Archivi tag: graphos

Il mese dopo l’ultimo (II)

Marco Ercolani

«Ognuno sa che in un seguito di anni comuni, normali, talvolta quel grande eccentrico che è il tempo crea dal suo seno altri anni, diversi, particolari, degeneri, ai quali – come un sesto, piccolo dito in una mano – cresce da qualche parte un tredicesimo, falso mese. […] Altri paragonano questi giorni ad apocrifi segretamente introdotti fra i capitoli del grande libro dell’anno».

(Bruno Schulz,
Le botteghe color cannella)

 

Un romanzo smarrito

Continua a leggere Il mese dopo l’ultimo (II)

La lettura impossibile

Giuseppe Zuccarino

William Hazlitt asseriva, perentorio: «Il più grande piacere della vita è quello di leggere». Tale giudizio appare per molti versi giustificato e difendibile, anche se la difesa dovrebbe ricorrere, in prevalenza, ad argomentazioni di carattere soggettivo, non necessariamente persuasive o generalizzabili. Il fascino di quella pratica singolare che è il leggere è comunque, per le non poche persone che ad esso sono sensibili, indubbio, e legato alla possibilità quasi magica di dar vita alle pagine del volume, di attualizzarle e di assimilarle, trasformandole in una componente a volte essenziale del proprio immaginario e della propria cultura.
     Ma esiste una semplice lettura, oppure essa è inevitabilmente complicata da una serie di problemi e assillata da doppi fantasmatici? L’ipotesi che saremmo inclini ad avanzare è appunto quella che – se non si vuole concepire la lettura come un processo puramente subìto, che susciti in chi vi si dedica una sorta di adesione incondizionata, o magari uno stato quasi ipnotico e sonnambolico di trance – si dovrà necessariamente pensare ad una diversa e più attiva forma di coinvolgimento nelle parole scritte. Ciò condurrà forse fino a intravedere, al tempo stesso, una prima difficoltà. Continua a leggere La lettura impossibile