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Stazioni

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Alfredo Panetta
Francesco Sassetto

Versi duri, che non concedono nulla a ricercatezze stilistiche, quelli di F. Sassetto nella raccolta Background pubblicata dalla casa editrice Le Voci della Luna. E non potrebbe essere altrimenti vista la materia delle sue liriche: paesaggi e personaggi di un Nord Est sempre più alienato, quasi dilaniato. Sassetto non giudica ma osserva, scruta, denuncia. Nelle fabbriche come a scuola, nelle sale d’aspetto delle stazioni o tra i vicoli delle città, la gente comune pare abbia perso la serenità e il senso del vivere. La crisi economica causata in parte dalla globalizzazione sbriciola la stabilità individuale e collettiva delle persone. E i nuovi immigrati sono un’ulteriore conferma del lento ma inesorabile disfacimento del nostro modello occidentale. Anche chi ha una professione, come Katia, è costretta a vendere il suo corpo per sopravvivere (Si avvicina e mi dice piano che fa l’amore/ a denaro in una casa di Mestre, ogni tanto,/ per arrotondare…). E chi in passato poteva contare sulla certezza del posto fisso, oggi deve combattere con le nuove regole del mercato globale che talvolta riserva drammatiche sorprese come nel caso degli esuberi di Trenitalia Notte (Ancora non ci crede, ripete quel biglietto…due righe d’orrore, esubero/ di personale, ristrutturazione, licenziamento….A NATALE SIAMO TUTTI MORTI).

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Background

Francesco Sassetto
Fabio Franzin

Sassetto, in questa sua esile ma densa raccolta, continua il discorso che ce lo ha fatto amare nelle precedenti, un discorso che è intimo e al tempo stesso universale; qui ritornano i tòpoi che gli sono cari: treni, binari, ritratti di persone prese nel conteggio delle proprie esistenze, sia per constatarne le sottrazioni, sia per immaginarsi scaltre addizioni, o portatori di perdite e sconfitte insanabili (molto efficace, in questo senso, e l’autoritratto crudele e disperato di uomo senza prole, condannato a crepare solo come un cane), periferie sempre più sterili di voci e calore, vagoni accalcati di un’umanità in cui si può leggere in filigrana il male di un paese, i luoghi del lavoro e della perdita dello stesso, le aule, le albe e le notti intrise di solitudine e amarezza, di quesiti irrisolti: cos’é / davvero questa sera / quest’ombra di silenzio e di spavento… figure che si impongono alla nostra attenzione, sia perché attori della nostra inquieta quotidianità, sia perché l’autore sa tratteggiarli con perizia, passione e con un amore innervato alla rabbia; mai portati sulla pagina tanto per colorarla, per far paesaggio. Continua a leggere Background

Ad un casello impreciso

Francesco Sassetto

Ad un casello impreciso di Francesco Sassetto (ValentinaPoesia) è un libro che ha il profumo di un oggetto di artigianato scoperto per caso, ma di indubbio fascino: l’autore veneziano, nato nel ’61, giunge alla sua seconda raccolta con un percorso per certi aspetti schivo, ma di notevole maturità. Questo risulta evidente già dalla prima lettura delle liriche di Sassetto, che sono costruite con uno stile maturo e definito, che privilegia il verso lungo, all’interno del quale però emerge una grande attenzione per la ricerca ritmica e fonetica, con un frequente utilizzo di rime, allitterazioni, assonanze. La bellezza di questi versi però non è tanto – non soltanto – nella tecnica di scrittura su cui sono costruiti, ma nella naturalezza del loro fluire, che rende la tecnica stessa elemento calato nella poesia senza forzatura, così da accompagnarne ed esaltarne la voce e i contenuti.

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