Archivi tag: giorgio morale

Horcynus Orca

I primi quaranta anni di un capolavoro
della letteratura italiana del secondo Novecento

Stefano D'Arrigo S. D'Arrigo in un disegno di Bruno Caruso

Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo
nella lettura di Giorgio Morale

Prima parte
Seconda parte
Terza parte

Come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?

Todesfuge
Viva la Scuola, la rubrica settimanale curata da Nives Camisa, Giorgio Morale e Roberto Plevano sul blog La poesia e lo Spirito, è uno dei pochissimi appuntamenti irrinunciabili della blogosfera italiana, un autentico servizio pubblico, democratico e pluralista, che restituisce la “rete” tutta alla sua funzione preminente di informazione e di partecipazione, ossia alla sua ragion d’essere e alla sua dignità – sempre più offesa e vilipesa dal proliferare inarrestabile di spazi virtuali votati allo spaccio di inutile paccottiglia autoreferenziale, funzionale al mantenimento dello status quo, al disimpegno e all’idiozia imperanti.

Il numero odierno è dedicato alla Shoah e al rapporto tra “memoria e istituzione scolastica”, a quel dovere della memoria che ci riguarda tutti, consapevoli comunque, come dovremmo sempre essere, che “La Shoah non può essere imposta dall’alto, per circolare ministeriale… Non sono cose che si possano imporre per decreto. Attento a chi vuole imporre dall’alto il Dovere di ricordare. Quando s’impongono cose dall’alto, il ribellarsi è giusto… Adesso bisogna trovare il coraggio di dire che il fascismo non è solo Salò e l’Italiano, ebreo e non, è stato Fascista.”

(Leggi l’intero articolo qui…)

Il sistema ciellino in Lombardia

Giorgio Morale

[…] Così le Regioni governate da uomini di CL o con uomini di CL in posti chiave garantiscono favori a banche che garantiscono conti correnti e linee di credito a condizioni di favore ad associati CDO. A Milano questa pratica è stata inaugurata sin dal 2003 con un accordo tra CDO e Banca Intesa, fautore l’attuale ministro Corrado Passera, già amministratore delegato di Banca Intesa e ospite abituale del meeting ciellino di Rimini, di cui la stessa BI è sponsor ufficiale. Analoghe relazioni privilegiate e conseguenti accordi e convenzioni di favore oggi sussistono tra CDO e Unicredit, Monte dei Paschi, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare, Banca Regionale Europea, Cariparma e altre banche locali.

La CDO, con un bilancio che viene stimato in oltre 70 miliardi di euro, riunisce oggi oltre 36.000 società di cui circa il 50% in Lombardia. Forti presenze anche in Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Lazio, Sicilia e, all’estero, in 25 Paesi, tra cui Svizzera, USA, Canada, America Latina. Conta 36 sedi in Italia e 16 all’estero. In Lombardia la CDO ha più associati che l’Assolombarda e tre membri nel consiglio direttivo della Camera di commercio di Milano. […]

(Leggi l’intero articolo qui…)
(Tratto da “Lo Straniero“, N. 144 – Giugno 2012)

Valter Binaghi, I custodi del talismano

Giorgio Morale

La storia inizia con l’alba di un nuovo giorno: “Stamani la valle è un soffice letto di nuvole che inizia già qui, dietro la capanna, e inghiotte tutto quanto è vita e colore fino al cielo. Solo qualche cima aguzza d’abete sporge dalla coltre vaporosa. Niente montagne, lassù: il mondo intero è nascosto dalla sostanza impalpabile eppure gonfia d’acqua”. Ci senti la natura che respira, la consistenza degli elementi. E c’è un risveglio in questa mattina nebbiosa, di un druido e del suo discepolo, e il lettore frastornato dall’oggi si domanda cosa c’entri questo con lui e con il tempo che vive. Domanda che alimenta il sospetto che si tratti di un revival mitologico quando legge di un tempo in cui “i Celti abitarono terre lontane e inaccessibili… e avevano nei druidi i fedeli custodi delle leggi, della profezia e del sacrificio…”.

