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“Esilio di voce” nella lettura di Rosa Pierno

ottobre 14, 2013

Esilio di voce

Rosa Pierno

Nell’ultimo libro di Francesco Marotta “Esilio di voce”, Smasher 2011, risalta, immediato, il forte motivo della scrittura ingaggiante con la realtà una lotta per l’egemonia, poiché si direbbe che il senso appartenga soltanto alla scrittura, a una realtà artificiata, dunque. Innanzitutto è una scrittura che s’accampa su qualsiasi superficie: pelle, occhi, carne e si appropria di vocaboli che appartengono alla natura: argine, margine, sentiero, pietra, acqua, cielo. Ma soglie, ombra, specchio in qualche modo ne fanno echeggiare come un falsetto la nuda sostanza, pura inconsistenza, denunciandone la falsa legittimità ad accamparsi in vece del reale. Già in difficoltà, il linguaggio viene aggredito dal poeta che ne mostra con grande tensione le lacune, le fallacie, gli scarti dal senso comune in agguato. Torsioni imposte al linguaggio non ottengono che di mettere in nuce fatiche, eccedenze, discordanze e, forse, un’offerta di silenzio. Ma anche il silenzio, come pausa in ovattata neve, pur se “accordo muto”, non è che misero traguardo. La guerra non vede una sola battaglia, ma molteplici vittorie e sconfitte. (more…)

Babel

marzo 31, 2013

Roberto Matarazzo, Versi esiliati

 

Testi di Francesco Marotta
estratti da
Esilio di voce (Smasher, 2012) e
Impronte sull’acqua (Le voci della luna, 2008),
tradotti da
Manuel Cohen (francese), Anna Maria Curci (tedesco)

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La Biblioteca di RebStein (XL)

marzo 21, 2013

La Biblioteca di RebStein
XL. Marzo 2013

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Francesco Marotta

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Esilio di voce (2011)
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Imago

agosto 9, 2012

man stolpert über einen Schrei,
der in Licht ausblutet
immer wenn wir die Sterne anschauen,
trennt uns keine Schwelle von der Abwesenheit
kein so tiefes Wort,
dass man sie verschweigen kann

così è la grazia delle immagini
rovesciate nel palmo venute via dall’ombra
che ora ricordi accampata da sempre
alla tua soglia ma
si trattava di attese esercizi
privi di simboli come adornare sbrinati
specchi col battito salino
di una pupilla naufragata

so kampiert die Anmut der in die Handfläche
gekippten vom Schatten weggegangenen Bilder,
an die du dich nun erinnerst, schon immer
an deiner Schwelle, aber
es ging um Erwartungen Übungen
ohne Sinnbilder wie entfrostete Spiegel
mit dem salzigen Schlag einer
untergegangenen Pupille auszuschmücken

(Traduzione in tedesco di Anna Maria Curci)

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Il taglio e l’ombra

agosto 9, 2012


nessun presagio
solo un fremito di ebbra insidia
ripensando l’orlo franato
del calice il pungolo inquieto
che fosse visibile sostanza
l’urlo tracimato del sole il nero
di luce che tradisce le dita
così sciama in rivoli d’insonnia
l’immagine a cui la mano aggiunge
il taglio e l’ombra e dentro l’ombra
il segno che racconta un corpo
dove il mattino è scritto
in piaghe e croci dove il farmaco
pietoso rovesciato intorno
era cedimento d’argine e labirinto
di voci appare ora al tatto

(da Esilio di voce, 2011)

 

keine Vorahnung
nur ein Schaudern berauschter Tücke
beim Nachdenken über den abgerutschten Kelch-
rand den unsteten Stachel,
der sichtbare Substanz sein möge,
den übergeflossenen Schrei der Sonne Schwarz
aus Licht, das die Finger verrät
so schwärmt in Bäche der Schlaflosigkeit
das Bild aus, dem die Hand den Schnitt
und den Schatten hinzufügt und innerhalb des Schattens
das Zeichen, das von einem Körper erzählt,
wo der Morgen in Wunden und Kreuzen
geschrieben steht, wo das mitleidige
rundherum gekippte Heilmittel
Dammbruch war und nun sich als Stimmen-
labyrinth dem Tastsinn offenbart

(Traduzione in tedesco di Anna Maria Curci)

Esilio in altre voci

marzo 21, 2012

Il mio grazie a:

Luca Ariano

Carla Bariffi

Roberta Borsani

Rosaria Di Donato

Francesco Forlani

Rosa Pierno

Alessandra Pigliaru

Francesco Tomada

Lucia Tosi

“La poesia non salva, non serve ed è inutile e sono esattamente questi aspetti che ne fanno una possibilità di rivolta irrinunciabile per ognuna e ognuno di noi.” (A. P.)

