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Gort 8


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Puntata numero 8 / Ciò che è

Non si può dire che Wang Wei sia “naturale” ma, a prima vista, è assolutamente semplice. E come lui altri. Anche se con gradi maggiori di spontaneità, come Li Po. L’universo dentro cui girano le loro meravigliose poesie è però taoista, buddista, zen. Tutto è sempre allegoria, perché tutto (o quasi) sta sempre per qualcos’altro.

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Gort 7

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La fine che avrei sempre voluto vedere nei film di fantascienza

Se sapessi scrivere, scriverei un libro che contiene un solo essere umano. Un libro di estinzioni avvenute. O di avvenimenti estinti. Il libro magari potrebbe funzionare anche senza l’essere umano. Solo con piante, animali, onde, erbe e gas. Ma l’essere umano attrae l’essere umano. Così avrei maggiori possibilità di venderlo. Altrimenti dovrei scrivere un libro su piante, animali, onde, erbe e gas. Ma dove piante, animali, onde, erbe e gas fossero i protagonisti e parlassero di sé in prima persona. Un libro senza pensieri e senza argomenti. Certo, un sospiro di sollievo. L’albero non argomenta. L’albero è. Bisogna andarlo a sentire di persona.

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Gort 6

Puntata numero 6 / Universi, pluriversi, astroversi


Chi scrive poesie, dicevo, sottintendevo (qui), dovrebbe avere una sorta di mentalità scientifica. Ma non è del tutto giusto.

Lo scienziato non crede nel dogma, non ha “idee” ma cerca la “realtà”. La “cosa”, quindi, in sé. Empiricamente. Con il metodo. Quando tutto torna, allora va bene. Sempre tenendo presente che questo va bene è un passo in più e non un punto d’arrivo.

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Gort 4

Puntata numero 4 / Taoemi


Secondo i maestri antichi, chi scrive poesie avrebbe le seguenti qualità, o capacità:

入林不動草
入水不立波

nel bosco non muove erba
nell’acqua non alza onda

Ma queste caratteristiche sono, ancora una volta, l’espressione di un’idea di poesia che è sentiero nel cammino delle cose. La parola non deforma le cose che vede, non le trascende, non ne fa allegorie e, soprattutto, non le spiega. La parola è la cosa. Solo così può non disturbare o non muovere l’erba. O può non provocare un’onda, un’increspatura nell’acqua. Perché la parola è erba ed è acqua.

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Gort 3

Puntata numero 3 / Un tentativo di poesia oltre i recinti umani secondo Gomringer


Oggi, soprattutto, chi scrive poesia dovrebbe essere, soprattutto, un astronomo. Κόσμος era, per i greci e gli indoeuropei, mettere ordine. E bellezza, quindi, di ciò che è ordinato. O meglio di ciò che ha un equilibrio – in greco ισορροπία, da ρέπω, verbo fratello del latino tendere, da cui teso ma anche tentare. Il cosmo è quindi un tentativo di stendersi parimenti ovunque. Un equilibrio.

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Gort 2

Puntata numero 2 / Un contributo di Thoreau


La letteratura inglese, dall’epoca dei menestrelli fino ai Lake Poets – inclusi Chaucer, Spenser e Milton, e persino Shakespeare – non dà vita a un canto fresco, e in questo senso naturale. È una letteratura sostanzialmente addomesticata e civilizzata, che riflette la Grecia e Roma. La sua natura si limita a un bosco verde, il suo eroe selvaggio è Robin Hood. Contiene molto amore per la Natura, ma poca Natura in sé. Le sue cronache ci informano su quando si sono estinti gli animali selvaggi, ma non l’uomo selvaggio che vive in lei.

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Gort 1


Puntata numero 1 / Introduzione alla questione


Affondato nella cultura umanistica, per me leggere era sinonimo di romanzo. Narrativa. In generale: letteratura. Non di poesia. La poesia non è letteratura. E forse nemmeno lettura. Certo, c’è la voglia, direi la necessità, di uscire dalla pozza fonda d’ignoranza e decifrare l’assemblaggio dell’universo in cui siamo immersi e di cui siamo il prodotto. La madre è la materia. Fisica, biologia, matematica. Come funziona un albero. Come respira un filo d’erba. Gli ingranaggi ossei. Le idrometeore.

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