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Necessità

Christopher Merrill

I
Era un caffè abbandonato, oppure la Farmacia di Dio – la bettola in cui ci eravamo imbattuti nel buio. Sugli scaffali c’erano chiodi estratti da croci nel deserto, bottiglie di vetro chiamate L’inizio e La fine, bende rubate ai feriti delle Ardenne. Il nostro spirito d’avventura era una bandiera che nessuno agitava. Cos’era inerme nella nostra condizione, centrale nel nostro disegno? I riti comuni: torchiare il sidro nell’incendio di un fienile, inseguire gli orsi per lo zoo, ululare ai gatti decapitati dai coyoti. Nelle birrerie, cantanti blues scrostavano vernice dai cartelli. Al crepuscolo, gli ammaestratori navigavano su una chiatta lungo il fiume in fiamme, in tasca i primi capitoli di romanzi abortiti; le loro mogli, vestite con gonne orlate di visone, erano troppo timide per accennare al fumo che gli si alzava intorno. Erano personaggi senza carattere, non specchi del nostro rimpianto. E noi non siamo esuli in questo buco sperduto: siamo i vicesceriffi di guardia.

(Traduzione di Giorgio Mobili)

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Fili d’Aquilone

Numero 31 (Amori & Distacchi)

E’ on line il Numero 31 (luglio/settembre 2013) della rivista telematica Fili d’Aquilone, diretta da Alessio Brandolini.

Tra le proposte di un fascicolo ricco e articolato, vi segnalo in particolare “La vita è una lista“, un incontro con l’opera multiforme e polifonica di Alain Robinet, di cui Viviane Ciampi presenta e traduce una significativa scelta di testi.
Una lettura da non perdere. Un colpo di spugna sulla “ridi-cul-e recherche” di molti “masturbateurs-de-mots d’ici“.

MORMORIO DEL SUONO
(frammento)

1° CANTO alle Muse:

Dignità di brachette, di baccelli al lardo
libri di liete bischerate,
geometria circolare dell’ovunque culo,
in cedevoli bolle pencolanti coglie, rammollite,
Omnis clocha clochabilis/ in clocherio/ clochando, clochans/
clochativo clochare facit clochaliter clochantes

a proposito del cono itifallico
triangolo clito-fesso in mezzo,
da cui sbocciamo!

Fili d’aquilone – Germogli

Germogli E’ uscito il numero 30, “Germogli“, della rivista telematica Fili d’aquilone diretta da Alessio Brandolini.
Il numero si apre con dei preziosi “germogli letterari”, quelli dei Jane Austen: sono gli “Juvenilia”, raccolta di scritti giovanili, ma che svelano molti particolari della grande scrittrice inglese e dissodano il terreno per i sei romanzi canonici. Il pezzo è di Giuseppe Ierolli, che ha pubblicato recentemente una biografia della Austen.
Seguono tre racconti in tema: Tulipani bianchi di Marco Berrettini, Un bambino di Armando Santarelli e “Incomplete” di Gloria Cirocchi.
Ambra Laurenzi, che della rivista cura la parte iconografica, propone la giovane fotografa Eleonora Catapano: in Metamorfosi l’artista lavora con la luce e il colore per ricreare con le immagini il processo di rinascita.
Come di consueto molto spazio alla poesia.
Per quella straniera Viviane Ciampi presenta Il dialogo infinito di Hubert Haddad, nato a Tunisi ma cresciuto a Parigi; Francesco Tarquini parla di Cardumen, l’antologia del poeta costaricense Rodolfo Dada uscita quest’anno in Italia; Jolka Milič ci fa conoscere il poeta sloveno Alojz Ihan; Martina Bortignon ha tradotto dei testi da Cipango, libro del poeta cileno Tomás Harris.

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