Archivi tag: ilaria seclì

Selezione da “L’Impero che si tace” di Ilaria Seclì

Avevo chiesto a Ilaria Seclì alcuni testi tratti dalla sua opera più recente L’Impero che si tace (Giuliano Ladolfi Editore); ecco la sua scelta – un grazie a Ilaria da parte della Dimora del Tempo sospeso che ha già avuto la gioia di ospitare la sua scrittura.

Continua a leggere Selezione da “L’Impero che si tace” di Ilaria Seclì

Nell’esilio / Ilaria Seclì: L’Impero che si Tace

Non si legga L’impero che si tace (Borgomanero, Giuliano Ladolfi Editore, 2019) come un libro di poesia o, peggio ancora, di prose poetiche.

Lo si legga, invece, come una rincorsa del respiro e con una rincorsa del respiro, con la certezza che il linguaggio è capace d’inventare mondi e che la bruttezza violenta del cosiddetto reale s’inceppa ed è in affanno e si rivela ancora più (pericolosamente) stupida e ingiusta se si frange contro un libro come questo.

Lo si percorra camminando sulle mani e con i piedi che hanno il cielo come abisso (ricordate Paul Celan e il discorso di Darmstadt?), entrandovi come in un gazebo oblungo (ricordate l’invito che Antonio Leonardo Verri rivolgeva ai poeti?), sentendo nella carne l’esilio e i suoi privilegi.

Continua a leggere Nell’esilio / Ilaria Seclì: L’Impero che si Tace

Kleist

10492519_657611547657253_2005703573495053773_n
Ilaria Seclì
Andrea Leone

 

Dirò dunque quel
che ho visto ed è
.

 

Sopravvissuto al mondo, nato a sproposito, imperdonabile. Kleist.

Il Caucaso è il suo destino, votato all’irripetibile eppure costretto dall’appello della nascita a piegarsi, piagarsi, per forza di respiro, ai rituali mortiferi della macchina, alla monotona crocifissione direbbe Artaud, e per di più, su una croce di legno scadente. Il becco d’aquila in dotazione ai giorni, inflitto pane quotidiano, condanna.

Continua a leggere Kleist

La scintilla inestinguibile – Ilaria Seclì nella lettura di Luigi Metropoli

[LUIGI METROPOLI]

La scintilla inestinguibile: Del pesce e dell’acquario di Ilaria Seclì

«Il fine ultimo della poesia è il paradiso», scriveva Zanzotto a proposito di Montale. Eppure non è a caso che Eden possa dare in prestito il proprio nome a una località di devastazioni psico-fisiche, come accade nell’ultimo film di Von Trier, Antichrist. Il paradiso non è mai solo una meta, ma comincia già col percorso accidentato che vi ci porta: ha più familiarità con una condizione liminale, una soglia in cui dannazione e benedizione si danno convegno. Il paradiso non è privo di peso: il corpo ne fa parte quanto la levità e la trasfigurazione. Il percorso fa penare anche le membra, non solo l’anima. Continua a leggere La scintilla inestinguibile – Ilaria Seclì nella lettura di Luigi Metropoli

Del pesce e dell’acquario – di Ilaria Seclì

l’opera maltradotta

per me – ora – solo la camicia
bianca. sempre più bianca
acqua insaponata bollente
merletto luciferino
un’onda corta di luce zolfina
una pioggia al continente per gli amori
clandestini.
sia spenta la luce e s’indori il silenzio
semplici le parole e profondo il respiro
il Nulla solo o la danza leggera
del mio uomo a riparare
l’opera maltradotta

Continua a leggere Del pesce e dell’acquario – di Ilaria Seclì

Il corpo vertiginoso dell’attesa – Ilaria SECLI’

Ilaria Seclì

Da “D’indolenti dipendenze”, Besa, 2005

Verifica d’Impatto Umano

ma potrei metterci vasi di fiori
rossi
su questi fianchi larghi
inutilizzati
o bordarli di centrini tirolesi
o farne autostrade d’accoglienza
per poeti frustrati barboni puttane. Continua a leggere Il corpo vertiginoso dell’attesa – Ilaria SECLI’

Trapassi – di Paolo FICHERA

dimore3.jpg

I testi di Paolo Fichera sono tratti dal suo blog http://www.cattedrale.wordpress.com

All’autore, un grande e commosso grazie.

*

Trapasso #1

Il frammento disteso dei giorni

per Hairesis di Francesco Marotta
prima della lettura ora nel trapasso Continua a leggere Trapassi – di Paolo FICHERA