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Intersezioni

Maria Helena Vieira da Silva: Bibliothèque en feu, 1974.

Queste pagine vengono alla luce dopo che diverse tessere-tempo sono andate ricomponendosi attraverso percorsi apparentemente enigmatici di cui ogni lettore ha fatto esperienza: si legge qualcosa (un articolo, una breve didascalia, un racconto e via enumerando) o si vede una foto, si ascolta un pezzo musicale che rimangono nella memoria, oppure paiono assopirsi, scomparire; poi, anche dopo molti anni, s’incontra qualcos’altro (un altro testo, un libro, un accenno durante una conversazione) che risveglia la memoria o che rimanda a quell’eco che in ogni caso continuava a riverberare nella mente, spesso in modo sommesso o inavvertito; quindi, eventualmente, si decide di sistematizzare quelle letture o quegli ascolti o quelle riflessioni, oppure si passa ad altro ancora, per incrociare più tardi (per caso? per un sentiero tracciato dall’inconscio?) quell’idea o quella suggestione iniziale. Si inizia con René Char, La parola in arcipelago e i suoi Neuf merci pour Vieira da Silva che mi proverò tra breve a tradurre con il titolo un po’ libero di Nove volte grazie per Vieira da Silva – ché il vero epicentro del mio intervento è proprio quest’ultima, la pittrice e intellettuale portoghese il cui nome venni a conoscere grazie al poeta provenzale che la cita anche nel libro Ricerca della base e del vertice; dopo qualche anno  trovai nei Racconti con figure di Antonio Tabucchi la traduzione del Testamento della pittrice portoghese seguita da 20 brevissimi racconti.

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Eterna insonnia

René Char

Marco Ercolani

I testi Su una notte senza ornamenti, Per un Prometeo sassifrago, Noi abbiamo, Nel cammino, Contravvenire, I merletti di Montmirail, sono tratti dalle sezioni La bibliothèque est en feu, Au-dessus du vent e Quitter di La parole en archipel (Paris, Gallimard, 1962), ora in René Char, Oeuvres Complètes, Bibl. de la Plèiade (ivi, 1983). A questi, da me tradotti e pubblicati in «Arca», 2, 1998 e che qui ripropongo con lievi modifiche, ho aggiunto una breve scelta di testi da Aromates chasseurs (Paris, Gallimard, 1975, ora in René Char, Oeuvres complètes, op.cit.) a cui ho attribuito un titolo mio, Casa mentale. (M.E.)

“Arrêtons-nous près des êtres
qui peuvent se couper de leurs resources,
bien qu’il n’existe pour eux que peu ou pas de repli.
L’attente leur creuse une insomnie vertigineuse.
La beauté leur pose un chapeau de fleurs.”

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