leggere Il farmacista di Auschwitz – di Dieter Schlesak

Il mondo da riprodurre balbettando (II) – di Dieter Schlesak

Il mondo da riprodurre balbettando.
La follia di Paul Celan

shoah
DIE NACHZUSTOTTERNDE WELT,
bei der ich zu Gast
gewesen sein werde, ein Name,
herabgesschwitzt von der Mauer,
an der eine Wunde hochleckt.

jewdeath

Continua a leggere Il mondo da riprodurre balbettando (II) – di Dieter Schlesak

Il mondo da riprodurre balbettando (I) – di Dieter Schlesak

Il mondo da riprodurre balbettando.
La follia di Paul Celan

shoah
DIE NACHZUSTOTTERNDE WELT,
bei der ich zu Gast
gewesen sein werde, ein Name,
herabgesschwitzt von der Mauer,
an der eine Wunde hochleckt.

jewdeath

Continua a leggere Il mondo da riprodurre balbettando (I) – di Dieter Schlesak