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Quaderni delle Officine (III) – Giuseppe Zuccarino

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Quaderni delle Officine III. Dicembre 2009
Giuseppe Zuccarino

 

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Giuseppe Zuccarino – La fiamma e la cenere
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La fiamma e la cenere. Su Walter Benjamin (II)

[GIUSEPPE ZUCCARINO]

La fiamma e la cenere.
Su Walter Benjamin

(Continua da qui…)

4.    Nel 1924 Benjamin, scrivendo all’amico Scholem, gli annuncia quella che definisce «una svolta»: essa – egli afferma – «ha destato in me la volontà di non mascherare più i momenti attuali e politici dei miei pensieri secondo l’abitudine antiquata che avevo seguito finora, ma di svilupparli, e questo, sperimentalmente, in forma estrema. Naturalmente ciò significa che passa in secondo piano l’esegesi delle poesie tedesche, dove si tratta, nel migliore dei casi, essenzialmente di conservare e di restaurare l’autentico contro le adulterazioni espressionistiche. Finché nell’atteggiamento a me adeguato di commentatore non arriverò a testi di significato e totalità interamente diversi, costruirò una mia “politica” come il ragno la sua tela»(54). Continua a leggere La fiamma e la cenere. Su Walter Benjamin (II)

La fiamma e la cenere. Su Walter Benjamin (I)

[GIUSEPPE ZUCCARINO]

La fiamma e la cenere.
Su Walter Benjamin (I)

1. Tra il 1924 e il 1925 Benjamin pubblica, sulla rivista «Neue Deutsche Beiträge» diretta da Hofmannsthal, un saggio sulle Affinità elettive di Goethe che resta, tra tutti i suoi lavori, uno dei più impegnativi e penetranti. Il testo si apre con una riflessione di ordine metodologico che inerisce in particolare alla distinzione tra due modi di avvicinamento all’opera letteraria, la critica e il commento. Anziché alimentare la confusione, ancor oggi corrente, tra queste forme, Benjamin procede non solo sceverando l’una dall’altra ma anche additando, per ciascuna di esse, un differente oggetto conoscitivo: «La critica cerca il contenuto di verità di un’opera d’arte, il commentario il suo contenuto reale»(1). Tuttavia, proprio nel loro aver di mira aspetti diversi dell’opera, i due modi di considerarla non risultano tali da escludersi a vicenda, ma si danno anzi come idealmente complementari. Inoltre, secondo Benjamin, nella durata storica dell’opera il contenuto reale – e questo soltanto – si fa più appariscente, sicché diviene necessaria una sua ricognizione preliminare; il commento si trova dunque a dover precedere la critica, e le due forme appaiono come idealmente successive. Continua a leggere La fiamma e la cenere. Su Walter Benjamin (I)