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Taci, il governo ti ascolta (III)


 

EMERGENZA SCUOLA

L’importante è che nessuno lo sappia, soprattutto i diretti interessati. Altrimenti non sarebbe così semplice licenziare l’equivalente dei lavoratori di tutti gli stabilimenti Fiat e di tutto il petrolchimico italiano: 150 000 persone, in cinque anni. (Francesca E. Magni / Lorenzo Galbiati)

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Oblò – di Jean Charles d’Avec Sommeils

Oblo

J. C. d’Avec Sommeils
Oblò, postfazione di Paolo Albani, Faloppio, LietoColle Libri, 2009.

Idrolitina

Ma che fricassea di freak
ma che sformato d’interiora
passiflora in salsa di Ermione.
Niente muse musone
upupe impagliate
distillato in barrique
mitopoietico.
Meglio una bustina
il solletico al palato
col pizzicore
che fa l’Idrolitina.

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Paulu Piulu – di Giorgio Morale

[GIORGIO MORALE]

Paulu Piulu copertinaA distanza di qualche mese dall’uscita di Acasadidio (qui), l’editore Manni ripubblica in formato e-book (scaricabile gratuitamente qui) il romanzo di esordio di Giorgio Morale, Paulu Piulu. Nel salutare questa meritoria iniziativa che rende disponibili opere non sempre facilmente accessibili, colgo l’occasione per ripubblicare qualche pagina di questo splendido libro. Morale riesce a trasformare il ricordo dell’infanzia siciliana in un racconto di valenza e portata universale, non solo per quanto attiene alla dimensione visibilmente simbolica del testo. Operando una sorta di mimesi regressiva, egli porta la voce narrante all’altezza dello sguardo del bambino, restituendoci il disegno complessivo di una visione che, immagine dopo immagine, si fa racconto, vicenda che contiene, in un abbraccio affascinante e inestricabile, la genesi di una coscienza e il mondo che essa ricrea attraverso le suggestioni di una parola poetica strappata al sonno profondo di un’oralità dismessa e dimenticata.

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Giorgio Morale =Autoreverse= Francesco Forlani


(Constance Dowling // Cesare Pavese)

Ci sono culture che vegetano a un gradino inferiore della storia e per esse il problema di maturare, di assurgere a quel virile tragico istante che è l’equilibrio dell’individuale e del collettivo, è lo stesso che per l’anarchico ribelle in calzoni corti il problema di crescere tragico eroe, consapevole della storia. (Cesare Pavese)

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Acasadidio – di Giorgio MORALE

“Innumerevoli come i granelli di sabbia del mare sono le passioni umane e tutte dissimili tra loro e tutte, basse o elevate che siano, da principio ubbidiscono all’uomo e poi ne diventano le terribili dominatrici. Beato colui che si sceglie la passione più bella fra tutte”
(N. Gogol, Le anime morte)

 

Tratto da: Giorgio Morale, Acasadidio, di imminente pubblicazione presso Manni Editore.

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Avola, 2 dicembre 1968

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(Avola 1968, dal sito Brianza Popolare)

Su quella statale centoquindici, su quel terreno della Chiusa di Carlo, all’improvviso sparò e sparò la polizia contro i lavoratori scioperanti per il rispetto dei contratti, contro l’ingaggio di mano d’opera in piazza, la prepotenza dei padroni e caporali. Saltarono i muretti, corsero per la campagna dell’inverno, sotto i rami spogli, caddero morti a terra Scibilia e Sigona, caddero i feriti.
(Vincenzo Consolo, L’olivo e l’olivastro)

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Horcynus Orca di Stefano D’ARRIGO nella lettura di Giorgio MORALE (III)

Da: Stefano D’Arrigo, Horcynus Orca, Milano, Mondadori, 1975.