Quaderni delle Officine (XXIII)

dicembre 14, 2011

Quaderni delle Officine
XXIII. Dicembre 2011

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Enzo Campi-Natàlia Castaldi-Marco Ercolani

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Esilio di voce. Tre letture critiche
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Esilio di voce

novembre 2, 2011

Esce per le Edizioni Smasher, nella collana “Monografie” diretta da Enzo Campi e con una prefazione di Marco Ercolani, il mio libro “Esilio di voce“.
Ringrazio di cuore chi ha voluto e realizzato questa pubblicazione, in particolare il curatore e la casa editrice nella persona della sua direttrice, Giulia Carmen Fasolo.
Chi fosse eventualmente interessato, può richiedere l’opera cliccando sul link che rimanda al sito delle Edizioni Smasher o direttamente sull’immagine di copertina.
Mi preme ricordare che l’Editrice è parte di una più ampia e articolata Associazione Culturale, che per statuto destina a iniziative di carattere sociale eventuali ricavi provenienti dalla vendita dei libri che pubblica.

Esilio di voce sarà presentato a Milano
mercoledì 9 novembre alle ore 21.00
al CIRCOLO CERIZZAVia Meucci 2
nell’ambito della rassegna “I MERCOLEDÌ DEL CERIZZA
a cura di Anna Lamberti Bocconi, Francesca Genti
e Luciano Mondini.

[Il programma di Letteratura Necessaria curato da Enzo Campi.]

Qual è il vero dono?

febbraio 21, 2010

Poetarum Silva
Blanc de ta nuque

Qual è il vero dono?

Il corpo di parole a cui il poeta disegna labbra e occhi, modulando
i suoi segni sul ritmo di tracce familiari o inavvertite, sul profilo incerto che
gli specchi rimandano a fatica,

 

 

 

 

oppure
la devozione di chi leggendo
in quella carne si immerge,
recupera dai fondali i suoni
che danno voce a quelle labbra,
le radici che danno immagini
a quegli occhi – la sostanza
che immette sangue,
respiro e movimento
in quella creatura d’aria
?

 

La risposta è qui, qui e qui

Ringrazio di cuore Natàlia, Enzo e Stefano.

 

Esilio nella Selva dei Poeti

gennaio 1, 2010

(da Esilio di voce, 2009)

prova a trattenere il crepuscolo
prima che l’estremo sbiadire
dei colori scivoli via dal tuo volto
ascolta la squilla sul filo delle pietre
il varco sonoro dove sabbia e radici
restituiscono il duro lavoro del giorno
qui non un gesto che dica il prossimo
squarcio il morso del fuoco
che indurisce cristalli nel palmo
neanche il buio che preme e squama
le impronte degli occhi solo il ritmo
fraterno delle cose immaginate
in piena luce materia vivente
visibile appena il tempo di passare

(Continua a leggere qui…)

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Esilio di voce (I)

novembre 1, 2009

Kiefer[...] Ciò che è in gioco, infatti, è il linguaggio non dell’Essere, ma dell’intreccio processuale nel quale l’evento della nominazione non cessa di misurarsi con una realtà in sé inaccessibile e muta.

[...] Ora, in tale prospettiva, una “parola dell’origine” può essere perseguita come rimedio a ogni sopraffazione convenzionale e istituzionale, a patto che, invece di essere irrigidita nel feticcio del significante supremo e immobile, sia considerata come direzione di operatività volta a indagare e saggiare le realtà fantasmatiche di cui è intessuto ogni evento linguistico.
                                                                 (Aldo Tagliaferri)

 

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