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Amburgo città d’acque

Una città d’acque mi si dispiega davanti agli occhi; sguardo e scrittura sono inscindibili: Amburgo avvia immediata la gioia di scriverne, la sua elegante architettura (ardito equilibrio tra tradizione e modernità) (incontro dell’uomo e dell’acqua) racconta una continuità traverso il tempo.

Città votata da sempre al commercio, vi si può approdare dal mare e poi entrando nell’amplissimo, profondo estuario dell’Elba: un porto vastissimo e dai mille anfratti e, lo confesso, riemerge in me lo stesso stupore di quand’ero bambino, di quando mi portavano al porto di Otranto o di Gallipoli (minuscoli porti di sud est, favolosi ed enormi allora per un’infanzia facilmente incline alle fascinazioni del mondo): nella zona dei cantieri navali di Amburgo gli scafi sollevati delle navi, enormi, rivelando la chiglia e l’elica normalmente invisibili, hanno magia e sentore di mondi nascosti, di rotte lontanissime, mentre le gru attendono i carichi da sollevare ed erano, un tempo, merci favolose (spezie, caffè), oggi tonnellate di globalizzate cose stipate nei container.

L’Elba, grande Fiume che unisce Amburgo a Dresda, ha quest’oggi una nota lunga di metallico colore, un’eco di bellezza e di memoria: quando gli Alleati bombardavano a ondate impietose la Germania e quando Lessing rifletteva sul teatro e sulla vita.

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Quaderni delle Officine (XXXVI)

Quaderni delle Officine
XXXVI. Dicembre 2013

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Antonio Devicienti

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Il Vermeer di Grünbein (2013)
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Il Vermeer di Grünbein

Vermeer, Veduta di Delft, 1660

Antonio Devicienti

Il Vermeer di Grünbein

     Durs Grünbein è poeta doctissimus che sa offrire al lettore il piacere del sentimento dell’immaginazione, per dirla con Fernando Pessoa, o dell’emozione derivante da una tessitura finissima di allusioni, rimandi, criptocitazioni, per cui la raccolta poetica Koloß im Nebel (Colosso nella nebbia, Suhrkamp, Berlino, 2012 e non ancora tradotta in Italia) si configura come una colossale, appunto, miniera di suggestioni e stratificazioni culturali che confermano la tendenza del poeta di Dresda ad esplorare la nostra vastissima eredità storico-culturale e ad interpretare la contemporaneità riflettendo su personalità, opere, risultanze del cosiddetto passato traverso il vaglio sorvegliatissimo della ragione e della forma.

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