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Jolanda Insana: la viva turbativa.

Jolanda Insana

Manuel Cohen
Jolanda Insana

LA VITA (super)NOVA.
SCHEGGE DI POESIA ITALIANA.
N. 1

Jolanda Insana

“E uscendo alquanto del proposito presente, voglio
dare a intendere quello che lo suo salutare in me
vertuosamente operava.”

(Dante Alighieri, Vita Nova, capitolo X)

Jolanda Insana: la viva turbativa.

Se si considerano le antologie degli ultimi decenni, comprese quelle più serie o esposte a  recenti tentativi canonizzanti (Testa, 2005; Piccini, 2005) o quelle di posizionamento o establishment (Cucchi, Giovanardi, 1996; ed.ac. 2004) si scopre con non poco stupore che una delle voci più originali (viene da dire: irriducibili) della poesia nostrana ne sia rimasta fuori. La cosa pone qualche interrogativo e più di un dubbio su come le crestomazie siano state curate, in base a quali criteri, a quali logiche, a quale gusto; perché è lecito chiedersi come mai le vengano talvolta preferite voci palesemente più modeste, o comunque di pari dignità, e come mai questa autrice non figuri tra le più (ma anche tra le meno) gettonate dagli antologisti dell’ultimo trentennio, quali Cavalli, Copioli, Frabotta, Lamarque, Merini, Spaziani, o le più giovani Valduga e Anedda. Continua a leggere Jolanda Insana: la viva turbativa.

Tempo di mutezza

Marco Ceriani
Vladimír Holan

Di seguito troverete le prime pagine di un ragguardevole saggio di Marco Ceriani su Vladimír Holan, unitamente a una selezione di testi poetici dell’autore ceco. Tutto il materiale presentato è tratto dalla rivista “Istmi“, per la precisione dal numero 21-22 del 2008, “Tempo di mutezza“, interamente dedicato a Holan. Il volume contiene, oltre al citato saggio, una biografia, curata da Vlasta Fesslová, e 53 poesie da “Předposlední” (“Penultima“), la più parte tradotte da Ceriani in collaborazione con Giovanni Raboni.
Questo post vuole essere anche un augurio di buon proseguimento rivolto allo stesso Ceriani, impegnato in un immane lavoro critico-filologico-traduttologico sull’intero corpus dell’opera di Holan – lavoro sul quale spero, quanto prima, di poter dare ulteriori ragguagli. (fm)

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Memoriré

Marco Ceriani

Per la morte noi siamo la sintassi
dell’ardesia che serve alla lavagna
per scrivere parole con due sassi
e d’uno farne un ponte sullo stagno…

Per la morte, la cengia sotto il vòlto
che si fa da via maestra strada chiusa
per un ponte che scavalca d’un sol colpo
l’artiglio rissoso della chiusa!

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La traccia indelebile (III) – Mario RAMOUS

Mario Ramous
(Milano 1924 – Bologna 1999)

     Mario Ramous è stato « uno dei poeti più consapevoli e tecnicamente più agguerriti non soltanto della sua generazione (la stessa, per citare alcuni nomi, di Giudici e di Zanzotto, di Pasolini e di Testori) ma, in generale, degli ultimi decenni del ‘900.
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