[…] “Oooh…oh… Oooh…oh…” gridava ‘Ndrja, spronando gli sbarbatelli e a Masino, lì davanti, gli gettava il fiato acceso sulla nuca.
Fu come se in tre, quattro vogate si mangiassero tutto il mare disponibile fra la banchina e la portaerei. Avevano pigliato una tale vogata, quei vogatori di mucco, una vogata d’una potenza tale, che aveva del misterioso, come se abbuiando alla lancia fosse spuntata un’anima, come una spina dorsale fra poppa e prua, un’anima, in forma di coda d’orcaferone, e spinta da questa, corresse sulle acque, via via che queste s’ottenebravano.
“Oooh…oh…” Continua a leggere Horcynus Orca di Stefano D’ARRIGO nella lettura di Giorgio MORALE (III)

Horcynus Orca di Stefano D’ARRIGO nella lettura di Giorgio MORALE (II)

Da: Stefano D’Arrigo, Horcynus Orca, Milano, Mondadori, 1975.

[…] ‘Ndrja andò poi a sbrigare la parte più scabrosa di saluti, scabrosa perché scabrosa era la personella che doveva salutare.
Marosa era comparsa sulla porta col viso già rigato di lagrime: s’appoggiava con un braccio allo stipite, la faccia inclinata su quel braccio e piangeva, lo guardava e forse non s’accorgeva nemmeno di piangergli in faccia. Era desolata, come se ora restava orfanella, sola al mondo. Però, quando ‘Ndrja incontrò i suoi occhi, issofatto le si ribellò accoratamente il pianto e sparì dentro casa; ‘Ndrja però, entrò dietro a lei e in un passo, l’afferrò tirandosela fra le braccia: solo allora vedette che aveva fra le mani il cestino coi centrini e vedette che ci piangeva col capo dentro.
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Horcynus Orca di Stefano D’ARRIGO nella lettura di Giorgio MORALE (I)

Stefano D’Arrigo, Horcynus Orca, Milano, Mondadori, 1975.

… ripigliò a muoversi scuroscuro all’orbisca e inaspettatamente, fatti pochi passi, trovò finalmente uno sbocco sulla marina: sentì sulla faccia una leggerezza d’aria, l’oscurità davanti sgombra di case, e il respiro del grande animatone gli soffiò all’orecchio e gli si girò intorno come un filo sottile, in giri e giri di fili di bava che si pietrificava, come filamenti di una conchiglia che andavano e venivano con gli echi della sua animazione misteriosa e immensa. Se lo immaginò così, lo scill’e cariddi, con una sensazione fisica strana di disorientamento, come non lo ricordasse più come e dove era o come non fosse più, a causa di qualche nuovo, nuovo e ogni volta sempre peggio, terremoto, o più precisamente terremaremoto, dove e come lui lo ricordava, un animatone sgomentevole che col suo squasso di respiro occupava ogni tenebre, passaggio, apertura o spiraglio, tra lì e l’isola. Continua a leggere Horcynus Orca di Stefano D’ARRIGO nella lettura di Giorgio MORALE (I)

Elle – di Giorgio MORALE

Pirulin, Pirulin piangeva

“Ho scoperto un locale vicino via Torino. Si può bere e ascoltare musica” disse Elio.
Fu una sera dopo il pasto alla mensa universitaria, prima che il gruppo s’abbandonasse alla solita deriva. Andarono anche Vincenzo e Mariarosa, Cecè, Lux ed Elle. Le stradine erano strette e potevano camminare solo appaiati.
I contorni di quella sera sfumano. I discorsi, aggrovigliati, si succedettero senza ordine apparente. Forse ci fu un rimprovero a Paolo, al suo essere taciturno. Forse, in contrasto con la vivacità del rimprovero, o come proiezione della tristezza di Paolo, prese vita la seguente confessione.

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