Archivi tag: fascismi quotidiani

La fabbrica della cattiveria

Rogo al campo nomadi

Sergio Baratto

La fabbrica della cattiveria, come ogni impresa che si rispetti, ha dirigenti, quadri intermedi, lavoratori dipendenti. A diversi livelli della gerarchia, tutti lavorano al funzionamento della fabbrica. È ridicolo prendersela con il consiglio d’amministrazione e dimenticare la rete capillare di amministratori locali, militanti, semplici elettori, cittadini senz’altra specifica che come tanti ingranaggi hanno partecipato al movimento generale della macchina. Ogni atto, piccolo o grande, può contribuire a perpetuare o a fermare quel movimento. E, come in tutti gli stabilimenti, esiste pur sempre la – dolorosa – possibilità di tirarsi fuori. Di licenziarsi o, quanto meno, di sabotare il lavoro della fabbrica della cattiveria. In altre parole, non sto affatto parlando della tragedia di una nazione oppressa da un’oligarchia politica nemmeno tanto abilmente celata dietro la foglia di fico della democrazia. Sto parlando della catastrofe di una collettività che a quell’oligarchia empia (uso la parola che più mi sembra conforme alla sua natura) dà il proprio consenso. Di più: sto parlando di un «popolo» che è consustanziale alla propria «casta».

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Parole
Atti
Lo sgombero del campo nomadi di Opera
Fuori gli stranieri
Lo sgombero della baraccopoli di Via Rubattino

Nuovi parametri etici

Livio Borriello

Pubblico con piacere questo intervento “fuori dal coro” di Livio Borriello. Condivisibile o meno che sia, soprattutto in taluni passaggi “urticanti”, rappresenta comunque una ventata d’aria in un panorama mortalmente asfittico, appestato da quintalate di moralismi riversati da giorni a piene mani, in particolare da quanti (in primis esponenti politici e intellettuali se-dicenti di sinistra), negli ultimi due decenni, nei fatti, non hanno mosso un dito per cercare di arginare l’instaurarsi del più sordido e devastante regime della storia italiana (ed europea) degli ultimi cinquanta-sessanta anni, incapaci di proporre un’idea, un’ipotesi minimamente percorribile di alternativa: tutti compresi, com’erano e sono, nel ruolo “istituzionale” di chi si parla addosso, di chi non fa altro che celebrare il proprio immobilismo come la più lungimirante delle strategie politiche, o il proprio “collaborazionismo mediatico”, “in partibus infidelium”, come un “disegno rivoluzionario” di presunto accerchiamento del nemico. E tutti in attesa, oggi come ieri, delle ipocrite sacre “lamentationes” del “consiglio di amministrazione” della Vaticano SpA, uno dei cardini del mostruoso leviatano che ha inghiottito il paese – in uno, tra gli altri, col nazismo a conduzione familiar-municipale della moltitudine verde-incamiciata-e-incravattata. (fm)

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Metastasi umane con diritto di voto

Gennaro Carotenuto

E’ devastante lo spettacolo di Roma che brucia mentre la classe politica del paese è sorda e grigia come le sue aule parlamentari. Il governo che si salva con l’aiutino del CEPU/E-campus, l’esamificio online che Silvio Berlusconi ha appena ricoperto di soldi sottratti all’università pubblica, è un dettaglio che appare ancor più esemplificativo dello stato del paese di quanto non sia l’indecorosa vendita dei Moffa e degli Scilipoti o la sconfitta esiziale del “grande statista” Gianfranco Fini, nulla più di un apprendista stregone. Quello del governo che si salva sull’interesse privato di chi aiuta a passare esami studiando meno possibile è il simbolo di un paese frammentato in parti sempre più inconciliabili.

La prima Italia è dunque quella irredimibile dei furbi, dei corrotti e dei mafiosi, che siedono senza vergogna in Parlamento, da Cuffaro a Dell’Utri. E’ l’Italia di Silvio Berlusconi, Massimo Calearo (il capolista veltroniano del PD in Veneto) e di Miss Cepu Catia Polidori. E’ l’Italia di quei criminali che, evadendo il fisco, hanno sottratto nel solo 2009 alla collettività nazionale 159 miliardi di Euro (+10%, grazie Tremonti!) e che invece di essere trattati come delinquenti e insultati in strada vengono considerati dritti e rispettati. Centocinquantanove miliardi… che bel paese sarebbe l’Italia se non fosse abitata da così tante metastasi umane con diritto di voto.

