Archivi tag: giorgio di costanzo

Ricordando Franco Cavallo

franco-cavallo-1 Franco Cavallo

(da: L’alfabeto dei numeri,
Edizioni di “Altri Termini”, 1981)

5, 6, 7, 8,
per Cinque
per Sei
per Sette
per otto
lo spostamento verso est
avviene
attraverso una palude misteriosa
costellata di scheletri
di
mohicani

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Il ritorno di Carson McCullers

Giorgio Di Costanzo dedica due splendidi post alla figura e all’opera di Carson McCullers, riproponendo la recensione di Caterina Riccardi (il manifesto, 6 marzo 2009, ora qui) e quella di Marisa Bulgheroni (Lo Straniero, n. 104 – febbraio 2009, ora qui) alle recenti riedizioni, rispettivamente, di Riflessi in un occhio d’oro (Reflections in a Golden Eye, 1941) e Il cuore è un cacciatore solitario (The Heart Is a Lonely Hunter, 1940). Continua a leggere Il ritorno di Carson McCullers

Non sempre ricordano – Patrizia Vicinelli

“Roberto a Casablanca è stato il primo a morire,
è santo morire se si stava cercando qualcosa
“la vita vale giusto questo”,
ridono divertiti i rivenditori
e sanno di poter chiedere di più”

801nonsempre Dopo Vittorio Reta e Corrado Costa, fuoriformato prosegue la sua “restituzione” dei poeti di una generazione perduta, quella che non attraversò indenne il versante tra anni Settanta e Ottanta. Patrizia Vicinelli ne fu l’anima più combattiva e autodistruttiva: un vero kamikaze dell’esperienza – tossicodipendenza, carcere, lunghi anni di latitanza, «miraggi pieni di luce», tragica morte per aids – prima che della scrittura. Continua a leggere Non sempre ricordano – Patrizia Vicinelli

Il dolore in una stanza

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“La mansarda in cui vive è nel cuore della vecchia Roma, a due passi da Piazza Navona. È molto piccola, solo un lungo corridoio e una stanza, con il letto e il tavolo da lavoro. Dalla finestra c’è la visione molto suggestiva che ci si aspetta: una fuga di tetti e tegole. Il silenzio è compatto, assoluto. L’ultima luce del pieno pomeriggio invernale scorpora lentamente la sagoma ai pochi oggetti che stanno intorno: le pareti foderate di libri sono una massa incerta, sfumata, irreale. Resta solo la sua voce; e qualche volta, la sua risata. La voce è gutturale e affrettata, come di chi ha dovuto ricavare l’italiano da un’esperienza plurilingue e cosmopolita.”

E’ l’inizio di uno splendido articolo/intervista di Renato Minore che ha per protagonista Amelia Rosselli. Pubblicato su “Il Messaggero” del 2 febbraio 1984, viene riproposto integralmente da Giorgio Di Costanzo sul suo blog. Da leggere assolutamente.

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Anna Maria ORTESE – Orrore e poesia del reale

Si terrà domenica 9 marzo 2008 a Ischia il convegno

ANNA MARIA ORTESE
dieci anni dopo

Orrore e poesia del reale nell’ultima visionaria

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(clicca per ingrandire)

Curata da Giorgio Di Costanzo, la giornata di studio prevede, tra le altre iniziative, interventi di:

Luca Clerici
(Il lungo viaggio di Anna Maria Ortese)
Giorgio Di Costanzo
(“Mio fratello bambino” – Lettere a un giovane ischitano)
Goffredo Fofi
(Le voci inascoltate)
Franz Haas
(“Un solo libro ho scritto”: Anna Maria Ortese e il suo romanzo Il porto di Toledo)

[Ogni ulteriore informazione (sul convegno, sulla figura e l’opera di Anna Maria Ortese, e su parecchio d’altro) è disponibile sul blog In sonno e in veglia.
Cfr. in particolare qui, qui, e qui.]

Sinesteatronica in fieri – Ricordo di Gianni TOTI

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… Il continuo spostamento da un’area semantica all’altra è ormai la condizione creativa minima per poter continuare a “descrivere l’universo” e contemporaneamente a “continuarne la creazione”, e la critica estrema del pensiero può essere perseguita proprio dai linguaggi artistici in lotta permanente contro se stessi e le proprie soglie critiche.

(Da una lettera di Gianni Toti a Giorgio Di Costanzo datata maggio 1987)
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