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The map on my fingertips: su “La riproduzione dei profili” di rosmarie waldrop

Eduardo Chillida: Gravitación. Elogio del agua, 1987.

Nella collana Le Meteore di Finis Terrae (marchio quest’ultimo dell’Editrice Ibis) compare un altro libro di eccezionale valore: La riproduzione dei profili di Rosmarie Waldrop (Como-Pavia 2020) curato e tradotto da Maristella Bonomo.
Voglio soffermarmi, dapprima, proprio su quest’atto di curare e tradurre un libro: è caratteristica della collana che «lo sguardo [sia] rivolto al di fuori dei confini italiani. Si pubblicano raccolte di autori stranieri, viventi e non, che non siano ancora o non siano da tempo presenti sul mercato italiano. Le traduzioni vengono “regalate” alla collana dai traduttori che propongono di volta in volta i libri e se ne fanno carico» – così si legge nella presentazione della collana in fondo al volume e, in effetti, Maristella Bonomo traduce (e scrive in chiusura una Nota di traduzione) con inappuntabile e appassionata professionalità e partecipazione sia intellettuale che emotiva, atteggiamento necessario per raccogliere la sfida di un’opera come questa. Continua a leggere The map on my fingertips: su “La riproduzione dei profili” di rosmarie waldrop

Scritto 54

Pierre Tal Coat, Comme si en marche (acquaforte e acquatinta, 1980).
Pierre Tal Coat: Comme si en marche (acquaforte e acquatinta, 1980).

Quando Luigi Nono ebbe letto sul muro di un convento francescano toledano la frase «Caminantes, no hay caminos, hay que caminar» ne fu così folgorato che vi riconobbe il proprio stesso atteggiamento artistico ed esistenziale e ne trasse il titolo della sua opera del 1986-1987 per la quale scelse, anche, i versi iniziali del De causa, principio et uno di Giordano Bruno – “viandante attraverso l’infinito” annotava con ammirazione Nono a proposito del Nolano (e, tra i versi scelti dal compositore, riporto questi: «Errantes stellae, spectate procedere in orbem / Me geminum, si vos hoc reserastis iter»).
È l’andare il senso e il valore dell’esistere, l’erranza in una Toledo interiore che, accogliendo qui suggestioni provenienti da altri appunti di Luigi Nono sulla medesima opera, si fa El Andaluz, regione di tre civiltà, che si connette a Venezia, altra soglia tra Occidente e Oriente.

«L’oreille intérieure l’oreille de l’immagination c’est l’etoile polaire du compositeur» / L’orecchio interiore l’orecchio dell’immaginazione è la stella polare del compositore (E. Varèse, Liberté pour la musique, 1939) continua ad annotare Nono: lo stesso vale per chi scrive.

Scritto 41

Irma Blank: Orizzonte, 2005 (penna a sfera su poliestere)

Visioni di Delft… oppure “breve saggio sulla suggestione del nome” – dal momento che, letteralmente smarrendo sé stessi, nel contemplare la Veduta di Vermeer ci si avventura traverso luoghi della mente guidati dalla forza quasi magica del nome (Delft / Vermeer) che, eccedendo il mero dato storico e geografico, diventa città del pensiero e il pensiero si esercita nel giuoco dei rimandi e delle concatenazioni. Continua a leggere Scritto 41

Insurrezione del libro

Antonio Devicienti

Ma i morti per violenza battono
nocche di granito sulla soglia
del libro,
pretendono esso agonizzi nella colpa
irredimibile di chi non
s’oppose alla violenza.

Non sarà perdonato il libro,
neanche fosse capace di elencare
uno a uno
i loro nomi.

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