Archivi tag: John Berger

Sguardo, sguardi. Finestre

nadotti_berger_kunowskyEcco L’intatta coerenza dello sguardo di Maria Nadotti – e desidero fare due precisazioni (la prima generale, la seconda di carattere personale) nell’introdurre questa magnifica proposta apparsa nelle ultime settimane nella collana Prova d’Artista curata da Domenico Brancale per le Edizioni della Galerie Bordas di Venezia: Maria Nadotti è scrittrice, saggista e traduttrice generosa che mette spesso la propria scrittura (limpida ed elegante perché espressione di un pensiero limpido ed elegante) al servizio di altre scritture altrettanto generose e decisive nella nostra contemporaneità e mi limito qui soltanto a ricordare quanto si sia adoperata perché in Italia si venisse a conoscere il pensiero di bell hooks; devo a lei quella che mi piace chiamare “la mia passione bergeriana”, dal momento che nella mia biblioteca sono presenti pressoché tutti i libri di John Berger tradotti e spesso introdotti o commentati da Maria Nadotti ed è stato proprio il tramite di questi commenti,  introduzioni e traduzioni che di volta in volta mi ha spinto a comprare un nuovo volume di Berger   –   –   –   bruciante agisce in me il rimpianto di non avere mai avuto l’occasione d’incontrarlo.  Continua a leggere Sguardo, sguardi. Finestre

Per John B. / Ritratti d’artista ad alta voce

Selcuk Demirel Copertina_Per John B._2021

Ricevo da Maria Nadotti e volentieri diffondo:

Care amiche e cari amici,

il 5 novembre vi invitiamo a mettervi in ascolto e a ricordare con noi John Berger.

Per quell’occasione abbiamo chiesto ad alcune attrici e alcuni attori, che in vario modo si sono avvicinati all’universo bergeriano, di scegliere uno o più dei suoi ritratti d’artista e di proporceli attraverso quella traduzione sottile e penetrante, emozionata ed esatta che è la lettura ad alta voce.

All’origine di quest’opera comunitaria c’è un sentimento di gratitudine. Per l’ospitalità che John Berger ci offre con e nei suoi testi (raccolti in Ritratti, il Saggiatore 2018), per la sua scrittura che invita amorosamente a guardare e guardare ancora, con attenzione e sorpresa, per la sua capacità di portarci con sé negli atelier degli artisti e nel mistero del loro fare, nel tempo e nello spazio.

A leggere Per John B. sono Maria Luisa Abate, Isabella Bordoni, Isabella Carloni, Marco Cavalcoli, Giuseppe Cederna, Elio De Capitani, John De Leo, Pippo Delbono, Iaia Forte, Silvia Gallerano, Mariangela Gualtieri, Chiara Lagani, Sandro Lombardi, Valter Malosti, Maria Grazia Mandruzzato, Teresa Mannino, Lucia Mascino, Ermanna Montanari, Anna Nogara, Paolo Oricco, Maria Paiato, Lunetta Savino, Gabriele Vacis.

A partire da venerdì 5 novembre alcune di queste letture saranno a disposizione su “Doppiozero https://www.doppiozero.com/” e su “Voci” il Saggiatore https://vocipodcast.com/

La versione integrale del podcast Per John B. sarà disponibile su Okta Film https://www.oktafilm.it/podcast/

A presto,

Maria”

Il dolore tra le dita

bento_berger
Un disegno di John Berger contenuto in Bento’s Sketchbook (p. 133 dell’edizione tascabile, editrice Verso, 2015).

Alle pagine dalla 9 alla 11 dell’edizione tascabile in lingua inglese (Verso, London-New York 2015) di Bento’s Sketchbook John Berger racconta del suo incontro intorno al Natale 2007 con il Subcomandante Marcos.

Berger aveva donato alla Helen Bamber Foundation un proprio ritratto del Subcomandante affinché fosse messo all’asta e gl’introiti fossero destinati alle attività della Fondazione: è da qui che prendono avvio i ricordi:

«He, I, two Zapatista comandantes and two children are taking it easy in a log cabin on the outskirts of the town of San Cristobal de Las Casas», scrive John Berger. Tutto il brano è abitato da calma e serenità: è la prima volta che i due uomini s’incontrano di persona, benché da lungo tempo ci fosse tra i due una corrispondenza privata e più volte fossero intervenuti insieme anche a dibattiti pubblici tramite piattaforme multimediali.  Continua a leggere Il dolore tra le dita

Scritto 61

bento_berger
Un disegno di John Berger contenuto in Bento’s Sketchbook (p. 133 dell’edizione tascabile, editrice Verso, 2015).

We who draw do so not only to make something visible to others, but also to accompany something invisible to its incalculable destination.

