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La balena

Disperata, la balena, si spiaggia nei cimiteri
giusto per scoprire che le lapidi, comprate
all’ingrosso, ignorano i nomi, recitano tutte

qui | giace il fabbro | della propria Fortuna.
Ogni giorno, come un papa tedesco, in scarpe rosse,
tu ed io camminiamo dentro al sangue dei vivi.

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Prima del diluvio, 12

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Federico Zuliani

(Travelling South)

Per me tu sei i cimiteri,
la terra grassa che han concimato le mie ossa.
Quando ero lontano mi hai parlato

velandomi gli occhi colle tue fattezze.
Pianura di campi immensi e di uomini integri,
sei la mia fede, il luogo da cui non si parte

ma a cui si torna, sempre. Tu sei i campanili,
un barocco dolce per quanto austero; fatto
di santi lavoratori conservati con la cura

con cui si conserva il pane. Ebbene tu
concedimi in ultimo di poter tornare
sterco e humus tra i tuoi pioppi, e la tua brina.

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Testi inediti di Federico ZULIANI

john walker
(John Walker, Reflected dawn)

Per Amleto il dilemma in aut aut, per il desterrado, invece, o per chi è nato e si muove lontano da casa, pare, a leggere Zuliani, il dilemma è in et ac. L’essere e il non essere sono la condizione, per chi è lontano da casa, la forma che regge è quella del dubbio sciolto nella contraddizione. L’essere e il non essere, l’essere qui (nel corpo) e (nella mente, e viceversa). […]
(Lorenzo Carlucci)

Una poesia di Federico Zuliani, da Travelling South, inedito.

Tu che non sei già più, ma sei
raccogli il mio pianto in fascine, e brucialo.
Quindi, dopo averle scelte con cura deponici

due monete d’oro: una per orbita.
Affinché la morte venga, ma non lo abbia.
Ti ho sognato così, questa notte, con i tuoi nuovi

occhi, senza pupilla, e finalmente, padre,
mi sono fatto leggere. Letto nella sabbia che ho camminato
e nel pane che ho rotto e che non tornerò a rompere

e che oggi è me prima che io ridivenga lui, frumento
e canapa, e giglio, e folle bellezza, nel sogno
o il tormento, e la lamina d’oro, o il martello.

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