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Una poetica dell’incontro

Domenico Lombardini

guardando alla vita appare possibile
una forma, la giusta. vano sembra
un conteggio di morti e ricerca di senso.
cose da fare: accettare il meschino,
il negletto putrescibile dei corpi.
eppure vorrei abbracciare, in una casa
proteggere gli affetti – uno a uno –
e i corpi, preservandoli dal tempo,
da questa ottusa abitudine
a consumarci

Una poetica dell’incontro

     La cifra peculiare della scrittura poetica di Domenico Lombardini, il filo rosso che unisce in una trama unitaria le varie tappe del suo ancora breve ma già significativo percorso, condotto sempre con profonda discrezione e rigorosa attenzione ai presupposti e ai risvolti teorici del lavoro in fieri, è da ricercarsi nella presa d’atto dello snodo traumatico che la nostra epoca rappresenta, tanto sul piano etico che su quello culturale ed estetico, e nella piena consapevolezza, da cui la sua ricerca in gran parte si origina e si dispiega, che sia possibile trovare un punto di sintesi tra il rigore, le ragioni e la semplificazione ordinatrice tipica della scienza, e l’insondabile, ontologica, metamorfica refrattarietà che l’arte, in modo particolare la poesia, apparentemente le oppone.

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Soggettive – Testi inediti di Domenico Lombardini

Testi tratti da: Domenico Lombardini, Soggettive, 2008, inedito.

inguaribile strabismo dell’osservazione – puntare
un dito frangendo uno schermo acqueo che riverbera
in onde concentriche i tocchi; così osservare
modifica l’oggetto, senza una possibile oggettività.

I

l’aria non si fa abbracciare, con schiocco
le mie braccia chiudono circonvoluzioni
ridicole. solo ora mi accorgo: a loro basta
questo, la vìa sicura, il corso illuminato, il nodo
urbano del consumo, l’ingurgitamento;
il mondo è fango.

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