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Le posizioni del “fottiti”


(Una rara icona salvifica di San Fumino di Cappadocia
mentre prova allo specchio l’omelia quotidiana per i suoi devoti)

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Per il decennale di RebStein, 2

Flavio Almerighi

Caserma Angelucci

Caserma Angelucci, sorriso di pianura sbagliato, nessuna deriva di rima, solo sbadigli di un’umanità fortemente compromessa col Piano Solo: un po’ come all’Hotel Cascino, vetri rotti e prese d’aria ovunque dentro una città paragonabile a Ravenna, e noi a portare lo stesso basco di panno tutte le stagioni. Si può andare? Dove. Quanto mi piaceva tua sorella, le mani andavano a nozze sotto la gonna, resta un tiglio maestoso coperto di nostalgia insana con queste temperature percepite. Il corpo di guardia veniva traghettato ogni sera e rientrava ogni mattina, salvo decisioni dell’ultima ora da parte dei PPG. Bastò una volta sola per fortuna fu l’anno dopo poco prima del terremoto, era il periodo in cui i Led Zeppelin giocavano coi rasta e i rasta giocano ancora con quattro reduci sciancati.

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Portatori sani

[Questi inediti di Flavio Almerighi fanno parte di un più ampio lavoro antologico che sarà pubblicato prossimamente nei “Quaderni di RebStein“. Siamo lieti di ospitare un autore che ha saputo costruire negli anni un suo autonomo e riconoscibile percorso di scrittura, viaggiando sempre “in direzione ostinata e contraria” rispetto alle mode estetiche, alle etichette critiche, agli steccati asfittici delle conventicole piccole o grandi, alle ipocrisie e agli apparentamenti di comodo. Un poeta costantemente “a(m) Margine“, che ci piace anche per questo. R.S.]

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