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Il maestro più alto del mondo

FRANCESCO MASTROGIOVANNI, ANARCHICO
COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA

Mura che occultate
L’infamia contro l’umanità
Mura omertose
Mura impregnate di violenza e di terrore
Di grida e di dolore
Che siate di pietra viva o di cemento
Non ascoltate nessun lamento
Sordi ad ogni implorazione
Ad ogni preghiera
Ostinate nel vostro silenzio
Guardate indifferenti
Oltre la sofferenza

Sabatino Catapano

DOSSIER MASTROGIOVANNI

L0 SPERGIURO DI IPPOCRATE

 

Taci, il governo ti ascolta (IV)

Mila Spicola

Lettera al ministro Tremonti
(“il fatto quotidiano
15-06-2010)

Ministro Tremonti,

lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. È esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un’aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.

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Taci, il governo ti ascolta (III)


 

EMERGENZA SCUOLA

L’importante è che nessuno lo sappia, soprattutto i diretti interessati. Altrimenti non sarebbe così semplice licenziare l’equivalente dei lavoratori di tutti gli stabilimenti Fiat e di tutto il petrolchimico italiano: 150 000 persone, in cinque anni. (Francesca E. Magni / Lorenzo Galbiati)

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La prova generale

Nulla cambia da molto tempo in Italia. Dai tempi del fascismo. E da quando una fragile democrazia si è insediata dopo la Seconda Guerra mondiale. Ci sono degli avvenimenti che fanno capire quanto questa democrazia non fosse che apparente. Ciò che è successo nell’estate del 2001 a Genova durante il G8 ha fatto cadere la maschera della “democrazia” italiana. I sinistri fatti accaduti dal 19 al 22 luglio 2001, guardati adesso, assumono un significato che non fu compreso da tutti all’epoca. Oggi, dopo le leggi promulgate da Berlusconi in questi ultimi due anni e che hanno ridotto l’Italia in un regime monocratico, un sultanato con un parlamento su misura, quei tre giorni nel corso dei quali vennero sospese tutte le garanzie costituzionali, come durante il colpo di Stato di Pinochet in Cile, acquistano un significato innegabile: si trattò dell’esperimento “scientifico” di un eventuale regime di polizia, vale a dire ciò che il governo italiano può ormai tranquillamente mettere in atto, nel caso altre manifestazioni avessero ancora luogo. Si è trattato di una “prova generale”.

(Antonio Tabucchi, dalla prefazione a Ça change quoi di Roberto Ferrucci, traduzione di Lorenzo Rossi. Articolo tratto da Il Fatto Quotidiano del 11 giugno 2010, integralmente leggibile qui…)

Taci, il governo ti ascolta (II)


 

IL REGIME E’ SERVITO!

La cosa più sconvolgente del disegno di legge sulle intercettazioni approvato dalla Commissione Giustizia del Senato è che più si va avanti nell’iter legislativo e più viene peggiorato. Ciascun esponente della maggioranza vuole aggiungerci qualcosa di suo per lasciare il suo segno indelebile di censore e far piacere al capo.

Al centro della censura sarà soprattutto chi – come molti di voi – scrive notizie in rete. Perché con queste nuove norme tutti i siti (anche quelli amatoriali e non registrati come testate giornalistiche) diventano come i giornali, soggetti quindi all’obbligo di rettifica regolato dalla “Legge sulla stampa”.

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(La sostanza è sempre la stessa…)
(La fonte anche…)

 

In morte della Costituzione (1/1/1948 – 6/3/2010)

Pietro Orsatti

Qualcosa di veramente grave sta accadendo nel nostro Paese. Lo stravolgimento delle regole, la forzatura autoritaria delle norme e degli equilibri istituzionali, la corruzione diventata sistemica e sistematicamente applicata a qualsiasi affare e appalto o processo economico. E poi il ricatto. Se è anche parzialmente vera la versione che ha fornito ieri il Messaggero di come sono andate davvero le cose fra Berlusconi e Napolitano sulla vicenda dello scandaloso decreto “interpretativo” della legge elettorale, siamo davanti a una sorta di “golpe leggero”. Ma che di leggero ha solo l’assenza dei carri armati per strada. Secondo quanto pubblicato ieri dal giornale romano Il Messaggero, il presidente del Consiglio, durante l’incontro avvenuto al Quirinale, avrebbe minacciato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano: “Ti scateno la piazza contro” e poi “la tua firma non è indispensabile, vado avanti da solo”. Lo stesso Napolitano ha parlato di un “clima teso” nel primo incontro con Silvio Berlusconi avvenuto giovedì. E poi sempre il Capo dello Stato: “La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l’acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali”.

