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Cronache di domani (II)

Ecco il nuovo simbolo (un vero marchio di fabbrica) dello stato governato dal datore di lavoro degli “stallieri” e dalla sua corte di mazzieri, galoppini, inquisiti e zerbini sempre pronti all’uso. Con esso la nazione tutta celebra e consacra, contemporaneamente, la sua natura e sostanza profondamente fascista; il suo sentire visceralmente xenofobo e omofobo; il settantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali (un altro marchio doc, di quelli che fanno veramente “onore” al paese); e, dulcis in fundo, il silenzio assordante, o il plauso manifesto, della sua classe intellettuale (sic!), specchio fedele della cialtronaggine e del servilismo di casta più beceri e proni. Il tutto con la benedizione, sotto forma di superiore tacito assenso, del clericalismo da fiera e da crociata, col corredo della sua etica (sic!) da sepolcri imbiancati elevata a sistema e guida del vivere.

Praticamente: il segno distintivo di un paese di merda.

Omicidi di stato: Ethel e Julius Rosenberg

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(Pubblicato in Italia il libro di Robert Meeropol, Quando il governo decise di assassinare mio padre e mia madre, Zambon Editore)

Robert Meeropol è il figlio minore di Ethel e Julius Rosenberg, condannati a morte nel 1953 dal governo degli Stati Uniti per aver “cospirato al fine di rubare il segreto della bomba atomica”. Salvato dall’orfanotrofio assieme al fratello grazie alla rete di solidarietà dei militanti del Partito comunista americano, Robert compie il proprio percorso umano e politico: dalla militanza nell’SDS negli anni ‘60 della ribellione studentesca, all’impegno per la riapertura del “caso Rosenberg” negli anni’70, fino alla decisione di dedicarsi a tempo pieno, in memoria dei genitori, alla creazione di una fondazione a sostegno delle vittime della repressione.

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