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Poeti per l’appunto


(Mario Lo Tasso alla ricerca della perduta ispir’azione
Immagine: Agenzia Morettino & Trovelli)

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Ci sono andato più vicino

Dinamo Seligneri

Ci sono andato più vicino
(John Fante Festival edizione 2017, Torricella Peligna, Ch)

E così nemmeno quest’anno sono andato al John Fante festival!
Ogni anno è la stessa storia.. dico a tutti che ci vado, ci vado sicuro, cascasse il mondo ci vado… invece poi non ci vado.

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Per il decennale di RebStein, 13

Dinamo Seligneri

Matteo di Mario fu Lo Tasso

L’ultima volta che ho visto Matteo di Mario fu Lo Tasso, era una giornata triste, di quelle che raramente un paradiso come Campobasso riserva ai suoi trasognati abitatori. Matteo era tranquillo. Pulito. Sobrio e allegro come un campo di girasoli. Mi mise in mano una busta che avrei dovuto aprire solo quando lui si fosse allontanato – eravamo in un parchetto, vicino al suo condominio. Accettai ed anzi mi ripromisi che avrei letto solo una volta rientrato a casa mia. Negli alti Abruzzi.
Bene. 
All’autogrill di Sangro Est non riuscii più a stare nella pelle. Ordinai un cappuccino, strappai a morsi la busta e mi misi a leggere il foglio che Matteo Lo Tasso mi aveva così cristallinamente consegnato. Continua a leggere Per il decennale di RebStein, 13

Il più grande poeta sconosciuto d’Italia

Mario lo Tasso in un momento di particolare ispirazione.
Mario Lo Tasso in un momento di particolare ispirazione.

Mario Lo Tasso

Le liriche che di seguito leggerete sono state scritte da Mario Lo Tasso, poeta sconosciuto e praticamente inedito (almeno credo: ha finito la vita in Africa molti molti anni fa, dopo aver abbandonato la poesia per l’avventura… non si sa che mansioni ivi svolgesse: pare che insegnasse l’educazione tecnica di base ai bambini autoctoni, e forse – chissà – un po’ di poesia…), di cui solo pochi conoscono alcune opere, e ne parlano come poeta vero e proprio. Tra questi pochi, io, che l’ho conosciuto quando insegnava in un istituto professionale a Campobasso, Molise.
Credo che il suo nome sia rimasto impigliato, dopo molte e molte suppliche all’autore stesso che non voleva pubblicare niente, nella rete di miscellanee antologiche di natura e circolazione provinciale, se non addirittura scolastica. Non avendo mai creduto alla costruzione del proprio sé, non ha mai nemmeno creduto d’essere un poeta, o uno sciagurato passionario. Perciò non ha mai spedito rigo a nessuno, aborrendo l’editoria come tale, l’editoria come ordigno, e l’editoria come diffusione di fotografie scritte del sé (ignobile parte della persona).

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