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Ogni giorno è il 25 aprile

A Pecorara, comune della provincia di Piacenza, luogo simbolo della Resistenza al nazifascismo, il sindaco Franco Albertini ha cancellato Piazza 25 aprile. Un affronto a quanti hanno sacrificato la loro vita per la libertà, alla Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza, all’Italia tutta, che su queste radici ha costruito la democrazia. Un affronto che non ha assunto il dovuto rilievo nazionale, fatto che denunciamo con forza: è in corso un attacco senza precedenti ai valori e ai principi che fondano la nostra convivenza civile, la nostra Repubblica.

Chiudere gli occhi è irresponsabile.

L’Anpi, Associazione nazionale partigiani d’Italia, nel richiamare tutti i democratici ad associarsi alla sua denuncia e a mobilitarsi con opportune iniziative, chiede l’immediata revoca di questo vergognoso provvedimento.

Anpi – Comitato Nazionale
Anpi – Comitato Provinciale di Piacenza
Appello dell’Anpi
Reset Italia

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Apogei fecali (I)

Ricordate la grande manifestazione romana del 5 dicembre c.a.? Il No-B Day? Come era prevedibile, ha dato fastidio a molti: al destrume (e vuoi mettere? noblesse oblige!) e, a quanto pare (il corsivo è per coloro che avevano dei dubbi), anche alla sinistrina frou-frou, in fregola da accoppiamento casinfiniano e con i preliminari già espletati da un bel pezzo.

Bene, indovinate a chi appartengono queste due perle:

“In Piazza gli amici di Spatuzza”.

“… si moltiplicano appelli bugiardi, si costruiscono profili fasulli di eroi e di testimoni del tempo, si educano all’assalto militante e ideologico le generazioni disperate e sazie del No-B DAY”.

Continuate a divertirvi (si fa per dire!) qui.

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Francesco Mastrogiovanni, anarchico…

SE NON C’E’ LA FINESTRA DI UNA QUESTURA A DISPOSIZIONE, PER UCCIDERE UN UOMO LIBERO VA BENE ANCHE IL LETTO DI CONTENZIONE DI UN OSPEDALE PSICHIATRICO…

Anarchist flag

Si chiamava Francesco Mastrogiovanni, anarchico, è stato assassinato il 4 agosto 2009 in una delle sezioni più violente e criminali delle istituzioni totali di controllo: in un ospedale psichiatrico.

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Leggi liberticide, controllo, censura

ledDiritto5

 

Non la ritengo, sinceramente, una forma di protesta particolarmente incisiva. Penso, invece, che vadano escogitate altre modalità di lotta e di resistenza contro il dilagare di leggi liberticide che, in ogni campo, tendono a restringere gli spazi di movimento e di libertà in funzione di logiche di controllo e di asservimento. Staccata da una più generale strategia di rifiuto e di contrapposizione alle politiche di regime imperanti, anche la migliore iniziativa finisce per lasciare il tempo che trova. C’è bisogno di ben altro. Comunque, auguri… (fm)

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Milano, medaglia d’oro della Resistenza

La Segreteria Nazionale dell’ANPI denuncia come provocatorio, vergognoso e inaccettabile il raduno internazionale nazifascista promosso da “Forza Nuova” a Milano per il 5 aprile.

Esso costituisce una intollerabile offesa alla Città di Milano, Medaglia d’Oro della Resistenza e capitale della Guerra di Liberazione che sarà celebrata ancora una volta il 25 aprile, e che pose fine alla dittatura fascista ed alla occupazione straniera nazista, aprendo al Paese la stagione della libertà e della democrazia.

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In difesa di un diritto costituzionale

Curare gli indigenti, soprattutto i bambini, è un dovere deontologico per tutti i medici, ma è un imperativo etico per un paese civile.
Non cancelliamo con un decreto un diritto costituzionale.

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