Archivi tag: John Berger

Breve saggio sul disegnare (dedicato a John Berger)

Irrinunciabile matita, o carboncino, o gesso, o anche penna, fedeli appendici della mente e della mano, no, mi sbaglio: parti della mente stessa e del pensare e del guardare.

Questi disegni sono un cervantes di storie (risme di carta spiegazzata nel tascapane e le strade del mondo, la polvere nel cavo della bocca, la vita quando desidera e la parola (luna della recitazione) mondi finge, quechuas di vertiginosa visione, storyteller in battaglia di sensi (sovrapposizioni immaginifiche e scrittorie) caudate stelle e andanza, rotto fiato, specchio delle varianze); questi disegni sono uno spinoza di rigore (levigare lenti per i telescopi della mente), una geometria per l’etica dell’andare, del vedere, del capire.

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John Berger: “Sulla motocicletta”

Scrittura è apertura e attenzione al mondo, scrittura è uno dei modi tramite i quali la mente (e il corpo) attraversano il mondo.
Così come lo è il disegno.
È nota l’importanza che John Berger attribuisce al disegno, conosciuta anche la sua passione nei confronti della motocicletta. In questo libro, Sulla motocicletta (Neri Pozza Editore, Vicenza, 2019), formato da scritti provenienti da fonti diverse, letteralmente “inventato” e tradotto con l’amore che la caratterizza da Maria Nadotti, John Berger scrive dell’andare in motocicletta come di un atto somigliante al disegno. Di conseguenza l’apertura al mondo presente in questo libro avviene su tre piani perfettamente intersecantisi: la scrittura, il disegno e l’andare in motocicletta (ovviamente questi ultimi due s’esplicano qui in scrittura e la scrittura rimanda a loro). Continua a leggere John Berger: “Sulla motocicletta”

Saline

1.

Il senso del viaggio è andare a cercare un luogo o una persona o un qualcosa (spesso ancora indefinito). Corretto è anche affermare che quel luogo, quella persona, quel qualcosa ti hanno cercato e chiamato. Il viaggio è, dunque, un incontro.

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Memoria dell’oggi: John Berger / Contro i nuovi tiranni

“La retorica dei leader attuali non serve a costruire e neppure a conservare. Il suo scopo è smantellare. Smantellare quel che si è ereditato dal passato, sul piano sociale, economico ed etico ed in particolare tutte le associazioni, le norme e i meccanismi che esprimono solidarietà. (…) La Fine della storia, slogan multinazionale globale, non è una profezia, bensì un ordine: spazzar via dappertutto il passato e ciò che esso ha lasciato in eredità. Il mercato esige che consumatori e dipendenti siano assolutamente soli al presente”.

John Berger, Contro i nuovi tiranni, Neri Pozza, 2013 (a cura di Maria Nadotti)