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Eduardo Chillida: Gravitación. Elogio del agua, 1987.

Questo scritto rimanda a sé stesso, ma, subito, esso vuole rompere il cerchio, contrastare l’autoreferenzialità
Questo scritto riflette su sé stesso e si riflette (la direzione è, cioè, doppia: esso riflette nel senso che medita e pondera e pensa intorno al suo nascere, farsi, concludersi – e si riflette nel senso che si rispecchia nel suo stesso costituirsi in testo).
E, subito, si apre per accogliere.
Si pensi alla cifra tipica di Eduardo Chillida: a quella sorta di braccio completato da un arco di circonferenza – arto costruito per prendere con gentilezza, o per accogliere nel golfo dell’arco che lo conclude e che lo proietta verso l’aperto.

Come un destino – Mauro GERMANI

libecciata
(Giovanni Predieri, Libecciata from Terrazza Mascagni in Livorno)

[…] Il Mauro Germani del presente è poeta dell’evocazione: vuoi che s’intenda per evocazione quella riguardante la figura materna, oppure l’altra, chiamata in campo: quella cioè relativa alle figure delle donne, maestre dell’educazione sentimentale. In mezzo a tutto ciò, vi sono due città; le città della vita. Se in terra toscana si vivono parole di rimpianto e di nostalgia per la donna che ci ha messi al mondo (cogliendo di lei oggetti intimi e colori stagionali), in terra lombarda il già adolescente e poi giovanotto Mauro dà i propri accordi ai moti del cuore. Ne derivano, rispettivamente, una Livorno caproniana nel tema e una Milano dalle foto ingiallite di periferie quasi testoriane, al cui interno si consumano baci di tenore squisitamente gaberiano. Continua a leggere Come un destino – Mauro GERMANI