Sono parole che ricorrono di frequente in Bento’s Sketchbook di John Berger e che provo a variare anche nel modo seguente: noi che scriviamo lo facciamo non solo per rendere udibile un qualcosa agli altri, ma anche per accompagnare un qualcosa d’inudibile verso la sua imprevedibile meta – benché si possa vedere anche tramite la scrittura e rendere visibile un qualcosa traverso di essa. (Pur rimanendo tuttavia valida la distinzione netta che John Berger fa in altro luogo del libro tra disegno e scrittura, per certi versi affini, per molti altri differenti tra di loro).

In ogni caso sia disegnando che scrivendo mettiamo in moto una sorta di campo di forze, invisibili, le quali, convergendo o divergendo, accendono moti ulteriori, alcuni dei quali imprevedibili o imprevisti.  Continua a leggere Scritto 61

L’ospitalità dello sguardo

Viene pubblicato il 9 luglio da Mimesis Edizioni il libro di Lorenzo Mari Il taccuino dell’intellettuale. Disegno e narrazione nell’opera di John Berger. Propongo una breve conversazione con l’autore che discute con passione e competenza alcuni luoghi bergeriani.

Continua a leggere L’ospitalità dello sguardo

Le mele di Michael Hamburger

Nel 2007 Tacita Dean gira un film in 16 mm della durata di 28 minuti il cui protagonista è il poeta e traduttore Michael Hamburger (Berlino / Charlottenburg, 1924 – Middleton / Suffolk, 2007).
Soltanto durante il montaggio, dichiara l’artista, le si appalesa il fatto che Michael Hamburger abbia parlato esclusivamente delle mele che coltiva nel suo frutteto e che raccoglie, mettendole a maturare e a riposare su tavolati all’interno della sua casa.
Inserendosi in un progetto a più voci che rifletta sul paesaggio e sulla storia della regione East-Anglia e che sia ispirato al libro di W. G. Sebald Gli anelli di Saturno, il lavoro di Tacita Dean sceglie Michael Hamburger perché gli è dedicato il settimo capitolo del libro. Continua a leggere Le mele di Michael Hamburger

Breve saggio sul disegnare (dedicato a John Berger)

Irrinunciabile matita, o carboncino, o gesso, o anche penna, fedeli appendici della mente e della mano, no, mi sbaglio: parti della mente stessa e del pensare e del guardare.

Questi disegni sono un cervantes di storie (risme di carta spiegazzata nel tascapane e le strade del mondo, la polvere nel cavo della bocca, la vita quando desidera e la parola (luna della recitazione) mondi finge, quechuas di vertiginosa visione, storyteller in battaglia di sensi (sovrapposizioni immaginifiche e scrittorie) caudate stelle e andanza, rotto fiato, specchio delle varianze); questi disegni sono uno spinoza di rigore (levigare lenti per i telescopi della mente), una geometria per l’etica dell’andare, del vedere, del capire.

Continua a leggere Breve saggio sul disegnare (dedicato a John Berger)

John Berger: “Sulla motocicletta”

Scrittura è apertura e attenzione al mondo, scrittura è uno dei modi tramite i quali la mente (e il corpo) attraversano il mondo.
Così come lo è il disegno.
È nota l’importanza che John Berger attribuisce al disegno, conosciuta anche la sua passione nei confronti della motocicletta. In questo libro, Sulla motocicletta (Neri Pozza Editore, Vicenza, 2019), formato da scritti provenienti da fonti diverse, letteralmente “inventato” e tradotto con l’amore che la caratterizza da Maria Nadotti, John Berger scrive dell’andare in motocicletta come di un atto somigliante al disegno. Di conseguenza l’apertura al mondo presente in questo libro avviene su tre piani perfettamente intersecantisi: la scrittura, il disegno e l’andare in motocicletta (ovviamente questi ultimi due s’esplicano qui in scrittura e la scrittura rimanda a loro). Continua a leggere John Berger: “Sulla motocicletta”

Saline

1.

Il senso del viaggio è andare a cercare un luogo o una persona o un qualcosa (spesso ancora indefinito). Corretto è anche affermare che quel luogo, quella persona, quel qualcosa ti hanno cercato e chiamato. Il viaggio è, dunque, un incontro.

Continua a leggere Saline

Memoria dell’oggi: John Berger / Contro i nuovi tiranni

“La retorica dei leader attuali non serve a costruire e neppure a conservare. Il suo scopo è smantellare. Smantellare quel che si è ereditato dal passato, sul piano sociale, economico ed etico ed in particolare tutte le associazioni, le norme e i meccanismi che esprimono solidarietà. (…) La Fine della storia, slogan multinazionale globale, non è una profezia, bensì un ordine: spazzar via dappertutto il passato e ciò che esso ha lasciato in eredità. Il mercato esige che consumatori e dipendenti siano assolutamente soli al presente”.

John Berger, Contro i nuovi tiranni, Neri Pozza, 2013 (a cura di Maria Nadotti)