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Memorie praghesi

le désir est le fleuve doré qui nous roule,
rien ne fuit, rien ne meurt
mais entre nous prend source une fine lumière
quand retombe dans notre lit défait
la respiration apaisée du monde

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Le isole

Jan Skácel

Les îles

En mettant la nuit à l’envers
contre notre désir contre notre blessure
sous le ciel étoilé nous déshabillons le noir

Et même si le continent de notre espoir
devait être submergé
et que tout allait disparaître de même qu’un peu de vous

ne désespérons guère

De la mer du temps après nous émergeront
de nouvelles îles pour de nouveaux naufragés.

(Traduzione dal ceco di Jan Rubes)

Le isole

Mettendo a rovescio la notte
contro il nostro desiderio contro la nostra ferita
sotto il cielo stellato noi spogliamo il buio

E se pure il continente della nostra speranza
dovesse essere sommerso
e tutto scomparisse come anche un po’ di voi

non disperiamo affatto

Dal mare del tempo dopo di noi emergeranno
nuove isole per nuovi naufraghi.

Luce lontana

Lorand Gaspar

Lumière de loin

Je voudrais t’insuffler la fraîcheur
capillaire par capillaire
que t’enfantent le glissement de l’air
et le resserrement
des papilles          te faire des mots verts
au matin des mots
que tu aies envie de toucher de broyer
t’écrire avec les ongles dans l’âge paresseux
des roches
dans les yeux –
te convaincre de la terre.

Luce lontana

Vorrei soffiarti dentro la freschezza
capillare per capillare
partorita per te dallo scivolare dell’aria
e dal restringimento
delle papille       crearti delle parole verdi
nel mattino delle parole
che tu abbia desiderio di toccare di frantumare
scriverti con le unghie nell’età indolente
delle rocce
negli occhi –
convincerti della terra.

A ognuno il suo Bolaño

Roberto Bolaño

I CANI ROMANTICI

A quel tempo avevo venti anni
ed ero pazzo.
Avevo perduto un paese
ma mi ero costruito un sogno.
E possedendo quel sogno
tutto il resto non aveva importanza.
Né lavorare né pregare
né studiare fino a notte fonda
insieme ai cani romantici.
Quel sogno dimorava il vuoto del mio spirito.
Una casa in legno,
nella penombra,
in uno dei polmoni del tropico.
Di tanto in tanto ritornavo dentro me
e facevo visita al sogno: una statua eternata
in liquidi pensieri,
un verme bianco che si contorceva
come in amore.
Un amore senza freni.
Un sogno dentro un altro sogno.
L’incubo mi diceva: crescerai.
Lascerai dietro di te le immagini del dolore e del labirinto
e dimenticherai.
Ma a quel tempo crescere sarebbe stato un delitto.
Sono qui, dissi, insieme ai cani romantici
e qui intendo restare.

(Tratto da:
Quaderni di Traduzioni“, XII, 2012)

La Biblioteca di RebStein (LXXIII)

Tegu dumno abada

La Biblioteca di RebStein
LXXIII. Giugno 2018

etretatlibraryyq7

Yves Bergeret

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Il tratto che nomina
Cap. VIII-XV
(2010, 2018)

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La Biblioteca di RebStein (LXXII)

Tegu dumno abada

La Biblioteca di RebStein
LXXII. Giugno 2018

etretatlibraryyq7

Yves Bergeret

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Il tratto che nomina
Cap. I-VII
(2010, 2018)

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Quaderni di Traduzioni (XLIV)

Quaderni di Traduzioni
XLIV. Maggio 2018

Yves Bergeret

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Le trait qui nomme
XIII. Pensée et usage de l’espace à Koyo (2010, 2018)

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Ridare vita alla parola

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Quaderni di Traduzioni (XLIII)

Quaderni di Traduzioni
XLIII. Maggio 2018

Yves Bergeret

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Le trait qui nomme
IX. Remarques sur le treizième séjour (2010, 2018)
X. En Europe (2010, 2018)

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Quaderni di Traduzioni (XLII)

Quaderni di Traduzioni
XLII. Aprile 2018

Yves Bergeret

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Le trait qui nomme
XI. Contrejour (2010, 2018)

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Il canto di Ogo Ban

La montagna respira allungata sul dorso.
Il cielo si inginocchia vicino a lei,
si rotola su di lei, si distende sopra di lei.

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Quaderni di Traduzioni (XXXIX)

Quaderni di Traduzioni
XXXIX. Marzo 2018

Yves Bergeret

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Bégayer/Balbettare (2018)
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Balbettare

Yves Bergeret

[E’ possibile ascoltare questo testo, con tutti i suoi inserti musicali e etnomusicologici, dalla voce dell’autore sul sito e la webradio del Festival 2018 Primavera delle Arti di Montecarlo, nella trasmissione intitolata Notte del balbettamento e prodotta da David Christoffel. A questo indirizzo: Nuit du bégaiement.]

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