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Margine

Margine

Sul margine interno
della pagina, nel bianco
sabbioso che costeggia
la selva di ciò è scritto
qualcuno attende
rannicchiato
con sguardo da sordo
con ansia da miope
che la parola dica
in futuro arcaico
in un suono, con la sua voce
qualcosa
che somigli al canto
naturale degli uccelli
o almeno al rumore di uno spillo
che cade di punta sulla cresta
del mondo.

(Versione libera di Margen, 1947,
di Augusto Roa Bastos.
Immagine: opera grafica di Davide Racca.)

Sul concetto di poesia-in-atto

Lo scrivo volutamente così: poesia-in-atto perché anche la lettura dev’essere effettuata con una sola emissione di fiato, pur mantenendo distinti i tre vocaboli; la risultanza è un solo concetto costituito da tre identità concomitanti e interagenti: poesia, la creazione per moto del pensiero tramite il suono, il ritmo e la parola – in per esprimere più che uno stato in luogo una modalità e uno stare nel tempoatto per dire l’accadere qui e ora, il farsi dell’azione (e non il suo essere già accaduta). Continua a leggere Sul concetto di poesia-in-atto

Antonio Devicienti su “Hairesis”

Sul blog-rivista Il Primo Amore, Antonio Devicienti propone una lettura di Hairesis: un vero attraversamento del libro, del quale porta a galla echi e risonanze profonde grazie alla sua finezza di critico e a un’innata, naturale disposizione-vocazione all’ascolto dei testi.

Ringrazio sentitamente l’autore e la redazione tutta, a partire da Jonny Costantino che ha pubblicato l’articolo. Lo si legge qui.