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Ultime notizie dalla santa inquisizione

dicembre 2, 2008

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(Katarzyna Pollock, Holocaust Series – Porrajimos)

A commento (sic!) della proposta francese di depenalizzazione dell’omosessualità su scala planetaria, Melior dixit:

“Si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come “matrimonio” verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni“.

Con tanti saluti e ringraziamenti da Iran, Sudan, Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Afghanistan, Nigeria, Somalia (pena di morte), India, Pakistan, Birmania, Guyana, Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados (ergastolo), Guinea Bissau, Angola, Mozambico (lavori forzati), Maldive, Malawi, Malesia (da dieci a venti anni di carcere)… e da altri sessantasette (67) paesi nei quali l’omosessualità è considerata reato e punita duramente.

E vergognarsi, anche solo un po’, prima di aprire la bocca e rendersi complici di questo abominio? Non ci avete mai pensato?


(Ayaz Marhoni e Mahmoud Asgari (18 e 16 anni), impiccati perché gay nel luglio del 2005 in Iran.)

[Chi vuole firmare per la decriminalizzazione universale dell'omosessualità lo può fare QUI]

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A ogni paese il suo primato

novembre 27, 2008

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L’Italia è tra i primi cinque paesi al mondo nell’aberrante classifica del turismo sessuale che coinvolge i minori in ogni angolo del pianeta, in special modo in Brasile e nel sud-est asiatico.

Un primato di cui andar fieri. E infatti, anche se non ne parla nessuno, lo si festeggia comunque e lo si onora ogni giorno, con impegno e passione: il 40% delle violenze e degli abusi sessuali commessi nel belpaese (sic!) riguardano bambini dai sei ai dieci anni.

La risposta a tutto questo orrore?
Eccola: leggi xenofobe e razziste che vietano gli asili e l’accesso alle cure mediche ai bambini figli di immigrati non regolari, progrom di campi rom, caccia al diverso in ogni settore della vita civile, crociate contro omosessuali, transessuali e coppie di fatto che attentano all’integrità della (sacra) famiglia…

Che paese di merda! Intanto, continuate pure a crogiolarvi beatamente nella visione dell’isola dei famosi: del resto, voi cosa c’entrate con tutto questo?

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Lettera da una professoressa – di Irene CAMPARI

ottobre 11, 2008


(Mauro Biani, 2008)

Lettera da una professoressa
di Irene Campari

Caro Ministro Gelmini,

di stronzate in tutti questi anni di insegnamento ne ho sentite tante, ma quella sua dei giorni scorsi è insuperabile. Tanto da allentare i miei freni inibitori, anche quelli del linguaggio. Già la categoria «insegnanti meridionali» è annoverabile tra gli stupidari d’eccellenza. A quando i «mezzi meridionali» o i «trequarti meridionali»? E sono meridionali solo quelli che insegnano al Sud, poiché quelli trasferitisi al Nord sono nobilitati d’amblé? Guardi Ministro c’è poco da girare intorno. Lei è stata messa lì perché di scuola non capisce nulla, come del resto tutti i suoi predecessori, di destra o sinistra che fossero. Non solo di scuola non ne capisce ma neppure di varia umanità, il che sarebbe per lo meno di conforto. Tutti coloro i quali si sono seduti sulla sua poltrona hanno avuto almeno un sentimento in comune: il disprezzo per gli insegnanti, sempre malcelato.

(…)

Continua a leggere qui.

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Cronache di domani (III)

settembre 7, 2008


(Jean Vigo, Zero de conduite, 1933)

Finalmente una riforma seria: il ritorno del maestro unico alle elementari (e, si spera, nominato direttamente dal ministro competente, previo giuramento di rito!), il ripristino di un pilastro insostituibile per la costruzione di una vera società dell’ordine e del rispetto dei ruoli e delle gerarchie.

Perché, inutile negarlo o far finta di niente, in questo paese ci sono ancora ampie sacche di popolazione che si rifiuta al doveroso culto del capo e dell’autorità, che si sottrae con ogni mezzo alla cultura del supermercato e dei quiz televisivi. Se non si interviene subito, fin dalla più tenera età, con ogni mezzo, oltre al danno economico provocato da tanti mancati clienti e consumatori, ci ritroveremo, ancora!, con gente che pensa con la propria testa a dar fastidio al manovratore.

Quindi, via con la preghiera del mattino, la divisa d’ordinanza, la separazione tra maschietti e femminucce, la bacchetta, i ceci e, perché no?, una sana razione di olio di ricino…

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La memoria è un giudice implacabile

luglio 16, 2008

LA MEMORIA E’ UN GIUDICE IMPLACABILE, L’UNICO CHE NON E’ AL SERVIZIO DI NESSUN PADRONE.

LA MEMORIA NON HA BISOGNO DI PROCESSI FARSA, NEI QUALI IL MANDANTE DI MASSACRI E VIOLENZE DI MATRICE FASCISTA FA FINTA DI CHIAMARE A GIUDIZIO IL SUO BRACCIO ARMATO E SI AUTOASSOLVE, IN SPREGIO DI OGNI SIA PUR MINIMA PARVENZA DI VERITA’ E GIUSTIZIA. E QUESTO, DOPO AVER CALPESTATO, INSIEME A CENTINAIA DI CORPI INERMI, DEMOCRAZIA, LIBERTA’, COSTITUZIONE, DIRITTO, LEGALITA’, VALORI, UMANITA’.

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Nel mio paese nessuno è straniero

giugno 13, 2008


(Ponticelli, 14-15 maggio 2008)

“Dove andare per…”

Guida ai servizi di prima accoglienza per i cittadini stranieri presenti sul territorio milanese.

Lunedì 16 giugno, ore 15.00, presso Sede Naga via Zamenhof 7/a, Milano.

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Il popolo degli uomini

giugno 9, 2008

Grande manifestazione, ieri a Roma, del popolo Rom.

Qui, come al solito (e come al solito, e sempre: GRAZIE!) tutti i resoconti, gli articoli, i links che riguardano l’avvenimento.

Questo è il sito dell’Associazione Nazionale THÈM ROMANÓ che ha organizzato l’evento.

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La conoscenza, la sollecitudine, l’ascolto…

ottobre 8, 2007

*

Vorrei ringraziare tutti i lettori che per diecimila e più volte, negli ultimi due mesi, hanno lasciato il loro silenzio carico di ascolto, o le loro parole, in questa dimora senza porte: dove nessuno è straniero, dove non serve bussare per entrare, se ognuno porta in dono, da condividere con gli altri, domande e non risposte, dubbi e ricerca e non verità assolute, volontà di dialogo e non presunzioni e deliri di onnipotenza, eresie di versi, di percorsi e di esperienze e non fedi.

Che la sabbia seppellisca quest’oasi, quando sarà, col respiro della musica fraterna e senza confini sulle cui note è stata scritta questa lettera.

La mia gratitudine, sempre, a chi, senza conoscermi, ha saputo parlare anche in mio nome, interpretando il mio più intimo e riposto sentire. Grazie Irene, grazie Giovanni.

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