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Scritture dal silenzio

Il presagio dei rami, 1983Marco Ercolani
Giuseppe Zuccarino

     L’instabilità dell’opera

Manganelli diceva: «Scrivere è un compito impossibile, ma deve essere eseguito». Ed è di questo compito che ci parla il libro di Giuseppe Zuccarino, La scrittura impossibile (Genova, Graphos, 1995), attraverso una serie di saggi su alcuni personaggi-chiave del Novecento, da Manganelli a Klossowski, da Barthes a Blanchot, fino ai meno noti Villa e Fénéon.
Il rapporto arte-opera intriga da sempre il critico. È noto che alcuni autori hanno lasciato incompiuti o frammentari alcuni dei loro capolavori (vedi Kafka, Musil, Novalis). Altri, invece, si sono arresi a un’opera che li portava ai confini di se stessi e si sono uccisi o sono impazziti (Nerval, Kleist). Altri, ancora, come Rimbaud e Walser, hanno smesso di scrivere. Continua a leggere Scritture dal silenzio

La lettura impossibile

Giuseppe Zuccarino

William Hazlitt asseriva, perentorio: «Il più grande piacere della vita è quello di leggere». Tale giudizio appare per molti versi giustificato e difendibile, anche se la difesa dovrebbe ricorrere, in prevalenza, ad argomentazioni di carattere soggettivo, non necessariamente persuasive o generalizzabili. Il fascino di quella pratica singolare che è il leggere è comunque, per le non poche persone che ad esso sono sensibili, indubbio, e legato alla possibilità quasi magica di dar vita alle pagine del volume, di attualizzarle e di assimilarle, trasformandole in una componente a volte essenziale del proprio immaginario e della propria cultura.
     Ma esiste una semplice lettura, oppure essa è inevitabilmente complicata da una serie di problemi e assillata da doppi fantasmatici? L’ipotesi che saremmo inclini ad avanzare è appunto quella che – se non si vuole concepire la lettura come un processo puramente subìto, che susciti in chi vi si dedica una sorta di adesione incondizionata, o magari uno stato quasi ipnotico e sonnambolico di trance – si dovrà necessariamente pensare ad una diversa e più attiva forma di coinvolgimento nelle parole scritte. Ciò condurrà forse fino a intravedere, al tempo stesso, una prima difficoltà. Continua a leggere La lettura impossibile

Emilio Villa o la passione delle origini

Giuseppe Zuccarino

Emilio Villa
o la passione
delle origini

     La sovrana, ironico-autoironica capacità di giocare ai margini, presenza appartata e al tempo stesso esorbitante, tale da hanter perennemente le malefedi individuali e gli schematismi intorpiditi della critica, ha sempre fatto di Emilio Villa un virtuale ed incomodo casus belli. Ciò non ha mancato di esporlo tanto alle rivendicazioni e appropriazioni enfatiche da parte dei successivi riscopritori-celebratori, quanto alle sistematiche rimozioni o ai rari, frettolosi qui pro quo dei vari cronisti, antologisti ed enciclopedisti. L’operosità villiana, con il suo proliferare indisciplinato nei più diversi campi (dalla filologia greca e semitica alla critica militante, letteraria e artistica, a sua volta tendente a sconfinare nella vasta e magmatica produzione poetica, multiforme e multilingue), sembra tale da scoraggiare ogni frettoloso tentativo di ordinamento e sistematizzazione, tanto più che essa si è trovata affidata, per solito, alle sedi più peregrine o ai veicoli di non-diffusione più precari ed effimeri. Continua a leggere Emilio Villa o la passione delle origini