Archivi tag: larry massino

Le interviste (im)possibili

“Sono quell’uno che vi ha capiti, il primo che ha colto la vostra definizione essenziale: siete gli esseri eterni in attesa della Perfezione, ridotti quotidianamente a semplici elogiatori della rilegatura, costretti dalla frustrazione, uno dopo l’altro, giorno dopo giorno, del poema, del romanzo, del libro; siete i soli che amate e concepite la Perfezione; gli scrittori tutt’altro, pubblicatori di brutte copie, di libri dettati dalla fretta, dall’opportunismo, dall’euforia. La Perfezione giungerà un giorno o l’altro in un libro, proprio come l’avete giustamente attesa e concepita: fino a ora non si è vista Perfezione alcuna se non nella grazia e nel potere morale di alcuni uomini e donne che noi tutti arriviamo a conoscere, prima o poi, e che non raggiungeranno mai una notorietà storica né quotidiana. Eppure fate bene ad aspettare e sono sicuro che il giorno in cui apparirà in Libro applaudirete tutti insieme, infinitamente grati.”

Macedonio Fernandez, Lettera ai critici

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Prolegomeni alla Nòva Fiorenza

Il testo che potete leggere di seguito, redatto dal cronachista ufficiale, nonché lucidaparole personale del Minor Duca in persona, contiene una serie di ragguagli, di rettifiche, di notazioni e di aggiunte a futura memoria riferibili all’anno di tutta grazia 2076, un’indispensabile premessa all’edizione aggiornata delle Cronache del Ducato Nòvo che vedrà la luce prossimamente su queste pagine (cesura permettendo). Nei quarant’anni successivi alla nascita della repubblica ducale, avvenimenti ordinari e straordinari si sono succeduti, scoperte, invenzioni e innovazioni epocali ne hanno modificato la paesaggistica naturale e antropologica e ridefinito di conseguenza il profilo umano e culturale della popolazione residente e viciniora. Diventa quindi sommamente doveroso darne conto qui, e proprio ora, mentre i nostri migliori cronisti, con i loro praticanti al seguito, sono sguinzagliati sulle tracce dell’autore per estorcergli quantomeno un’intervista chiarificatrice, da osservatore interno alle vicende nonché persona informata dei fatti e dei misfatti narrati.

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Fiorenza, nostra Matria unica e vera (IV)

“Dove si aderisce all’unica narrazione biografica credibile, la mia, sulle origini del pensiero del Minor Duca e della fondazione dell’Accademia degli Inaffidabili. Naturalmente la biografia, per modestia governativa, non è ufficiale, è solo una delle tante, forse la più curiosa, nella quale ci si spinge addirittura a ipotizzare, ben oltre la beneducazione, che il Minor Duca sia a capo mondiale della setta segreta dei misantropi. Da questa mia bellissima biografia immaginativa tutti gli storici hanno attinto per costruire il mito fondativo del Minor Ducato. Riproduciamo qui solo il primo capitolo.” (Larry Massino)

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Fiorenza, nostra Matria unica e vera (III)

“Le parole ci accolgono tutti nel loro grembo materno, gratis – in questo meglio del fuoco – permettendoci di inventare realtà a nostro piacere, e insegnandoci, indirettamente, che la realtà, essendo inventabile all’infinito attraverso l’uso delle parole stesse, non esiste.”

(Da: L’invenzione della nineddoche, Vol. I, Tomo II
Fiorenza, “Biblioteca dell’Accademia Inaffidabili”, A. D. 2015)

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Fiorenza, nostra Matria unica e vera


“Si aboliscono le parole patria, cultura e popolo in tutte le loro declinazioni, pena l’esilio, e si fonda lo Stato Nòvo, la Matria, sul riso tragico, sul pensiero lancinante, sul bene contenuto nel bello, sul libero abbraccio fra di loro delle singole persone”.

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Epistola adversus oclocraticos

Dopo aver completamente colonizzato la rete letteraria, le truppe cammellate dell’invasione accademico-editoriale sono finalmente passate alla bonifica del territorio, che viene ormai battuto palmo a palmo per sgominare le ultime sacche di resistenza e distruggere definitivamente i santuari dai quali pochi fanatici irriducibili continuano a lanciare i loro deliranti proclami inneggianti alla libertà di pensiero e di critica.

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Mangiate di meno

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Larry Massino

Nel porcile c’erano due che stavano sempre da parte, che dagli altri del branco venivano considerati fanatici, perché grugnivano con ritmo ricercato, leggevano appartati per ore, a sera danzavano sulle punte degli affusolati zampetti. Venivano considerati altezzosi anche perché riprendevano, con aristocratiche occhiate, le scorrettezze dei più maleducati, di solito i giovani, che si ingrifavano per un nonnulla e diventavano osceni. I due nobili suini, bisogna dire, venivano da tutti rispettati, come si fa con la gente di alto rango, anche se dietro le spalle venivano chiamati maliziosamente il Vecchio Maiale e la Vecchia Maiala, alludendo forse alla loro gioiosa sessualità, comunque mai sfrontata, non certa alla stazza. Continua a leggere Mangiate di meno

Altamante Logli e gli zingari felici

Larry Massino

Ennio è tenace, mi marca stretto e mi costringe a pensare alla poesia, dalla quale io mi tengo da tempo a distanza di sicurezza. Sicché mi verrebbe da dirgli di tanti poeti che ho a lungo frequentato. Scremando scremando mi verrebbe da dirgli sopra di tutto di Dino Campana, di Arthur Rimbaud, di Robert Frost, di Gottfried Benn, di Velimir Chlebnikov, di Isidore Lucien Ducasse Comte de Lautréamont (dei cui canti modestamente facetti una ignota messa in scena teatrale, a puntate, per altro protagonista il poeta attore forse più grande dello scorso secolo). Ma poi penso che Ennio pensi che faccio lo smargiasso. E mi taccio. Però stamattina, per giri mii, ho incontrato Altamante Logli – mi sembra stia bene: iddio o qualunque sottoposto continuino a trattarlo come merita – l’uomo che paridemerito con Carlo più mi ha fatto amare la poesia e la lingua, ché “la lingua gli ha da s’onare, Larry, ri’ordatelo! Ché te tu se’ più sognatore che s’onatore…Continua a leggere Altamante Logli e gli zingari felici