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La Biblioteca di RebStein (VI)

etretatlibraryyq7La Biblioteca di RebStein
VI. Febbraio 2010


Antonio Scavone

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Antonio Scavone – Filosofia dello scrivere (2009-2010)
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Filosofia dello scrivere (VIII) – di Antonio Scavone

Antonio Scavone

 

 

Filosofia dello scrivere (8)

     Quando si finisce la lettura di un libro si resta quasi sempre senza parole: la conclusione di un viaggio, sia pure irreale e immaginifico, o forse proprio per questo, ci lascia interdetti, ci toglie quell’entusiasmo che avevamo quando abbiamo cominciato a leggere per esempio un romanzo e non ci sentiamo appagati, o risollevati o soddisfatti, pur se quel libro ci è piaciuto tantissimo. In realtà, quel romanzo aveva cominciato a piacerci già prima, dopo le prime venti-quaranta pagine (altrimenti l’avremmo abbandonato), ma solo alla fine possiamo affermare, quasi testimoniare, quanto ci sia piaciuto e, nello stesso tempo, provare quella sensazione di epilogo e completezza perché il viaggio irreale ha raggiunto la sua meta, l’incanto che ne è scaturito si è consumato e si è altresì esaurito quel cumulo di emozioni che il romanzo ci aveva suscitato e che speravamo di accumulare ben oltre l’ultima pagina. Continua a leggere Filosofia dello scrivere (VIII) – di Antonio Scavone

Filosofia dello scrivere (VII)

Antonio Scavone

Filosofia dello scrivere (7)

     Come altre forme espressive, anche la poesia ha una sua peculiare iconografia testuale, un’inconfondibile fisionomia grafica che ci attira e ci rassicura per la “veste” o disvelamento (scritturale o editoriale) che si è assegnato o le è stato assegnato. Una poesia si presenta, di solito, con una disposizione di testo giustificato a sinistra, distinta per versi brevi, tale da occupare in senso verticale solo un terzo della pagina bianca, consolidandosi o concentrandosi in una ventina di righe. Continua a leggere Filosofia dello scrivere (VII)

Filosofia dello scrivere (VI) – di Antonio Scavone

[ANTONIO SCAVONE]

Filosofia dello scrivere (6)

     Che cos’è la drammaturgia? Come si riconosce una drammaturgia? Comunque la si voglia intendere o definire (ideologia scenica, struttura polisemica, poetica dell’atto teatrale, etc. etc.), la drammaturgia (di un autore, principalmente, ma anche quella di un progetto registico) sfugge a qualsiasi schematizzazione che abbia la presunzione, come tutte le nomenclature, di essere esaustiva.
     La drammaturgia tiene conto e talvolta privilegia la personale costruzione di atti e dialoghi che un autore conferisce alle sue opere ma può capitare, anche, che quello stile singolare e riconoscibile venga sollecitato solo in parte dall’esigenza di strutturare atti e dialoghi. Continua a leggere Filosofia dello scrivere (VI) – di Antonio Scavone

Filosofia dello scrivere (V) – di Antonio Scavone

[ANTONIO SCAVONE]

Codice_Florio_Inferno_incipit         Filosofia dello scrivere (5)

     “Chiamatemi Ismaele.(1) Qui il mare finisce e la terra comincia.(2) Ricordo benissimo come fu che cessai di dipingere.(3) Edoardo – così chiameremo un barone assai agiato e nel fiore dell’età virile.(4) Era una caldissima giornata di luglio.(5) In fondo potrei parlare un poco io, ora, le conclusioni non spettano all’autore?(6) John Franklin aveva già dieci anni ed era ancora così lento da non riuscire ad afferrare la palla.(7) Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome.(8) Nunc et in hora mortis nostrae. Amen. La recita quotidiana del Rosario era finita.(9) Erano le quattro e mezza del pomeriggio.(10) Fate attenzione a quello che ora vi racconto.(11) E tu lettore beato che non hai nulla da fare…”(12)

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Filosofia dello scrivere (I) – di Antonio SCAVONE

              Antonio SCAVONE – Filosofia dello scrivere (I)

     Si scrive per comunicare, per informare, per narrare; si è sempre scritto per testimoniare di se stessi nell’ambito verbale-letterario che assumiamo come proprio e nel contesto socio-economico che ci definisce e ci condiziona. Continua a leggere Filosofia dello scrivere (I) – di Antonio SCAVONE