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Reparto C, Stanza N. 13

Reparto C, Stanza Numero 13

Tratto da:
Francesco Marotta
Hairesis (2007, 2016)

sotto il ventre dove il delta si schiude in
carne che riempie la bocca e
qui dentro sepolti di grida la pelle al macello s’accende
la morsa l’effetto un rosa discreto saluta la rena
come fosse un giardino che danza
una madre distesa sul fianco
che lega alle cose un vagito l’orma di un piede senz’aria

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Per costringere la morte tra due accenti

è questa la stagione di rinascere in ogni luogo
e, silenziosi, trascinare nei sandali
la breve eternità di una foglia,
una carezza

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Prima del diluvio, 10

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Francesco Marotta

Ars Poetica

note per improvvisate metafore
vagando tra storie che sfumano in acque di eventi interdetti
tumescenza per troppo furore
passando in rassegna
ectoplasmi di neve
e si fugge
solo intuibile l’ubiquità di certi bagliori
adiacenze di tregua nel buco del culo del mondo
dove le foglie reclamano spazio
ai cieli consunti in deliri di tenebre acerbe
ingiunzione a stremare l’interno
la vita vissuta per interposta persona
che pende
riprende lo slancio
s’avvita nel vortice di minute torsioni
intenzioni di stile
emozioni
l’età che ritratta umbratili vuoti
eiacula ritmi di sensi straziati
l’immagine si fissa nel gioco
la luna che ha sete avvicenda rumori
tu dici del verbo dovrebbe segnare l’inizio e alla fine
ultimarsi nel gergo
controllare sintassi di simboli
epigrafici grumi di fango
orme di esistere ai margini
comunione di sguardi tra sangue e altro sangue
e forse incede
resiste
ci sarà qualche gesto un solco più fondo
un fiore nell’implume materia
sutura di un grido
un accento di luce scampato a fluenze
di lacrime
e
merce

Natura morta con ciuffi d’erba e roseti

“tu dici del verbo dovrebbe
segnare l’inizio e alla fine
ultimarsi nel gergo
controllare sintassi di simboli
epigrafici grumi di fango
orme di esistere ai margini
comunione di sguardi tra sangue
e altro sangue
e forse incede
resiste
ci sarà qualche gesto
un solco più fondo
un fiore nell’informe materia
sutura di un grido
un accento di luce scampato
a fluenze
di lacrime
e
merce”

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Take some of my water

Ringrazio di cuore Rosa Pierno e Margherita Ealla che hanno voluto dedicare una nota di lettura a due miei vecchi lavori pubblicati in rete. Le loro parole sono doni tanto inaspettati quanto particolarmente preziosi e graditi.

La recensione di Rosa prende in considerazione Hairesis (qui il testo negli e-book di “Poesia Italiana” di Biagio Cepollaro); quella di Margherita riguarda Il dono di Eraclito (qui il testo nella sezione “Tracce pdf” della Dimora).

Un abbraccio ad entrambe.

Testimoni silenziosi

(Tratto da: Hairesis, Milano, Biagio Cepollaro Edizioni, E-book “Poesia Italiana”, 2006)

                             Conosco dimore
                             dove vivono genti del sud

                             uomini antichi
                             solcati da penombre di silenzio.

                             Li ho visti entrare
                             in ogni pianto.
                             Presenti al dolore di ogni sera.

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Dopo lo tsunami – Canto per la notte di capodanno

deserto-1.jpg

Dopo lo tsunami – Canto per la notte di capodanno
(Tratto da: Hairesis – 2004/2005, E-book, Milano, Biagio Cepollaro Edizioni, 2007)

rovine aperte al nulla del risveglio
aborti di rose nel grembo umido dell’alba
che rampica latrine e
accende lumi su terre di naufragio   un faro Continua a leggere Dopo lo tsunami – Canto per la notte di capodanno

Trapassi – di Paolo FICHERA

dimore3.jpg

I testi di Paolo Fichera sono tratti dal suo blog http://www.cattedrale.wordpress.com

All’autore, un grande e commosso grazie.

*

Trapasso #1

Il frammento disteso dei giorni

per Hairesis di Francesco Marotta
prima della lettura ora nel trapasso Continua a leggere Trapassi – di Paolo FICHERA

Vom Haus der ausgesetzten Zeit

Oasi

 

Vom Haus der ausgesetzten Zeit
(Dalla dimora del tempo sospeso)

 

I.

am Äußersten der Pupillen
wo das Zimmer in flachen Nebelschwaden verschwimmt
beobachtet ein Kind nachdenklich den Schattenschleier
der mein Gesicht
in fiebrig kummervollen Zügen neu zusammenfügt –
ich spüre seine Augen Risse am Horizont schließen
und meine Stimme, einen schwachen Gruß flüsternd,
in tränenloses Erstaunen zurückfallen,
Kadenz aus Seufzern, Klangknäuel
das gnadenlos am Wegrand strandet
seiner Jahre, so kurz an Tagen – Continua a leggere Vom Haus der ausgesetzten Zeit