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Omaggio a Giorgio Manganelli (I)

Giorgio Manganelli

Un libro non si legge; vi si precipita; esso sta, in ogni momento, attorno a noi. Quando siamo non già nel centro, ma in uno degli infiniti centri del libro, ci accorgiamo che il libro non solo è illimitato, ma è unico. Non esistono altri libri; tutti gli altri libri sono nascosti e rivelati in questo. In ogni libro stanno tutti gli altri libri; in ogni parola tutte le parole; in ogni libro, tutte le parole; in ogni parola, tutti i libri. Dunque questo ‘libro parallelo’ non sta né accanto, né in margine, né in calce; sta ‘dentro’, come tutti i libri, giacché non v’è libro che non sia ‘parallelo’.

[Nel ventennale della scomparsa, un omaggio alla figura e all’opera di Giorgio Manganelli, uno dei più geniali autori della letteratura italiana del Novecento. Di seguito, la prima parte di un’intervista esclusiva alla figlia Lietta, curata da Alessandra Pigliaru, e una riflessione di Enzo Campi.]

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Modi e nodi del trattato in Manganelli

Giuseppe Zuccarino

Modi e nodi del trattato
in Manganelli

Antiromanzi

     Remoto e spaesato all’interno del sistema letterario contemporaneo: tale deve necessariamente apparire un testo narrativo che assuma in questo secolo la forma desueta del trattato. È il caso di due tra le opere più singolari e rilevanti di Manganelli, vale a dire Hilarotragoedia e Nuovo commento(1). In questa provocatoria riesumazione di un genere che in ambito letterario può dirsi senz’altro defunto (mentre sopravvive semmai, in modi diversi, nella pratica del discorso scientifico) si può agevolmente sospettare un’intenzione ironica o polemica. E nel gesto manganelliano sono riscontrabili, in effetti, entrambe queste componenti. Continua a leggere Modi e nodi del trattato in Manganelli