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Quaderni delle Officine (LXXXVI)

Quaderni delle Officine
LXXXVI. Giugno 2019

quaderno part_ b_n

Antonio Devicienti

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“Nient’altro che l’esperienza d’un lettore”
Un attraversamento di Parmenides remastered
di Nanni Cagnone

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Parmenides remastered

Antonio Devicienti

“Nient’altro che l’esperienza
d’un lettore”

Un attraversamento di
Parmenides remastered
di Nanni Cagnone

Perché cercare di classificare un libro, volerlo etichettare? Forse per disinnescarne l’eventuale carica eversiva, per tentare di ricondurlo alla “normalità” di limiti riconosciuti e tranquillizzanti.
Ma per fortuna si danno a leggere libri come questo di Nanni Cagnone, Parmenides remastered (La Finestra Editrice, Lavis, MMXIX) e ci si abbandona, liberati e felici, a un attraversamento del testo, a una Wanderung traverso differenti paesaggi, a un’esplorazione sorprendente a ogni svolta di pagina, a ogni salto di paragrafo.
Qui c’è poesia, filologia, filosofia, scienza etimologica, saggistica, tensione intellettuale, qui c’è eleganza di scrittura, sapienza di vita, splendore di conoscenza, coraggio conoscitivo, piacere del pensare e dello scrivere. Continua a leggere Parmenides remastered

Stefan George, Gedichte

Stefan George
Gedichte/Poesie Volume I
Cura e traduzione di
Antonio Devicienti
Introduzione di Friedrich Gundolf
Lavis (TN), La Finestra Editrice
Collana “Archivio del ‘900”, 2019

 

L’infante

Con scudo e spada sotto pallido fregio,
con bianco sguardo sorride l’infante
nello scuro ovale cinto d’oro. Non lontano,
nell’allora inviolata sala, un fratello gemello:
la fredda brezza montana era nel gioco
anche troppo rozza gregaria.

Tuttavia egli non rimpiangerà
d’esser divenuto in fretta un uomo cupo
come questi e quell’altro sui muri vicini,
ché delle gioie per lui furon decise:
che venga a prenderlo una radiosa fanciulla
degli elfi, quando innanzi alla luna fioriscono
i melograni di cristallo: gli sia concesso seguire
insieme con lei, in volo e caduta, la palla di seta
fedelmente serbata, che sulla mensola di legno
di quercia scintilla ancora di rosa e verde oliva.

Il racconto di un’avventura (del tradurre)

Tutto è cominciato con una telefonata durante la quale Nanni Cagnone mi ha proposto di tradurre l’intera opera poetica di Stefan George (si pronuncia più o meno ghe-or-ghe). Lo confesso: non ho avuto il coraggio di dirgli di no, ma pensavo che George non fosse del tutto nelle mie corde – si trattava di un poeta del quale conoscevo un paio di testi e, dalle storie della letteratura tedesca dalle quali avevo studiato, risultava essere un artista fortemente estetizzante, centro di un circolo artistico (il cosiddetto “George-Kreis”) nel quale egli esercitava anche una sorta di funzione sacerdotale (di “sacerdote” della Poesia e della Bellezza, cioè); sapevo inoltre che Goebbels gli aveva offerto la presidenza di un’accademia delle arti che i nazisti intendevano fondare.
Ma, in realtà, di lui conoscevo poco.

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