Archivi tag: gianmario lucini

L’orlo

Manuel Cohen

Manuel Cohen

Manuel Cohen
L’orlo
Prefazione di
Gianmario Lucini
Piateda (SO), CFR Edizioni
Collana Épos, 2014

Manuel Cohen è senza dubbio più conosciuto come apprezzato e fine critico, ma la sua opera poetica, che si compone di non molti titoli, rispecchia sul versante artistico la competenza che egli dimostra sul versante critico. La sua poetica può essere sintetizzata in alcuni parole e concetti-chiave: tradizione/innovazione, attualità/pòlis, ironia satirica/elegia, forma/contenuti. […]
Tradizione Vs/ innovazione, è il primo ambito che vorrei esporre e che per caso è anche una coppia antinomica. La tradizione è infatti ciò che quelli prima di noi hanno scritto, che in qualche modo ci dà un limite, un modello. Rigettare la tradizione e illudersi di poter iniziare ex novo, da una tabula rasa, è pura ingenuità, se ha ragione Heidegger quando ci fa notare che noi siamo “gettati” nel linguaggio – e per fortuna, altrimenti non avremmo neppure un linguaggio. Dal momento che si assorbe un linguaggio, si assorbe un modello, una cultura, dei concetti, un gusto, una tendenza. Scrollarsi di dosso questa eredità, oltre che presuntuoso, sarebbe un controsenso, un’aporia: infatti il rifiuto avrebbe un contenuto che rifiuterebbe se stesso, ossia: io uso il retaggio della tradizione per rifiutare il retaggio stesso – e, di conseguenza, non faccio altro che usare la tradizione. Continua a leggere L’orlo

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In tempi ormai vicini

assiri

Alessandro Assiri

Alessandro Assiri è un noto poeta veronese, riconoscibile da uno stile pungente e da un verso linguisticamente molto curato, vivo, guizzante e a volte ustionante. La forma da lui preferita è la satira. In questo volumetto egli rivede la storia degli ultimi decenni, anche gli avvenimenti “oscuri” e sempre nascosti dal “segreto di Stato”, che hanno fatto vittime e sparso dolore, ma che non trovano ancora responsabili diretti né mandanti, che il poeta fa in qualche modo risalire ai politici e alle istituzioni deviate (“Chi è stato è STATO“). La mannaia della sua satira mena quindi colpi velenosi, ma non avventati. Non si tratta di “anti-statalismo” ma di desiderio di giustizia.

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Winterreise – La traversata occidentale

Manuel Cohen

Sappiamo che la veste letteraria è analoga alla camicia di Nesso, il poeta è prigioniero nella sua prigione linguistica e stilistica. Ma questa prigione linguistica altro non è che una formazione reattiva (intendendo questo termine nell’accezione freudiana di «sintomo», comportamento abreativo complementare al comportamento del rimosso latente) che si pone di fronte alla ferita (la blessure originaria) da cui nasce la scrittura letteraria. È il disordine sottostante che Manuel Cohen tiene a freno mediante una accorta vigilanza stilistica che si pone come una vera e propria contro riforma stilistica pur se dimidiata e rimodernata alla maniera «antica». Continua a leggere Winterreise – La traversata occidentale

L’emozione dell’aria

Lucetta Frisa

La nuova silloge di Lucetta Frisa è, evidentemente, un omaggio alla musica della modernità, dal Rinascimento, con Tomàs Luis De Victoria e Frescobaldi, fino alla musica contemporanea, col grande svizzero Olivier Messiaën e il fenomeno culturale che Strawinskij considerava la vera novità nel campo della musica contemporanea, ossia la musica afro-americana. “L’emozione dell’aria”, chiama l’autrice la musica, o, nella poesia Basso ostinato, “desiderio senza parole”, sottolineando così la parentela spirituale della sua poesia (che sarebbe, pertanto, il “desiderio con le parole”) con la vocazione innata all’universalità e alla totalità (di adesione ad essa) e pertanto si deve intendere, per “desiderio”, quel sentimento di espansione capace di sopperire ai limiti e alla pesantezza della materia, del corpo, per realizzare in sé una pienezza già oltre-esistenziale. Continua a leggere L’emozione dell’aria

La parola e la cura

Valeria Serofilli
Gianmario Lucini

Questa poeta (…) mostra, nella sua scrittura, la costante ricerca di una mediazione fra forma e contenuto. La sua è una scrittura che non intende rinunciare a una forma che punta diritta all’eleganza (della prosodia) ma nello stesso tempo si pone in modo incessante il problema del contenuto – aspetto questo che probabilmente la poeta mutua, per sua stessa ammissione, da una frequentazione della poesia di Mario Luzi, che ella ammira e che considera suo costante punto di riferimento. Va precisato che la forma curata dalla Serofilli non si basa affatto sul canone prosodico tradizionale: l’autrice usa il verso libero e non si cura di raggruppare i suoi versi in modo particolare, secondo gli schemi tradizionali (non troveremo sonetti, quartine o stanze né strutture di endecasillabi e settenari). L’aspetto che incuriosisce e che vale la pena di esaminare è la sua capacità di conciliare in una struttura qualcosa che all’apparenza non osserva nessuna regola. In altre parole: la capacità di stare dentro la tradizione ma nello stesso tempo sentirsi libera e non vincolata a nessun canone.

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Perché un ordine antico è sconvolto – Gianmario LUCINI

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(Michele Guyot Bourg)

Testi inediti di Gianmario Lucini

Io sono Giobbe e parlo dal passato.
Icona e mito,
àfono
chiamo per nome la Giustizia.
Troppi uomini saggi hanno svuotato gli oceani
e non abbiamo che baratri. Continua a leggere Perché un ordine antico è sconvolto – Gianmario LUCINI